THE J. PAUL GETTY MUSEUM LIBRARY

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’Vm Esposizione Internazionale D'Arte della città di Venezia

^ 1909 t

Catalogo

■ ILLUSTRATO

['

VENEZIA

Premiate Officiue Grafiche C. Ferrari

DITTA

■I uni In li

Proprietario N. PAPADOPOLl €a$a fondata ncH’ anno isos

Celebri depositi

Vini vecchi di Cipro

FABBRICA VERMOUTH, LIQUORI, SCIROPPI

^ Benedettino

Grandi Specialità I Bitter Venezia

I Alpino Cristallizzato

Grande Caffè-Bottiglieria - San Marco Calle Vallaresso Caffè-Restaurant - Parco dell’Esposizione

SERVIZIO DI PRIMO ORDINE.

AMMINISTRAZIONE TELEEONO 1-86

rES'l'E COMMEMORATIVE

DEL 1911 IN ROMA

r-TORAIO-MOVCi'IBRE 1911.

Q Q □

ESPOSIZIONE INTERNAZIONIILE IT ARTE

200,000 lire di premi - 500,000 lire di acquisti assicurati

B Q B

CONCORSO INTERNAZIONALE D’ARCHITETTURA

I. Premio L. 150,000 - li. Premio L. 100,000 III. Premio L. 50,000

( (INCORSO NAZIONALE D’ ARCHITETTURA

Tre premi di 100,000 lire 1’ uno

(•23,000 all’ architetto - 73,000 al costruttore)

ESPOSI/IONE KAZIONILE D'IRTE DEL CIH||DINTENDID

Esposizioni d’ arte del settecento - del Rinascimento del Medio Evo

MOSTRE REGIOflAUI

ESPOSIZIONE ARCHEOLOGICA

MOSTRA D’ETNOGRAFIA ITALIANA Cong’ressi Artistici, Scientifici, Politici, Industriali, Letterari

Feste ginnastiche - Gare sportive - Circuito automobilistico Concorso d’ aviazione - Corteo storico - Torneo

Fevrier-Noveinbre

191 1

EXPOSITION INTERNATIONALE DES BEAEX ARTS

Concours International d’ Architecture - Concours Na¬ tional d’ Architecture - Exposition Nationale de Beanx Arts de i86r à 1911 - Exposition Archeologique et retrospective.

O ]V[ - Februar-November

INTERNATIONALE KUNSTAUSSTELLUNO

Internationaler Wettbewerb fiir die Raukunst - Natio- naler Wettbewerb fiir die Raukunst - National - Kunst- ausstellung von 1861 bis 1911 - Archeologiscbe und retrospektive Ausstellungen.

R O ]VI E - February-November 191 1

INTERNATIONAL ART EXIIIRHTON

International Competition of Architecture - National Conipetition of Architecture - National Exhibition from i86i to 1911 - Archeological and retrospectives Exhi- bitions.

HOJVIR - Febrero-Noviembre 1911

EXPOSICION INTERNACIONAL DE BELLAS ARTES

Concurso Internacional de Arquitectura - Concurso Na- cional de Arquitectura - Exposicion Nacional de Bellas Artes 1861-1911 - Exposiciones Arqueologicas y retro- spectivas.

B Corino nel I9II

ESPOSIZIONE

INTEf^NAZIONZIlE

delle Industrie e del Lavoro.

Un milione di metri quadrati di superficie 250 mila metri (juadrati di area coperta.

à. ^ à.

he merauiglie dell’ Elettricità - ha Città mo¬ derna - DI Giornale e 1’ Arte della Stampa - Colonizzazione, Emigrazione, Colonie: Gli Dtaliani all’Estero - ha difesa del Paese.

nflUIGflZlOnE AEREA

Concorso Internazionale dei Dirigibili

Coppa d* Onore di 5, (D, il Re d* Dtalia

^ 31 Corino nel 1011

- ESP05IZI0NE INTERnAZIOTÌ^ilE

delle Industrie e del Lavoro.

Un milione di metri quadrati di superficie 250 mila metri quadrati di area coperta.

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be merauiglie dell’ Eletiricità - ba Città mo¬ derna - DI Giornale e 1’ Arte della Stampa - Colonizzazione , Emigrazione , Colonie : Gli Dtaliani all’ Estero - ba difesa del Paese.

nflUlGflZlOnE AEREA

Concorso Internazionale dei Dirigibili

Coppa d’ onore di 5, 01» il Re d’ DìqIìq

CATALOGO

S/ainpato su carta

delta Cartiera Fedrigoni C.o di Veroua con inchiostro della casa Cli. Lorilleux e lìlilano

(n'TAVA

Esposizione Internazionale d’Arte

DELLA CITTÀ DI VENEZIA

1909

CATALOGO

TERZA EDIZIONE

VENEZIA

Primiato Stabii.imkn ro Cario Ei-rrari

909

P ROPR r ET A L RT l ER A R I A

A norma della Legge sui diritti di autore i8 Settembre 1882, 11. 1012, testo unico, e delle sentenze 15 Dicembre 1897 della Corte d’Appello di Venezia e 22 Marzo 1898 della Corte di Cas¬ sazione di Roma, in Causa R..., G..., ed altri, è vietata qualsiasi riproduzione o contraffazione di questo Catalogo.

PAI II /•‘Cl 1 !'v/

PkESIDHXZA

E AMMINISTRAZIONE DELL’ ESPOSIZIONE

Colile KILIPPIJ CRIMAXl, sindaco di vknkzia. Preci¬ dente — Prof. .\N'l‘(JNIO FR.XDELKTTO, dkputato ai, PARLAMKNTO, Segretario Cenerate.

Rag. Ro.molo Bazzoni, Amministratore Ca/io.

ABBONAMENTI

Abbonamento per tutta la durata dell’ Pospo¬ sizione (22 Aprile-31 Ottobre) LIRE QUINDICI.

Ogni famiglia che abbia acquistato un bi¬ glietto d’abbonamento a QUINDICI LIRE, paga ogni abbonamento successivo al prezzo ridotto di LIRE DIECI, purché si tratti di persona apparte¬ nente alla famiglia medesima.

— IO

AVVERTENZA

Tutte le tessere d’ abbonamento sono perso¬ nali, devono recare la tìrma del titolare e non si possono cedere ad altri, sotto comminatoria delle pene contemplate dalla legge.

ABBONAIMENTO FERROVIARIO

I biglietti speciali ferroviari d’ andata-ritorno per Venezia, come (jnelli del Lloyd Austriaco, sono muniti d’un tagliando d’abbonamento, che dà diritto all’ ingresso nel Palazzo dell’ Esposi¬ zione durante tutto il periodo della loro validità (8, IO, 15, 20 giorni rispettivamente).

P'OTOGRAFIE

Le fotogralie di molte fra le opere più im¬ portanti saranno poste in vendita nel Palazzo dell’ Esposizione, al prezzo di LIRE 1.25.

RIZGOLAMEXTO GENERA IJZ

DURATA, CONTENUTO, INTENTI.

1. — La Città di à’eiiezia ha bandito per ranno 1909 — dal 22 Aprile al 31 Ottobre — la sua ottava Esposizione In¬ ternazionale d’ Arte. — Questa conterrà pitture, sculture, ili- segni, incisioni e (.sotto la condizione accennata all’ articolo 6) oggetti d’ arte decorativa.

2. — L’ Esposizione di à'enezia vuol essere una parca rac¬ colta di opere elette ed originali. Essa accetta ogni aspirazione ed ogni tecnica, ina si propone di resiiingere tutte le forine della volgarità.

AMMINISTRAZIONE E PRESIDENZA.

3. — L’ Esposizione è promossa dal Comune e ammini¬ strata dalla Giunta municipale. La presiede il Sindaco, o, in sua vece, 1’ Assessore alla pubblica istruzione. La dirige il Se¬ gretario generale.

4. — Il Sindaco, o 1’ Assessore alla puliblica istruzione, e il Segretario generale costituiscono 1’ Cfficio di Presidenza.

ORDINAMENTO ARTISTICO.

5. — L’Esposizione sarà così divisa: Sale italiane, — Sale straniere. — Sale internazionali.

6. — L’ incarico di decorare le Sale e di disporvi le ri¬ spettive opere è affidato dalla Giunta a speciali Commissioni o a singoli Commissari.

7. — Quando una nazione partecipa ufficialmente alla •Mostra, la nomina della Commissione o del Commissario è ili pertinenza del relativo Governo d' accordo con la Giunta mu¬ nicipale.

12

8. — Le Commissioni o i Commissari — oppure, nel caso contemplato dall' art. 7, i rispettivi Governi — devono prov¬ vedere alle spese necessarie per la decorazione.

9. — Le norme precedenti valgono per i paesi i quali di¬ spongano di Padiglioni propri.

INVITI.

10. — Sono invitati a partecipare all’ Esposizione di \’e- nezia i maestri di fama universale e gli artisti che più emersero nelle ultime Esposizioni nazionali e straniere. Le loro opere non cadono sotto 1’ esame della Giuria di accettazione. Pos¬ sono peraltro essere rifiutate quando manchino dell' importanza e dignità d’ arte espressamente richieste nella lettera d’ invito.

MOSTRE INDIVIDUALI.

11. — La Presidenza promoverà una serie di Mostre indi¬ viduali di insigni artisti contemporanei.

GIURIA d’ accettazione.

12. — Gli artisti non invitati hanno facoltà di inviare le loro opere.

13. — All’ atto della notificazione, essi rimetteranno al- P Ufficio di Segreteria un vaglia di Liì t; dieci. Senza questo,- la notificazione non sarà valida.

14. — Gli artisti non invitati eleggeranno la Giuria d’ ac¬ cettazione, fra gli artisti italiani e stranieri invitati alle Mostre di Venezia. Essa si comporrà di tre pittori e di due scultori.

13. — La Giuria sceglierà le opere più meritevoli, in nu¬ mero non superiore a cento. Il suo verdetto è inappellabile.

16. — Le opere ammesse dalla Giuria saranno insieme aggruppate.

CONDIZIONI PER l’ AMMISSIBILITÀ.

17. — Le opere già esposte in Italia non potranno essere accolte nell’ Esposizione di Venezia, eccezione fatta per le Mostre individuali.

18. Tranne questa eccezione, nessun artista avrà diritto di esporre piu di due opere.

ACQUISTI UFFICIALI.

19. — Il Comune, col liberale concorso tl’ altre pubbliche .Amministrazioni e di privati cittadini, stanzierà una somma cospicua per 1' acquisto d’ opere d’ arte da collocarsi nella Gal¬ leria Internazionale della Città.

20. — Esse saranno scelte da una Commissione artistica di cinque membri, eletti dalla Giunta municipale.

NOTIFICAZIONE DF.LI.F. OPERE.

21. — Le opere devono essere notificate non più tardi del Lo Gennaio 1909, in doppio esemplare, mediante le schede distribuite dall' Ufficio di Segreteria.

22. — La firma apposta alla scheda significa formale ade¬ sione al Regolamento.

23. — Inviata la scheda, non si può modificarla, senza averne ottenuta licenza dall’ Ufficio di Segreteria.

SPESE DI TRASPORTO, DISIMBALLAGGIO E RIMBALLAGGIO.

24. — Gli artisti, sia invitati sia ammessi dalla Giuria, fruiscono pel trasporto delle loro opere della riduzione del 50 ‘'jg e sono esonerati dalle spese di disimballaggio e rimballaggio.

25. — Per le spedizioni collettive, la Presidenza ha fa¬ coltà di stipulare convenzioni speciali.

26. — Le opere d'arte non si ricevono che affrancate.

NORME PER L’ IMBALLAGGIO.

27. — E fatto obbligo agli espositori di imballare con ogni diligenza le opere in robuste casse di legno; di fissare per mezzo di viti, e non di chiodi, i coperchi delle casse e i quadri in esse contenuti ; di incorniciare decorosamente le pitture, i disegni, le incisioni; di munire d' una custodia di tetro i di¬ segni, le incisioni, gli acquerelli, i pastelli.

TEMPO UTILE PER l’ I.NVIO DELLE OPERE.

28. — Le opere dovranno pervenire al Palazzo dell’ Espo¬ sizione (Giardini Pubblici) non prima del io Marzo e non più tardi del 23 Marzo, improrogabilmente.

- 14 -

COI.LOCAMKNTO E RESPONSABILITÀ.

29. — Il collocamento delle opere spetta alle Commissioni o ai Commissari di cui 1' art. 6. Può peraltro la Presidenza accordare agli artisti che abbiano una Mostra individuale, la facoltà di ordinarla.

30. — Le opere scultorie potranno essere collocate nel Parco dell’ Esposizione, allorché la loro mole lo richieda o il loro carattere lo consenta.

31. — Durante i lavori di disimballaggio e di collocamento, è rigorosamente vietato agli estranei l'accesso al Palazzo del- r Esposizione.

32. — Il Comune non assume responsabilità sia per guasti eventuali che succedessero durante i trasporti o nell’ interno dell' Esposizione, sia per gli efl'etti che potessero derivare dallo svincolo ferroviario delle opere.

INGRESSO GRATUITO PER GLI ESPOSITORI.

33. — Gli espositori riceveranno una tessera permanente, gratuita, d’ ingresso.

VENDITA.

34. — L’ L'fllcio di Segreteria rappresenta gli espositori nella vendita delle opere.

35. — Sul prezzo reale di ciascuna vendita, anche se fatta direttamente dall’artista o dal proprietario dell’opera, o da chi per lui, 1’ Esposizione preleva uu diritto del lo^’/^.

36. — Nel caso d’ un contratto di vendita stipulato con¬ temporaneamente dall’ Ufficio di Segreteria e dall’ espositore, o (lacchi per lui, ha la preferenza e si ritiene valido il primo.

37. — Aperta la Mostra, il prezzo di vendita indicato nella scheda di notificazione non può essere aumentato.

38. — Id espositore non può dichiarare invendibile un’ opera già notificata come vendibile, se non a condizione di versare la percentuale prescritta.

39. — Il compratore deve pagare metà della somma al- r atto dell’ acquisto, metà alla chiusura dell’ Esposizione.

'5

40. — Le opere che fossero vendute ad Esposizione chiusa, vanno egualmente soggette a! pagamento della percentuale.

41. — Il dazio delle opere straniere vendute starà a carico deir artista.

CATAI.OGO ILLUSTRATO.

42. — L’ Ufficio di Scgreteiia pubblicherà il Catalogo uffi¬ ciale illustrato della Mostra.

43. — Chi non intendesse di lasciarvi riprodurre le pro¬ prie opere, lo dichiarerà esplicitamente nella scheda di noti¬ ficazione.

44. — .V norma della legge sui diritti d’ autore i8 Settem¬ bre 1882, n. 1012 testo unico, e delle sentenze 15 Dicembre 1897 della Corte d’ Appello di Venezia e 22 Marzo 1898 della Corte di Cassazione di Roma, in causa R... G..., ed altri, è vietata (jualsiasi riproduzione o contraffazione del Catalogo.

RIPRODUZIONI GKAMCHE.

45. — Nessuna riproduzione grafica di opere esposte sarà eseguita senza il consentimento scritto dei rispettivi espositori.

46. — La Giunta municipale potrà accordare a una Ditta- l'esclusiva facoltà di eseguire, nell’ interno del Palazzo della Mostra, le riproduzioni fotografiche consentite.

PROROGA EVENTUALE.

47. — Se la chiusura dell' Esposizione dovesse essere pro¬ rogata di alcuni giorni, questo Regolamento sarà valido anche durante il periodo della jiroroga.

CO.MUNICAZIONE.

48. — Tutte le comunicazioni devono essere dirette al¬ l’Ufficio di Segreteria dell’ Esposizione (Muiiidiìio di VeueziaJ.

/

— 16 —

GIURIA D’ACCETTAZIONE

MANDATO E VERDETTO

La Giuria d’accettazione, eletta interamente dagli artisti, risultò composta dei pittori Albert Baertsoen, Filippo Carcano e Cesare Laurenti ; degli scultori Leonardo Bistolfi e Domenico Tren taceste.

Ai membri della Giuria la Presidenza diresse la seguente lettera-mandato :

Egregi Signori,

La fiducia degli artisti vi elesse a far parte della Giuria di accettazione ; noi siamo lieti e onorati di confermarvi pub¬ blicamente la nostra.

La natura dell’ ufficio che vi è affidato scaturisce sponta¬ neamente dall’art. 2 del nostro Regolamento generale ; l' E- sposizione di Venezia vuol essere una parca raccolta di opere elette ed originali. Essa accetta ogni aspirazione ed ogni tec¬ nica, ma si propone di respingere tutte te forme della volgarità »

E i limiti di codesto mandato sono tassativamente deter¬ minati dall’art. 15 dello stesso Regolamento generale riprodotto all’art. 20 del Regolamento speciale; v. La Giuria sceglierà le opere piu meritevoli, in numero non superiore a cento ».

Tale disposizione è perfettamente analoga a quella che di¬ sciplinava l’accettazione delle opere alla 1. Mostra Internazio¬ nale della nostra Città ; soltanto il numero massimo delle opere da scegliere era allora di duecento^ perchè gli inviti si re¬ stringevano a pochi artisti, mentre più tardi essi furono estesi

anche ai veneziani e a tutti quegli altri che venivano segnalan¬ dosi nelle successive Esposizioni.

\ enezia mira con la sua grande impresa ad elevare il senso dell’arte. A questo intendimento medesimo vorrà certo inspirarsi la Giuria, accogliendo solamente quelle opere che brillino per incontestabili pregi o che costituiscano una magnifica promessa giovanile.

Il verdetto della Giuria sarà inappellabile.

A voi, egregi Signori, Tespressione della nostra osservanza cordiale e devota.

yenezia, 2S Marzo igog.

IL SINDACO DI VENIiZlA Presidente dell' Kstiosizioiì e FILIPPO GRIMANI

Il Seg! eiario Gena ale A. P'radeletto

La Giuria presentava il suo verdetto, accompagnandolo con la seguente lettera :

lll.mo siz- Conte E. GRIM.VNl

Presidente della 1 ìli. Issposizionc hileriiazionale d' Arte della Citlà di Venezia.

La Giuria, eletta dal voto degli artisti concorrenti alla Vili. Mostra Internazionale delia Città di Venezia e convo¬ cata da V. S. IH. il giorno 29 Marzo p. p., costituivasi ufficial¬ mente, eleggendo a proprio Presidente il pittore Filippo Car- cano, e riaffermando il concetto dell'art. 15 del Regolamento Generale (riprodotto all' art. 20 del Regolamento speciale) : — « La Giuria sceglierà le opere più meritevoli, in numero non superiore a cento ».

Presa, cjiiitidi, conoscenza, con un primo atlenlissimoesame, del complesso delle opere sottoposte al suo giudizio, la Giuria I)rescelse quelle che s' imponevano pel loro valore assoluto e respinse (luellc altre che, maucando d' ogni ragione estetica e di concetto, non potevano in alcun modo aspirare all'onore di figurare nella Mostra.

Proseguendo ])Oscia, per graduatoria, uell’esame intento ed intenso delle rimanenti opere, la Giuria ritenne di corrispondere pienamente sia al concet'o fondamentale delle Esposizioni Ve¬ neziane, sia al mandato affidatole dagli artisti elettori, in¬ dicando alla accettazione un complesso di cento opere fra pit¬ ture, sculture e « bianco e nero » , cosi com'è consentito dal- l'arlicolo 15 del succitato Regolamento.

P'saurito, in tal modo, il proprio compito, la Giuria volle tuttavia persuadersi, in via definitiva, del valore del proprio operato, rivedendo ancora una volta, una per una, tutte le opere già respinte, confrontandole nuovamente con quelle accettate: si convinse così che, nei i)ropri criteri, il risultato del lavoro compiuto era tale da corrispondere adeguatamente al mandato affidatole.

La Giuria consegna, quindi, nelle mani <lella S. V. III. l'elenco delle opere accettate, ben lieta di preseutarLe, fra il degno complesso, un gruppo tale che, per qualità, non può che efficacissimameute concorrere al più lieto risultato della prossima Mostra Internazionale ; l'ottava di quelle Mostre che Venezia, con ardimento d’ iniziative e con pertinacia nobilis¬ sima, condusse ad altezza invidiabile ed insuperata.

.\ccolga. Illustre Sig. Presidente, col sentimento della nostra ammirazione i)er la superba Impresa veneziana, il nostro devoto osscijuio.

X'cnczia, 2 Aprile

P'II.IPPO Carca-NO At.Bp;RT Baerisoen Leonardo Bi.stolfi Cesare Laurenti POMENICO Trrntacoste

— 19 -

Elenco degli Artisti ammessi dalla Giuria.

PITTURA — Alci.-iti Antonio Ambrogio — Pertolotti Cesare — P.osia Agostino — Bertieri Pilade — Brunello Luigi — Biasi Giusepiìe — Befani (iennaro — Bersani Stefano — Castagneto Vittorio — Casorati Felice — Caputo L'Iisse — Caro-Delvaille Henry — Cambon Glauco — Castegnaro Felice — Carlini Spartaco — Carutti Augusto — Costetti Romeo — Dal Bò Zaccaria — Falchetti Alberto — Fragia- como Antonietta — Flumiani Ugo — P'avai Gennaro — Genovese Giulio — Giusti Giuseppe — Jarocki Ladysiaw — Koopman Aiigustus — Korompay Duilio — Klein Chevalier F. — Luyten Henclryk — Lambert George \V. — Lloyd LIewelyn — Lori (Guglielmo Amedeo — lineano Pietro — Mascarini Giuseppe — Martina Umberto — Marussig C.uido — Mattielli Adolfo — Maquelli Alberto — Moggioli Umberto — (Jlivari Eugenio — O’ Lynch of Town Charles — Olivero Matteo — Piatti Antonio — Palmie Charles — Pautscli F'ryderyk — Paoletti Sylvius — Pretti Alfredo — Rho Camillo — Reviglione Mario — Slocovicli Salmona Adele — Salviati Giovanni — Sandrock Leoidiard — Sibellato Forcole — Tosi Arturo — Talamini (iuglielmo

— \ ianello Cesare — Vianello Giovanni — \'io Fbirico

— \'inca Maria — Zuccaro Guido.

SCULTUR.A — Andreotti Libero — Alberti Achille — Bauer Marta — Barzaghi Pra.ssitele — Balestrieri Bernardo — Belletto Fiugenio — Candoni Albino — Cadorin littore — Cataldi Amleto — Ceccarelli Fizio — Ciampi Alimondo — Castiglioni Giannino — Cellini (faetano — Ceragioli Giorgio — Camaur .Antonio — Caldana Egisto — Del Bò Romolo — De F'eo Luigi — De Lotto Annibaie — Firzia Stefano Dimitrievic — F'antoni Riccardo — Girelli Egidio —

Jaeckle Charles — Meiieghello Vittorino — Pelliiii Eugenio — Prini Giovanni — Regosa Acliille — Sciortino Antonio — Spalmach (Jscar — Tofanari Sirio.

BIANCO E NERO — Stella Balsamo Guido — Viganò \'ico — Van der Eoo Marten — Zoir Emil.

STATISTICA DELL’ACCETTAZIONE

Si presentarono al giudizio 424 artisti, con 734 opere ; furono ammessi 94 artisti, con 100 opere.

La percentuale delle opere ammesse è dunque del 14

Pianta del Palazzo dell’ Esposizione

I. V estibolo - 2. Sala della cupola : decorazione G. Chini - 3. Sa¬ lone centrale : decorazione A. Sartorio e scultura - 4-5 Sale internazionali ; artisti ammessi dalla Giuria - 6. Mostre Frieseke e Miller - 7. Mostra E. Tito - 8. Mostra P. A. Besnard - 9. Mostra A. Zorn - 10-11 Mostra F. Stuck - 12-13 Mostra P. S. Kroyer - 14-15-16 Internazionali: Sculture e Bianco-nero - 17. Mostra degli S. U. d’ America - 18. Internazionale : Bianco¬ nero - 19. Ufficio Posta, telegrafo, telefono - 20. Mostra C. Intio- centi ed altri artisti romani - 21. Piemonte - 22. Mostra A. Pa- siin - 23. Mostra G. Pellizza da Volpedo - 24. Mostra Jerace ; fregio Sartorio - 25 Inter- regionale - 26. Mostra G. Ciardi - 27. Ve¬ neto - 28. Mostra M. De Maria ed altri artisti - 29. Mostra G. Cairati - 30. Collezione P'. Gioii - 31. Sculture - 32. Mostra C. Tallone ed altri artisti lombardi - 33. Mostre T. Signorini - G. Fattori ed altri artisti toscani - 34. Mostra E. De Maria Bergler - 35 Napoli e altre regioni - 36-37 Bianco e nero - Collezione Troubetzkoy - U. Uffici - W. C. Ritirata.

CATALOGO DELLE OPERE

Avvertenza. — AHinchè questa edizione del Catalogo conservi l’ordine medesimo adottato nelle precedenti, si sono indicate le opere aggiunte nelle varie Sale con numeri contraddistinti da lettere dell’ alfabeto e si sono ommessi quelli corrispon¬ denti alle opere che più non figurano nelle Sale stesse.

•2. — SALA DELLA CUPOLA

Decorazione pittorica di Galileo Chini

Gli otto campi della Cupola sono stati dall'artista ripartiti in tre zone. La superiore è puramente ornamentale ; l'inferiore s' inspira a motivi tratti' dallo scarabèo, simbolo di bellezza e talismano di salute, e reca nel mezzo, a gui.sa di pendulo tappeto, un pannello rammemorante la leggenda greca degli uccelli che beccano l'uva dipinta. La zona centrale rappre¬ senta i periodi più solenni della civiltà e dell’arte, ciascuno dei quali è illustrato da un endecasillabo scritto a caratteri tl'oro sul cornicione sottoposto.

I. Lk Origini. — Il sole vivifica la terra e illumina l'umanità bruta: la Bellezza, portata dalle Muse e guiilata da Amore, va verso l'uomo. Egli porge la sua offerta al Mistero. La famigliasi costituisce; l’abitazione si adorna delle prede di caccia e s’ inghirlanda di fiori purpurei di fuoco e di sangue. Cosi dal senso della natura e del divino, dagli affetti umaid, dall’ istinto deH’ornamentazione, nasce l’Arte :

« Primo soì riso de la belva umana »

II. Lf. Arti primitive. E<.n to, Babii.onia, Assiria. — La figura della Bellezza egizia stende la mano a tutelare l’ar¬ tefice. Ecco i simboli asiatici : le pietre sfingee, 1’ immagine

— 26 —

etiigmalica del Nilo, il toro alato, (ili uomini di Kabilonia recano il frammento della /’or/a forse per significare

i legami che intercedono fra l'arte asiatica e quella arcaica di Micene; le ancelle di Semiramide suonano la cetra. L’ .'Xrte cosi dice :

« Nei veli del misteio Asia vd avvolge »

III. Grecia e Italia. — 11 grave etrusco assiso stringe fra le mani un’ urna cineraria ; ma Eros giovinetto gli porge fiori e fiori porge alla Grecia, simboleggiata da un fregio pre¬ fidiaco. Passano trionfalmente i simulacri della Vittoria di Sa¬ motracia, della Vittoria virile, della \'ittoria femminile, a raflìgurare l’Arte, la Forza, la Grazia. Cresce gagliarda la lupa di Roma ; e un lembo di architettura latina, un uomo che regge la sfera del mondo annunciano la potenza dell’Urbe. L’Arte è serena come la natura e come ranima :

« Lieta rifulgo al greco italo sole »

IV. Arte Bizanti.na. — Paganesimo e cristianesimo, o- piilenza orientale e misticismo s’accostano e talora si confon¬ dono: questo dicono le figurazioni del quarto campo. Un .sarco¬ fago istoriato di immagini pagane ha il coperchio santificato dalla croce. Nel musaico di Sant’ Apollinare di Ravenna si svolge con ritmo divino la teoria delle Vergini purissime ; dal musaico di San \'itale ci muove incontro Teodora, imperatrice e teologhessa. Intanto i rudi lavoratori latini dell’estuario veneto s’ accingono alla conquista del mare. La leggenda esprime P antitesi ;

« Sogno a /favellila e da l'eiiecia salpo »

\’. Dal Medio Evo ai. Rinascimento. — L’alta figura di San Francesco illumina spiritualmente l’età di mezzo, l’età dei (.'omnni e delle corporazioni. Putti e giovini, simbolo della fre¬ schezza dei tempi, recano lo stemma della Libertà. 11 genio (piattrocentesco, in cui lo spirito cristiano si disposa alla jmrezza della forma, è rappresentato dal frammento della cantoria donalelliana. Trionfa, infine, gioiosamente la Bel-

lezza e incorona il Marzocco fiorentino. 11 verso vuole esprimere le origini cristiane e democratiche di (piest’.Vi te ;

« Fedele a Cristo, in I.iherlii cresciuta »

VI. M iCHKt.ANi.iiLO. — Il gran nome, che domina tutta un'epoca, è inciso sur una robusta forma architettonica. Sulle mensole stanno atteggiate una figura virile e una figtira fem- miidle. possenti immagiid che richiamano al pensiero le statue della Cappella .Medicea. In un angolo, racchiuso entro la rigidità di un disco, è un tiomo piegato su sè stesso. Forse il simbolo della vita, che Michelangelo estrae dalle viscere della mate¬ ria?.... L’.\rte proclama ciò ch’essa deve all’aitista immortale!

« Muscoli e possa dal Gigante io traggo »

VII. — L’ ntPKRO DEL BAROCCO. — Ulte nomi lo riassti- mono : il Bernini e il Tiepolo. L’opera berniniana ci è evocata da una fastosa visione di colonne attorte, di bronzi dorati, di marmi preziosi, di ])utti scolpiti che ergono lo stemma papale. La pittura tiepole.sca vampeggia in una figura di donna dalle vesti agitate, librata nel cielo Itiminoso e sparso di nuvole. L’.\rte barocca è presa da un impeto irrefrenabile di movimento :

« Forzo col moto il fren de la malo ia »

Vili. La civilt.à .nuova. — Nell’ uitimo campo sono rap- [ìresentate le energie moderne, che inspireranno artisti ed ar¬ tefici. 11 Genio umano sfavilla di vivida luce intellettuale ; guidati da una giovine forza, s’ inoltrano i cavalli delle iiulu- strie e dei commerci ; biondeggia il grano nei solchi : ferve il lavoro dei cantieri e dei porti, delle arti edilizie e fabbrili; nel¬ l'aria si drizzano svelte le ciminiere. 11 nuovo Icaro, con le ali consapevoli della scienza, vince il volo degli uccelli. Ed ecco il grido di (juesta civiltà;

« Vivo ne V opre e ne la luce esulto »

I due tripodi portavasi, in ferro battuto, escono dall’ officina di L'.mbkkto Bei.i.otto - Venezia.

28

a. - SALONE CENTRALE

Decorazione pittorica di Aristide Sartorio, donata graziosaììiente alla Città di l 'cnezia da S. M. IL Re d’ Italia

L’intera decorazione vuole illustrare, coi miti deH'anticliità classica, il poema della vita umana.

Il primo quadro, a sinistra di chi entra, intitolato La Luce, rappresenta la nascita di un essere e il ciclo delle ore. Nella zona superiore del dipinto le Parche recano il neonato, mentre le Phliini vanno sollevando le serpi, immagini del Male, che i Dioscuri, divinità propizie, s’apprestano a trafiggere. Nella zona inferiore si svolge la danza delle figlie d’Aurora e le ore gravi trattengono le ore liete.

Il secondo «piadro, a destra di chi entra, intitolato Le Te- uebre, figura la lotta della Vita contro le forze insidiose della .'■imulazione. In alto i cavalieri saettano i mostri duplici e nel¬ l'acqua torbida si vedono i P'auni, le Sirene, Androgine am¬ biguo, la Gorgone. Le seduttrici travolgono gli incauti nel vortice.

11 terzo quadro, che tiene dietro al secondo, di là dall'arco laterale d’ ingresso, simboleggia la lotta fra la Castità e la Lus¬ suria. In alto è rappresentato il carro del figliuolo di Venere Celeste, oft'eso dallo scomposto cortèo delle Baccanti e delle fiere segnaci. Più giù, gli uomini sorreggono l’architettura, come a significare ch'essi .sono i protagonisti delle lotte amorose. A si¬ nistra di chi guarda, è il simbolo del buon Amore, Eros dor¬ miente svegliato dalla curiosità di Psiche; a sinistra, quello del cattivo Amore, Himeros, che offre alle cesoie di Atropo lo stame dell’ esistenza. Dalla parte del cattivo Amore, la Fortuna se mina le lusinghe corrompitrici della ricchezza.

— 29 —

Di fronte al precedente sta l’altro quadro, La Morie, ad evocare i dra nmi dell’ora suprema. Iti alto irrompono i cavalli di Thanatos (la Morir) : le Arpie la annunciano ; Vpnos (il Sonno) la precede. Nella parte inferiore sono le donne che so¬ stengono r edificio, come ad esprimere la maternità fonte pe¬ renne di vita : due madri riaccendono le faci spente ; da un lato le lamentatrici piangono una morte immatura ; dall’ altro un uomo interroga serenamente la Sfinge ; una .\mazzone, che ignorò le gioie deH'amore e della famiglia, si arrovescia abbat- Inta dalla fiera enigmatica.

Il significato morale dei ([uadri si compendia nei iiuattro endecasillabi epigrafici ;

1. Ti atlcndon l' Ore luminose c fosche.

2. O tu uccidi l'Insidia o resti ucciso.

3. Amor sublima, impuro Amor ti prostra.

4. Morte ti Spagne e l'ila si rinnova.

I dieci pannelli che fiancheggiano i quadri e gli archi di itigresso figurano con le cariatidi, a volta a volta robuste e leggiadre, la Grazia e l'.àrte sorrette dall’energia virile.

SCULTURA

Calandra Davide I If Auriga (altorilievo in gesso).

Tradotto in marmo, questo altorilievo ornerà la parete di sfondo del Monumento a Giuseppe Zanardelli in Brescia, l.a leggenda che verrà scolpita nel marmo

Reipublicae strenue flexil habenas determinerà il significato del simbolo, nelle sue attinenze con la figura dell’ insigne uomo di Stato.

4. - SALA INTERNAZIONALE

Commissione ordinatrice ; Vincenzo De S'J Efani, Cari.o J.orenzetti, Ferruccio Scattoi.a.

TiiUe le opere esposlc in questa Sala e nella successiva (.s) furono aniniesse dalla Giuria, meno i due quadri del Graziosi arlis'a invitato.

l’JTTURE

Alciati Antonio Ambrogio (Italia)

1 La nonna annna/afa.

Bersani Stefano (Italia)

2 II Iril/o delle allodole.

Bertolotti Cesare (Italia)

3 Nella villa Fent a Roma.

Biasi Giuseppe (Italia)

4 Processione nella Barbagia di Tonni (Sardegna) (disegno colorato).

Caputo Ulisse (Italia)

6 Fjjclio di nollc'.

Caro-Delvaille Henry (Francia)

6 La bruna allo specchio.

7 La « toilette d’ Erminia.

8

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1 1

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1 4

1 6

1 6

1 7

— 3'

Sala 4

Carutti Aiii^usto Cimuiìi.

Castegnaro Felice La Giostra.

Costetti Romeo La raffica.

Palchetti Alberto 3 fa /lino d' inverno ad Anderinatt

Favai Gennaro Xo/tiirno - ì ’enezia.

Flumiani Ugo Ora d'oro.

Fragiacomo Antonietta Luce diffusa.

Genovese Giulio Atta inonfa_s;'na.

Giusti Giuseppe Ltitratlo della Signora Giusti.

Graziosi Giuseppe

( Itai.i a)

(Itai.ia)

(tTALIA]

(Ttama)

(Itai.ia)

(Ttama)

(Itai.ia)

(Italia)

(It.ki.ia)

(Italia)

ì.a danza del mosto.

Sala

4

— 32 —

Jarocki I^adislas [I’oi.onia}

I 8 Contadini dei Carpazi.

Klein-Chevalier Friedrich (Gkrmania) 1 9 Slitta spiaggia (tempesta).

Lloyd LIewelyn (Ttai.ia)

20 // paese dopo l’ attiivione (trittico).

a) Id osteria chiusa.

b) La casa nel torrente.

c) Il cantiere distrutto.

Lori Giig^lielnio Amedeo (Italia)

2 1 Aria serena.

Luyten Hendrik (Olanda)

22 Mezzogiorno.

Martina Umberto (Italia)

23 Pescatore.

Mascarini Cduseppe (Italia)

24 Sogno.

Olivari Ellgenio (Italia)

26 / cipressi..

Olivero Matteo (Italia)

26 Pace vespertina (La Spinetta - Cuneo).

21

28

29

30

3 1

32

33

34

35

36

— 33 — Sala

0’ Lynch de Town

Charles

(Austria)

Mercato del pesce a Dordrecht.

Paoletti D. Sylvius

(Itai.ia)

Il vecchio castagno.

Pautsch Fryderyk

(Austria)

Funerale di campagna .

Reviglione Mario

(Itai.ia)

(Giovine donna.

Salviati Giovanni

(Italia;

.Sera nebbiosa.

Sibellato Ercole

(Italia)

Incantatori di serpentelli.

Gli amori.

Slocovich Salmona Adele

(Trifste)

Ritratto della Sig7iorina P.

Talamini Gut^lielmo

(Italia)

Ritratto di una centenaria .

'

Vianello Cesare

(Italia)

Neve.

2

Sala 4

34 —

Vianello Giovanni

37 II i or re ni e.

Zuccaro Guido

38 H/allino d' ollobre.

SCULTURE

Alberti Achille

39 Rejelta (bronzo)

Andreotti Libero

40 Le Parche (bronzo).

Balestrieri Bernardo 4 1 La cieca (gesso).

Bauer Martha

42 Fancinllo (bronzo).

Caldana Egisto

43 L ’ annegalo ( .gesso i.

Candoni Albino

44 Ritrailo di G. A. Sartorio

De Feo Luigi 46 L’ adolescente (bronzo)

(Ftai.ia)

(Italia)

(Italia)

(Italia)

(Italia)

(Germania)

(Italia)

(Italia) ( marmo )

(Italia)

— 35 —

Sala 4

Erzia Stefano Dimitrievir (Kl-ssiaì

47 Ultima notlc (cenientoì.

Girelli Egidio (Italia)

48 II bacio (gesso).

Spalmach Oscar (Italia)

49 L’ uomo e il mistero (gesso).

BIANCO E NERO

Van der Loo Marteii (Blllio)

60 Vecchio cortile ad ^Inversa (acciuaforte a co¬ lori — tiratura di 30 eseniiilari).

Cuscini iti cuoio di Angelo Zaniol - Venezia

5 - SALA INTERNAZIONALE

Commissione ordinatrice; Vincenzo De Stefani, Carlo Lorenzetti, Ferruccio .Scattola.

PITTURE

Befani Gennaro (Italia)

1 La piazza di un villaggio bretone.

Sala 5 — 36 —

Bertieri Pilade (Italia)

2 Ritratto di John Sutherland Wilson Esq.

Bosia Agostino (Italia)

3 Mio padre.

Brunello Luigi (Italia)

4 Alba.

Cambon Glauco (Italia)

5 Trieste.

Carlini Spartaco (Italia)

6 E giardino del Re (disegno colorato).

Casorati P'elice (Italia)

7 Le vecchie.

8 Lr’ figlie de T attrice.

Castagneto Vittorio Agostino (Italia)

9 Por topino.

Dal Bo Zaccaria (Italia)

10 La neve.

Graziosi Giuseppe (Italia)

1 1 Alio figlio.

Koopman Augustus 1 2 Ritratto di Andrew Davidson.

(Amkrica)

13

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I 6

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1 9

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2 1

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37 —

Sala 5

Korompay Duilio Sera a l/ericzia.

Lucano Pietro Piccolo fìincralc di contaduii.

Magnelli Alberto Fantasmi nottnrni.

Marussig Guido

« MiUeottocentocinquanta >, Plenilunio d’ estate,

Mattielli Adolfo Voce dell’’ anima.

Moggioli Umberto Sole d’ inverilo.

Palmié Charles 1.

Sera.

Piatti Antonio Mia !

Protti Alfredo Fiorella.

Rho Camillo Villa solitaria.

(Italia)

(Italia)

(Italia)

( Italia)

(Italia)

(ItaliaI

(Glrmania)

(Italia)

IItaliaJ

(Italia)

Sandrock Leonhard

(Giikmania)

24 Nel porto di Genova.

Tosi Arturo 26 Novembre .

Vinca Maria

26 Bebé (pastello decorativo).

Vio Enrico ‘ZI Laboriosa.

SCULTUKK

Barzaghi l’rassitele

28 Testa di fanciulla (bronzo).

Ceccarelli Ezio

29 Ritratto (gesso).

Ciampi Aliniondo

30 .lutoritratto (gesso).

De Lotto' Annibaie 3 1 Rudi citta (gesso) .

Jaeckle Charles 32 Adolescenza (bronzo).

(Italia)

(Italia)

(Italia)

(Italia)

(Italia)

(Italia)

(Italia)

(Germania)

— 39 —

Sala 5

Meneghello Vittorino (Italia;

33 Prece umile (marmo).

Tofanari Sirio (Iialia)

34 Carezza (lironzo).

35 G iovaui leonesse »

« - \IOST RE FIMESEKF’ j MI ELEE

PITTUKK

Frieseke Frederick Cari

1 Donna nuda alla toi Ielle-».

2 Nashirzi.

3 Mattino di sole.

4 Festa campestre.

5 Donna nuda che si riscalda.

6 dd ombrellino verde.

7 Rjfetto di nebbia.

8 La bagnante.

9 Passeggiata in battello.

1 O Autimno.

Sala 6

— 40 —

1 1 Iv giardino.

I 2 Foglie d’ auhinìw.

I 3 Donna nuda seduta.

1 4 Sotto i satiri.

1 6 La piuma azzurra.

1 6 Donna addormentata .

1 7 L’ ombrellino giapponese .

Miller Richard Emile

1 8 Im veste cinese.

19 / cavalli di legno.

20 It bagno.

2 1 L'elefante bianco.

22 La sera.

23 Interno.

24 Ritratto dei bimbi Lascroux al Sig. Jules

Lascroux ).

25 Ritratto de! Sig. A. (airjr. al Sig. Ayton).

26 Ritratto det Sig. Pnniier, [vetturino).

27 Ritratto del Sig. A. lì. Frost (avip. al Sig.

A. B. h'ro.sl).

28 II Porto di Concarnean (apii. al D.r James).

— 41 —

Sala 7

7. — MOSTRA L\DI\ni)OALE

DI ETPOHK TITO

A «.iiìciiiiiiit' anni, Ettore Tito può schierare le sue oi)ere Ijriucipali ili una mostra più compiuta di quella die ammiram¬ mo a Milano tre anni la. Ettore 'l'ito è all’ apice della sua po¬ tenza. universalmente riconosciuta, d’ artista. Egli ha espresso il suo genio d’ aneddotista e di scrutatore deila vita popolare veneziana ; la sua maestria di ritrattista e di marinista, la sua magia di decoratore dalle slanciate, animate figure. Egli è, so- [ira tutto, il pittore del movimento. Xella placida Venezia, egli trova e ritrae il moto : donne, bambini che corrono, ])roces- sioni che incedono, barcajuoli che vogano, e gli impeti e i giuochi fantastici del vento nelle vesti muliebri, nella bianche¬ ria esposta per asciugarsi al sole. Data dal i!>87 il suo quadro Pescheria vecchia esposto a Venezia ; una di quelle pagine della vita popolare che hanno un accento di storia. Ivi è espressa la vita esteriore, mossa, alTaccendata, in un mercato che è sparito co’ suoi eftetti sommamente pittoreschi di tijii e di colore. Ma non solo il colore veneziano ; ipieslo artista nato sotto il fulgido cielo di Castellammare di Stabia e fin da’ primi anni educatosi fra acerbe pene a Venezia, coglie pure tutto ciò che di fine, di signorile, si mantiene nel popolo veneziano ; la cui razza storica e antica, sviluppata fra le squisite bellezze dell’ ar¬ chitettura, fra le eleganze festose, fra la lucidità degli spiriti, si andò raffinando cosi che tante cenciose jiopolane hanno linea¬ menti aristocratici. Si veda la giovinetta che, quasi suppli''e, guarda il ciclo nel (juadro /« laguna!... É sorella deH’elegantis- sima figurina della Bolla disa/>onc. Gli stessi portatori di grossi ceri infiorati nella [umìwo'à'A Processione esposta nella« Prima in¬ ternazionale veneziana » hanno il superbo incesso di Procuratori di San Marco !... E quale aria d' alta distinzione nella gran

Sala 7

42 - -

dama U amazzone esposta a Milano ne! 1906 !... Ettore Tito osa affrontare anche i temi mitologici, che tanto grandeggiarono sotto il pennello degli anticlii. La sua IVascHa di Venere, in¬ coronata da .'\morini, e il suo Baccanale, accinistato da Milano per la propria galleria, sono due splendori di vita e di letizia. Xel nudo, il Tito è maestro : maestro nelle trasparenze c nel \ incere le difficoltà prospettiche, nell’ effetto delle masse, come nella fine fattura dei particolari significativi. E a tutto egli arriva coti scioltezza giovanile, e con una tecnica personale, che ha risoluzioni ardite e finezze soavi, lampi e sorrisi.

Raffaeli.o Barlieka.

1 Sole di /

2 La Vita

3 Pagine d

4 IL mare

6 Vita dei campi (appartiene al Sig. Comm. Pel- lerano di Buenos Aires).

6 Baccanale (appartiene al Museo della Città di

.Milano ).

7 Profilo sul mare.

8 La gomena.

9 « Amore e le Parche ».

1 O Partenza per la pesca.

1 1 Passa il treno

1 2 Sul murazzo.

1 3 Marina di Ugnano.

1 4 Sullo scoglio.

15 II cappellino nuovo.

1 6 Azzurri.

1 7 Sera d’ estate.

I 8 Vecchie case a San Piero in Volta.

1 9 Aria vespertina.

'Primavera

appartengono a! Sig. F. S.

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Sala 7

Passeggiata romantica.

Creature del mare.

Nubi.

Ritratto di Cosimo e Giangio R urei lai. Ritratto di L. lìrosch.

Ritratto detta signora /<

Ritratto.

Ricordi di Londra.

L’ alga.

L'albero in fiore.

Fondamenta.

Il bagno.

Ritorno .

Il vento.

La collina.

Le dune, dorilo di festa.

Sul pónte.

Case di pescatori a San Piero in Colta. Idillio.

Impressione.

Ragazza del popolo.

Fondamenta.

La fanciulla delle oche.

Amazzone.

Studio.

SCULTURA

Pegaso (bronzo).

Cuscini in cuoio di Angelo Zaniol - Venezia

Sala 8

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s. - MOSTRA INDIVIDUALE

DI PAUL ALBERT BESNARI)

Paul Albert Besnard è uno fra i più celebri pittori della Francia contemporanea ; anzi, a giudizio di molti, il più pene¬ trante e significativo.

Nacque a Parigi il 2 Giugno 1S49 e fu allievo della Scuola parigina di Belle Arti. La prima opera che ne divulgò il nome fuori della patria fu il « PoTtrail df famille », raffi.gurante i suoi figliuoli radunati nella stanza di una casa di campagna: «sinfonia di colore», in cui prevale la nota rossa. Altre sue opere notissime ove domina un solo accento di colore sono «/.a Svena» e n V Autunno » .

La malìa deila tavolozza, la virtù della luce e segnata¬ mente delle luci vespertine e artificiali, la sintesi risolutiva delle forme, la ricerca sottile del carattere, ecco le doti precipue di questo pittore. Egli è una prova eloquente del come l’origina- lità personale possa collegarsi allo spirito della tradizione, perchè in lui rivivono il garbo signorile, la genialità pittoresca e decorativa dell’ arte francese del settecento, ma afifinati dal senso della nervosità contemporanea.

Ritratti, — scene realistiche, — scene intime e di fantasia, — composizioni murali : — in tutti questi generi l’artista primeggia.

Nel ritratto (racconta la signora Besnard, compagna fedele e intelligente della sua vita) egli richiede la collaborazione dell’ori.ginale, « vons aimez-vous f » gli domanda sem¬

pre. La risposta è un’ indicazione morale e poiché egli viene moltiplicando gli schizzi prima di affrontare l’esecuzione defini¬ tiva e rapida del ritratto, impara a conoscere a fondo la persona¬ lità fisica e psicologica che si è proposto di dipingere. Co.sì la

— 45 —

Sala S

Principessa Matilde rivive fra i suoi oggetti faniigliari, in (piel posto medesimo ove, durante mezzo secolo, tanti uomini politici e artisti e scrittori vennero a inchinarsi dinanzi all' Altezza Imperiale. Cosi il ritratto della Réjane, che i \'eneziani hanno ammirato e intensamente ricordano, riassume in tratti mirabili la vita artificiale, vibrante e alteratrice del palcoscenico.

Nelle scene reali.stiche (delle quali ci ofìre un esemplare ormai cIa.ssico il quadro u. Cavalli tormentati dalle niosche W) il Besnard mira sopra tutto a fissare, i movimenti rapidi della vita e gli effetti più arditi della luce. Nelle scene intime e di fantasia, egli si rivela essenzialmente poeta. Ora vi ritrae il piacere e le feste, non senza un’ ombra di tristezza che sembra annunciare la loro irreparabile fugacità ; ora vi conduce in un paesaggio incantato, che richiama alla memoria il sogno .arcadico, ma risognato da uno spirito moderno ; ora rievoca le consuetudini e gli spettacoli della vita preistorica. E con quale grazia e delicatezza non tratta egli il nudo ! Nel Besnard la nudità non è mai volgarmente procace ; le carni delle sue figure sono avvivate da una specie di brivido sottile, come se avessero allora allora preso un bagno di emotività.

L’opera del Besnard è coronata dalle pitture murali, di cui, sfortunatamente, egli non ha creduto di esporre qualche car¬ tone. Chi non conósce, ad esempio, le composizioni che ador¬ nano la Scuola di Farmacia? e fra queste, il pannello commo¬ vente ove egli ha ritratto la convalescenza, la gioia languida di riaffacciarsi alla vita per sè e per coloro che si amano ?

Ma forse le sue concezioni decorative più originali sono quelle destinate all’Ospitale Cazin-Perrochaud di Berck e alla Sala di Chimica nella Sorbona. Nelle ime egli rappresenta le stigmate crudeli della civiltà, i mali fisici che sono quasi sempre il retaggio doloroso del male morale ; nell’altra, intitolata La Vita rinascente dalla Morte, egli ci mostra il sole vivificante e corrompitore ad un tempo, che accelera la decomposizione d’un cadavere e insieme il rigoglio delle piante che gli crescono attorno, nutrendosi di lui. Cosi l’idea sociale e l’idea scien¬ tifica si trasfigurano sotto il suo pennello in immagini d’ arte, severe e ammonitrici.

Sala 8

- 46

Tale è Paul Albert Besiiard : - una natura complessa, fatta di spontaneità e di tenacia al lavoro, di visione immediata e di riflessione, di grazia e .austerità, che sa congiungere la no¬ stalgia delle sensazioni auliche alla larghezza spregiudicata del petisiero moderno. A. F.

1 Ritratto delta Signora Besnard.

2 Ritratto di famiglia.

3 Ritratto delta Principessa Matilde.

4 Cresima a Berck.

6 Temporale a Berck.

6 Vento a Berck.

7 Un angolo del parco.

8 Paesaggio [Pas-di-Calais).

9 Un dorso.

I O Notte.

II II bagno.

1 2 Araba, seduta.

1 3 Araba accosciata.

1 4 Venezia.

1 6 Venezia.

1 6 Venezia.

17 L’ Oued - Bi stira.

1 8 In riva al mare {Algeri).

19 Giardino d’Algeri

20 Mattino ad Algeri.

2 1 Porto di Algeri (schizzo).

I quadri n, 4, 8, 9, 17, 18, 19, 21, 22, 48, 49 che figurano in (piesto Catalogo, furono ritirati dall’ artista medesimo, perchè gli parve che ragioni di sjtazio non ne consentissero un oppor¬ tuno collocamento.

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Sala 8

22 Mercato di bestiaìne a Pont-Aoen.

23 Montap;na della Savoia (studio).

24 Clara (studio).

25 Un angolo di tavola.

26 Cavalli torìnentati dalle nioschc (ap|j. al conte

Edoardo Raczinsky).

27 Malìa intima (app. al sig. Joseph Reinach).

28 Leda (app. al sig. Hans Garnjobst).

29 Lacustri

30 Ritratto della sig. Roger Jourdain (app. al

sig. R. Jourdain).

31 Ritratto del sig. Fro.ntz Jourdain (app. al sig.

Frantz Jourdain).

32 Ritratto della signora Rouchc (app. al sig.

Jacques Rouchéj.

33 Ritratto di Emilio Sauer (app. al sig. Emilio

Sauer).

34 Ritratto della signora Mocard (app. alla sig.

Mocard).

36 Ritrailo della signora R. Lisle (app. alla si¬ gnora H. Adam).

36a Ritrailo della signorina H. Adaìu.

36 II ghiacciaio .

37 L’ ebreo algerino.

38 Scarico di pesce a Berck.

39 Busto di donna rossa.

40 Due donne arabe (app. al sig. M. Jamot).

4 I Algerine.

Autunno.

43 Mattino.

Sala 8

- 4« -

44 Mezzogiorno.

46 Lago in Savoia.

46 Mercato di cavalli in Picardia.

47 Cavalli nel bosco.

48 Sensali di cavalli a Elidali.

49 Studio di luci.

60 Studio di montagne sotto la neve (.Savoia).

61 La siesta (schizzo).

62 Le Scienze (schizzo per un soffitto dell' Hotel

de Ville).

63 Le Scienze (prima idea dello stesso).

1). -- MOSTRA INDIVIDUALE

DI ANDERS ZOKN

Il vario e possente artista svedese che risponde al nome di Anders Zorn che ha avuto i suoi natali il iS febbraio del iSòo nel piccolo villaggio di Mora, non è riuscito, malgrado la singolare sua valentia, a conquistare in Italia simpatie ed ammirazioni che con una certa lentezza e non senza difficoltà.

Egli, infatti, ha partecipato a tutte le biennali mostre ve¬ neziane d’ arte internazionale, con tutta una serie di quadri, di acqueforti e di statuette in bronzo ed in legno di spiccata ed ardimentosa originalità, ma quante obbiezioni, contestazioni e censure dei professionisti del pennello e degli intenditori ar¬ cigni e quanta indifferenza e quanta schernosa ilarità di pro¬ fani intorno a tele del valore del Brindisi, delle Merlettaie di Barano e del Ballo della festa di S. Giovanni ci sono volute prima che egli ottenesse lo schietto successo dei due ritratti

— 49 —

Sala g

femminili del 1903 ed il trionfo del 1905, dccrelalOKii, pelò, si badi bene, più che dal Jirosso pubblico, che so,!;s:uarda tut¬ tavia con occhio di sor[>resa c di tlitlìdenza i suoi nudi lenimi- nili, la cui veristica etììcacia non è certo fatta per appastarne i gusti infrolliti, ma da una tolta schiera di artisti, di critici e d’ intellettuali, vinti, a dire il vero, più daH'eccezionale sua virtuosità di pennello che dalle ingegnoso sue audacie nova¬ trici nel ritrarre le scene movimentate della vita reale sotto il vario giuoco delle luci diurne o notturne.

L’opera pittorica di .\nders Zorn. pure volendo trascurare tutto il ciclo dei suoi accpierelli, meno tipicamente individuali, ma cosi graziosi e giocondi, si pud dividere in tre granili gruppi.

Il primo è quello dei ritratti e in essi lo Zorn, non essendo, come tutta la svariata sua opera lo attesta, un psicologo od un confessore di anime, secondo è stato definito qualche altro ritrattista, ma bensì un evocatore della realtà, piuttosto che per la finezza espressiva della fisonomia e per la penetrazione del carattere della persona effigiata, si fa ammirare per l'evi¬ denza rappresentativa che in lui è davvero prodigiosa.

Al secondo gruppo appartengono i numerosi quadri in cui spicca qualche nudo femminile. Ciò che in essi, in mezzo alle I)iù vigorose e talvolta più delicate doti di pennello, a me pare che meriti una lotle specialissima è la verità, senza ma¬ lintese attenuazioni e senza stupidi abbellimenti falsificatori con cui le carni delle figure di contadine, che vi sono rapiire- sentale mentre si svestono, sì bagnano o si trastullano al sole, sono ritratte nei vari loro aspetti di soda ruvidezza o di gra¬ devole giovanile freschezza.

11 gruppo, però, più importante e più caratteristico di tele di Anders Zorn è, formato da quelle che rappresentano la ma¬ niera sua ultra-modernista e che quindi sono le più discusse e le meno facili ad essere degnamente apprezzate.

È in esse che il geniale svedese ci si rivela evidentemente artista d’ avanguardia, invaghito delle scene vivaci dell’ esi¬ stenza moderna, attuatore ardimentoso ma accorto d’ogni più recente innovazione tecnica, come colui che ha studiato con

Sala 9

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intelligente passione tutte le rinnovatrici ricerche degli im¬ pressionisti francesi per non prescegliere ed assimilare, si>esso modificandoli e spesso dal suo [ìunto di vista migliorandoli, ohe soltanto quegli elementi da lui giudicati confacienti aH'in- dole sua particolare.

Aspirazione sua suprema vi appare il riuscire a produrre r impressione della vita in movimento.

Come ottenere ciò ? Con un disegno sintetico, che non dia i contorni precisi e completi delle figure secondo le tradizioni e le vecchie consuetudini formali deH’arte pittorica, ma ne in¬ dichi i tratti essenziali, talvolta attenuati e manchevoli, tal¬ volta allungati ed accentuati, così come il movimento suole dare alle pupille umane 1’ illusione di mutarli od anche con macchie a filettature di luce che indichino l’azione trasforma¬ trice del sole, della luna, delle lampade elettriche, dei becchi a gas o delle lucerne a petrolio sulle forme e sui colori delle cose e delle persone.

Per cogliere cerli effetti fugacissimi e rievocarli sulla tela mercè la tavolozza, è necessaria un' acume di percezione vi¬ siva che pochi posseggono oggidì quanto lo Zorn ed è perciò che egli riesce sempre o quasi sempre negli arditi suoi tentativi di fissare l’attimo fuggente.

Nella sua davvero instancabile attività artistica, Anders Zorn, oltre ad un gran numero di quadri, ha eseguito cento e più ac(]ueforti e varie statue in legno, in bronzo ed in argento.

Nell’incisione egli addimostrasi non meno sapiente, vigoroso ed originale che nella pittura riuscendo egualmente ad ottenere i più svariati e notevoli effetti di luce e 1’ evidenza figurativa di scene colte sovente nella rapidità movimentata dell’azione. Contemplando le donne e gli uomini di cui egli fissa sul rame aspetti ed atteggiamenti, mercè una fattura ardita e violenta neH’agile sua semplicità e nella quale il tratteggio deciso e vibrato non s’ incrocia" quasi mai, pure riuscendo in modo mi¬ rabile a modellare cose e persone, a noi sembra proprio di sentirli vivere, sotto l’insistenza dello sguardo di una vita più intensa di quella normale.

— 51

Sala 9

J-e opere di scollura dello Zorn sono itivece in piccolo numero, ina anche esse sono tipiche ed assai interessanti.

Esse rappresentano un curioso ritorno ai suoi inizi, ,S(iacché la vocazione per l'arte si manifestò in lui negli anni dell'ado- lescenza col maneggio abbastanza disinvolto ed abile di un coltelluccio, mercé cui traeva dal legno qualche figuretta umana o belluina. Entrato ueirAccademia di belle arti <li Stoccolma, egli per la pittura lasciò presto da parte la scultura, a cui doveva applicarsi di nuovo, cedendo ad una subitanea ispi¬ razione, soltanto nell’anno 1.S99, in cui esegui in legno, con industrie e minuzioso lavoro, un minuscolo ma somigliantissimo ritratto della madre sua, al quale più tardi fece seguire l'altro, cosi espressivo nella grinzosa e bonaria faccia di vecchietta, deila sua nonna, esposto a V'enezia nel 1905.

Oltre questi due lavori in legno, un busto in gesso di sua moglie, il voluttuoso gruppetto in argento di un fanno che abbraccia una ninfa, le figurine nude di una fanciulla accoc¬ colata in terra e di un’altra che contempla un anello, la testa in bronzo di una signora sua amica e la statua, parimenti in bronzo e due volte più grande del vero, di quel Gustavo Wasa, che trascinò il popolo svedese alle gloriose lotte della libertà, rappresentano finora, per quanto almeno io so, le sole mani¬ festazioni della sua rinnovata attività di scultore, che in avve¬ nire ci procurerà molto probabilmente più di una gustosa sorpresa.

In esse ritroviamo il suo amore fedele per la realtà, reso più analitico dalla diversità della materia e della tecnica, la quale gli ha talvolta fatto ottenere perfino nel legno e nel bronzo, come già e maggiormente incidendo il rame, queU’in- tensità di espressione psicologica, che la sicura, troppo disin¬ volta e quasi spavalda virtuosità di pennello gli fa per solito tra.scurare nei ritratti ad olio o ad acquerello.

Sia, infine, che Anders Zorn ci si presenti come pittore, sia come acquafortista o come scultore, noi non possiamo che altamente ammirare in lui l'artista il quale riesce ad evocare con nervosa possanza e con sottile senso di verità quelle figure e quelle scene della vita contemporanea che a torto vor-

Sala 9

— 52 —

rebbe farci trascurare e quasi tenere a disdegno una malfntesa reazione neo-idealistica, la quale, se ci ira dato, negli ultimi tempi, più di un'opera noliilmente concepita e sipiisitameute eseguita, diventa cosi uggiosa e goffa allorctiè ispira i cervelli mescliiui di pittori e di scultori d'ordine inferiore.

Vittorio Pica

PITTI' RE

1 Oscar II Re di Svezia.

2 Sofia Re.^ina Bladre di Svezia.

3 Gustavo V Re di Svezia.

4 Principe Carlo di Svezia.

5 lì Signor IV. OIsson.

6 11 Signor IViese/gren (app. .alla Soc. « Icluii »).

7 II Signor IVeslrup.

8 Notte di Natale.

9 Danza a Gopsnior.

10 II mio gondoliere.

11 Kuver-Maja (app. a S. A. K, il Principe

Eugenio eli Svezia).

1 2 Ragazza di Raettvik.

13 Al fino co.

1 4 Ragazza di Rioda.

1 6 Le cerbialle.

16 II ponticello. ■

17 L'acconciatura.

1 8 Nudo di donna (Schiava).

19 II fiuggtasco.

20 Pastorella svedese.

2 1 Abbeverando il cavallo.

— 53

Sala 9

22 Merlettaie di Venezia [da Jesurnm).

23 Mastro magnaìw.

2 4 Hitina Erikson.

25 « Detsbostintan ».

26 Ejfetto di notte (app. al Museo di Gutei)org).

27 hiterno.

28 Dopo it bagno.

29 Ritratto di L. Charles Deering (a]ip. al Sig.

Ch. Deering di Chicago').

30 Ritratto della signora James Deering (ajrp. al

Sig. Ch. Deering di Cliicago).

3 I Ritratto detta Signora Ashley (app. a Sir Ernest

Cassel ).

32 jMercato di pesce | ac(iuerello) (prop. privata).

33 II porto di Algeri ( » ) (app. a

S. A. R. il Principe Eugenio di Svezia).

SCULTURE

34 Gustavo Vasa (bronzo).

35 Gustavo Vasa (l)ronzo più piccolo).

36 Eontana. ( » ).

3 7 Gryfvyl.

BIANCO E NERO

38 La Signora Naget (acquafòrte appartenente al

Sig. Th. Eaurin Djurgarden di Stoccolma).

39 Manette. » »

40 Mary. »

Sala

9 — 54 -

42

3faja. (acqueforte appartenenti al sig. Th. Lau

rin Djnroarclen di

Stoarolma ).

43

Il Signor Jlacon.

>>

44

II Signor Marquand .

»

46

Il con le di Rosen.

»

47

Il colonnello Lainont.

»

48

La Principessa Jngeborg

di Svezia (a('f]naforte i

49

Il Principe Paul Troubetskoy. »

50

Il Signore e la Signora

Cìu'fìs. »

5 1

La Signoi a Lannn.

»

53

Cerchi d’ acqua.

»

54

La Signora Klinlberg.

»

55

Acca/! lo la slufa.

/>

56

Edó.

»

67

Kersti.

»

68

Estate.

>v

69

Una nuova canzone.

»

60

Albert Engstrom.

»

6 I

Rappezzatura.

»

62

Il senatore Mason.

»

63

Compagno di viaggio.

»

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Ida {contadina svedese).

»

65

La Signorina Lur/nan di Palli mora. »

66

Auguslo Rodili.

»

67

Al piano.

»

68

La Signora Betty Nansen. »

69

Oscar II Re di Svezia.

»

70

Contadina svedese.

»

— 55

Sala q

OGGETTI d’arte DECORATIVA

7 1 S///>c/ per

72 Olia! Irò cucchiai.

73 f òi coltello.

75 Ventaj^lio in cornice (proi)rietà privata).

10-11. - MOSTRA INDIMI )LTALE DI FKANZ VOI! STUIK

I mobili che adornano (jucsta Sala vennero eseguili espres¬ samente dalla « Vereiniteten WeiIcsllUlen fiir A'/tiis/ ini Haiui- werk » di Monaco.

Franz won Stuck è oggi uno degli artisti più insigni della Germania. K stato giustamente osservalo che egli tiene nel- r arte contemporanea un poslo intermedio fra 1' idealismo del Boecklin, del Klinger e del Thoma e il verismo di Ma.x I.ie- bermann. Ma un posto beti alto ed onorevole, che 1’ arte sua. lungi dall' essere eclettica, ha una vigorosa impronta di origi¬ nalità e una potenza straordinaria ili suggestione.

Lo Stuck c idealista, ma si rivela subito anche come un jirofondo studioso del vero ; nelle sue figure milologichc noi non sappiamo dire dove la realtà finisca e dove cominci la finzione ; quei Centauri, quei P'auni e quelle Siretie sembrati

Sala IO- Il

— 56 —

vivere la nostra vita, palpitare dei nostri odi e dei nostri amori. L' idea astratta è espressa non in simboli astrusi c difficili, ma in una forma limpida e vigorosa che ci persuade e ci afTa- scina.

Guardando la (Jiicira, spaventosa visione di cadaveri li- vnli e rattrappiti, calpestati dall' unghia di un nero cavallo ansimante, noi sentiamo tutto l’orrore di quella « sublime fa¬ tale insania » che spinge gli uomini a macchiarsi le mani col sangue dei loro fratelli. Il volto in ombra della malva.gia femmina che simboleggia il Peccato, accanto a cui fiammeg¬ giano fosforescenti gli occhi del serpe maligno, ci svela tutta la turpitudine del pervertimento, e tutte le miserie della corru¬ zione. E chi potrà dimenticare il viso esangue liella Medma, dal vitreo sguardo, o la maschera Cerea di Beethoven su cui la morte sembra aver suggellata 1’ espressione di un dolore e d’ un' amarezza indicibile?

Ma lo Stuck non si compiace soltanto di queste creazioni dolorose : egli sa essere un sano e giocondo esaltatore della vita e dell'ainore. Come scherzano lieti i Fauni sulla prateria fiorita, e quanta grazia in certe sue adorabili figurine muliebri come quelle A<t\\' Altalena ! Egli sa rendere il nudo con un senso impeccabile della forma e con esatta percezione di co¬ lorito : la sua Èva del Pavadiso Perduto ha una grandiosità michelangiolesca, e par uscita dal pennello di Rubens.

S' intende facilmente come un pittore cosi studioso della linea e del rilievo debba riuscire valente anche nella scultura ; e infatti l'esame delle opere esposte ci rivela che lo Stuck è in (picsto erede della gloriosa tradizione dei nostri grandi maestri del Rinascimento. Le stesse doti di sicurezza e di energia, che abbiamo notato nei quadri, si riscontrano nelle sculture AeW Amazzone, del Centauro ferito, dei Fauni che lotlano.

La vita dell’artista jiuò dirsi che sia tutta nelle sue opere.

Lo Stuck è nato quarantasei anni or sono a Tettenveiss nella Bassa Baviera, da una famiglia di condizione modestis¬ sima; suo padre era mugnaio. Fece i primi studi a Passau. e poi venne a Monaco, prima alla scuola d’arte decorativa.

— 57 —

Sala lo-ii

poi aH’Accademia. Cominciò la sua carriera artistica come de¬ coratore, disegnando due serie di Catte e Vignette. C Emblemi e Allegorie, d’una singolare agilità e d'una freschezza mirabile. Entrò poi come caricaturista nei Eliegende Bliilter, e in Ger¬ mania tutti conoscono certi suoi tipi <li contadini, di i)iccoli borghesucci di provincia, di mercanti e di studenti, che sono divenuti ad<lirittura cla.ssici. Intanto il giovane artista si jin-- parava in silenzio alla grande prova : 1’ Esposizione Interna¬ zionale di .Monaco, nel palazzo di Cristallo.

Nella prima mostra (1889) egli espose due quadri ed ottenne una grande medaglia d'oro. Seguirono negli anni suc¬ cessivi altri lavori, tra cui è d.a notarsi la Crocifissione, che un ricco signore voleva regalare a una chiesa di Berlino, ma il Capitolo, radunatosi in fretta, rifiutò l'offerta, temendo che i fedeli fossero spaventati dalla veemenza tragica di quella scena.

.Ma il vero trionfo dello Stuck fu la Guerra che, esposta nel 1894, venne acquistata dal governo bavare.se per la Pina¬ coteca Motlerna. Era il riconoscimento ufficiale del valore (leU’ariista, che poco dopo veniva nominato professore dell’.Vc- cademia Reale di Monaco. Gli anni che seguono, segnano, può dirsi, una serie di successi e di trionfi, dovuti all’attività in¬ stancabile e all'ingegno alacre e pronto dell’artista, il quale sa imprimere la sua nota personale in ogni campo in cui si prova. Il suo paesaggio rivela sempre un sentimento dell’animo, e il ritratto interpreta e fissa i caratteri di un tipo etnico, come nel Torero Carmen . Nelle creazioni fantastiche egli sa pas¬

sare dal ri.so giocondo della u E'eckerei n e dello .Scherzo, all’impeto dionisiaco delle Baccanti e al tragico furore delle Erinni, che sembran balzare urlanti dalle pagine del Machbet.

Tale contrasto di visioni e di sogni non volle significare il mirabile artefice, quando sulla porta di bronzo della sua villa scolpi il volto della Gorgone, avviluppato di serpi, ma nell’a¬ trio, quasi saluto augurale, pose il simulacro di Pallade Athena ?

Gt;ipo Battkli.i

Sala ro-ii — 58 —

1 La Guerra (app. alla Reale Pinacoteca di

Monaco).

2 La Crocefissionc (ajip. alla Reale Galleria di

Stuttgart I.

3 La sfinge (app. alla Reale Galleria di IMidaiiest).

4 Baccanale (app. alla « Kunsthalle » di Rreni.a). 6 lì Paradiso perduto (ap|). al Sig. Lingner, Con¬ sigliere intimo, di Dresda).

6 Le Erinni.

7 Centauro e ninfa (app. al Sig. Lingner, Consi¬

gliere intimo, di Dresda).

8 L’ altalena (app. alla Galleria P^erslieim di

Francoforte sul Meno).

9 Amazzone ferita (app. al D.r M^iegand di

Brema).

1 O Perseo ed Andromeda. ,

1 1 Medusa.

I 2 Scherzo.

13 La fainigtia dell' artista.

1 4 Primavera

1 6 Ritratto in costume di Torero.

16 « Pips ».

1 7 Cristo.

1 8 Solletico (appart. alla Galleria Knorr di Mo¬ naco ).

1 9 Ritratto di S. -A. il Principe reggente I.iut- potd di Baviera (app. alla Uni versi t<à di Monaco).

Ritratto del maestro di musica Levi.

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Sala IO- Il

tanni che ginocano (aiip. alla Galleria Arnold di Herlino).

Il Peccato.

AJrodile Callipigia.

Ragazza (app. al prof. Donndorf di .Stiitti;art).

Auguri (app. a S. A. il Principe rejrgente Liutpold di Baviera).

Amazzone.

Presso lo slagno - di sera (app. al .Sig. l’.hmi di Mannlieim).

Cavalcata (app. alla .Sii^norina Hofinann di .Mannlieim).

Corteo di baccanti ( ai>|i. alla (ialleria 'l'oelle di Barnien).

Pan.

La Furia.

SCULTlkt

flecliioven (Bronzo).

Ccnlanro »

Danz'alrici (rilievo).

Lolla di /anni »

Sala 12-1,'^

6o —

12- 1:", - MOSTRA JNDiXMDUALH

DI PETEK SET EH IN KHOYEH

P. S. Kroyer nato a Stavanger, iii Norvegia, il 23 luglio 1851, fu quasi un inaeslro in ogni periodo del suo noviziato 1 1-u quasi un maestro come descrittore di caratteri quando a ven- t’ anin dipinse Pescatori sul molo di Hoi nbaek ; fu (piasi un maestro come disegnatore, ritrattista e rappresentatore (juando, a])pena a trenf anni, terminati gli studi presso Bomiate dopo aver subito 1’ inliuenza di Velasquez, dipinse L' abitazione di un Gitano in Granada, Lavoratori di sardine e Nauina. E un vero maestro egli fu finalmente quando l’espressione del carattere, la forma, Tefficacia della rappresentazione, la bellezza de’ colori giunsero al sommo nel suo capolavoro giovanile, nel quadro già divenuto classico Cappellai italiani, che nell’ Esposizione del 1S82 eccitò una tempesta di entusiasmo e d’indignazione. Con la goccia che pende dalla punta del naso del povero e smunto cappellaio. Kròyer arrischiò il massimo nel naturalismo. Forse fu (juesta goccia che fece traboccare il calice dello scandalo e provocò un fiotto di grossolane insolenze, simile a quello sollevato una volta in F'rancia dal famoso quadro Casseurs de picrres del Courbel. Il quadro del Courbet era stato dipinto trenf anni prima dei Cappellai : di tanto dunque era rimasto indietro in Danimarca il movimento europeo, quando il Kroyer, con un passo da gigante soppresse la distanza.

Ma il Kroyer aveva stoffa per produrre ancora di più. Egli raggiunse in itochi anni l'arte francese in una delle prin¬ cipali vie del suo sviluppo, che dai giond del Courbet era sempre progredito. .Vncli' egli prese a trattare i difficili pro- Jrlemi coloristici : ora la luce artificiale, ora i suoi contrasti con la luce del giorno, ora il riverbero del sole nella notte estiva del Nord, ora il sole alto di mezzogiorno che caccia ogni nube. Nel vasto campo della pittura all’aria aperta compi

— 6i

Sala 12-13

alcune delle sue opere migliori : Aolle A' estate a Skagen COI pescatoti e i f|uadri : Gioitio d'estate a Skagcn. Piccoli ba¬ gnanti. Ma la sua attività si esercitò in quasi tutti i campi nei quali la pittura attinge materiale direttamente dalla vita; di pinse interni, quadri di genere, perfino fiori e innanzi tutto fece ritratti, che riuni talvolta in grandi gruppi ormai ben noti. Ebbe uno studio a Copenhagen, un altro a Skagen e un terzo in Italia, mentre Parigi gli .servi negli ultimi anni [liii che altro di svago. Però in tanta varietà di generi non è difficile ritrovare la costante personalità dell’ .artista. Xato con la più felice disiiosizioiie all’arte, destinalo alla vittoria senza difiìcili lotte, salutato di buon’ora dal sorriso della vita, divenne amico ilella vita ridente. Per essere cosi cieco a tutto ciò che non è sjilendore e bellezza (com'egli fu dojxi aver dipinto i c«/i- quando obbedi alla propensione del tempo verso il brutto, che sorse come reazio'ie contro la precedente pittura affettata e artificiosa delle miserie umane) |)er essere cosi cieco, egli doveva riunire in sè una doppia natura : (piella del bimfio e quella del genio, jxiichè solo il genio ha un’ idea di tutto e solo il bambino ha I’ idea che tutto sia bello e buono. Kroyer fu questo e (|uello : sulla superficie dell’arte sua ijualcosa del genio ; nel fondo qualcosa del bimbo. Da cjuesto deriva l’eccel¬ lenza della sua arte ; ingenuità pura e di fonte ; ma per (]uesto essa manca di una speciale profondità. Come nella vita egli fu adoratore della luce e nemico dell’ombra, cosi fu la sua arte, nel senso particolarmente pittorico.

Con ciò non si può dire che gli sia mancato lo sguardo tier l’umano. In alcuni ritratti, p. es. in quelli di Krohn e di Schandorph, egli consegui per questo rispetto più di quanto non si potesse attendere da lui. Specialmente nel quadro fjuartetto nel mio studio, ma anche nei «juadri posteriori, o meglio nei grandi gruppi ufficiali, egli sepjie dare ad ognuno dei molti ritratti carattere di viva rassomiglianza, spesso con una leg¬ gera impronta di furberia.... Ciò ch’egli volle espressamente dire, sepi>e dirlo con una osservazione fuggitiva ma per lo più giusta e gustosa, la cui caratteristica sta sempre ncH’evidenza pittorica. E.mil Hannover

I 2-13

— 62 -

1 II qii,artetto nel mio Sludio

2 II Comilalo dell' Esposizione francese di fì. A.

Copenaghen (/8S8).

3 Una sedala della Socielà di scienze a Copenaghen.

4 Sera d’ estate sutla spiaggia di Skagen

6 Passeggiata sulla spiaggia di Skagen (studio).

6 II villaggio di Hornback in inverno.

7 Ritratto del Barone O. O. Rosenòrn-Lehn.

8 Ritrailo dell’ altare Prof. L. Phister.

9 Ritratto del Consigliere distato Georg Peter sen. I O Ritratto del Consigliere di Slato Seidelin.

1 I Ritratto del pocla Holger Drachmann. ì 2 Rilralto del poeta D.r S. .Schandorph.

I 3 Ritratto del D.r Georg Brandes.

14 Rilratto di Bjoernstierne Bjoernsen (studio).

1 6 Ritrailo del poela fonas Eie.

I 6 Autoritratto.

Le suddette opere fanno parte della celebre colle¬ zione Hirschprung, di proprietà del Governo danese.

I 7 La Frescita

18 In una “ sardinière , , a Concarneau.

1 9 L’osteria dei pescatori

(appartengono al Sig. Bernhard Kirschprung). 20 feanne ÌVeis (app. al Sig. A. P. Weis).

2 1 Ejfetto di sole sul mare (app. al D.r S. Jacobsen |.

22 Piccoli bagndnti (app. a S. E. il Ministro Conte

Andrassy).

23 La Borsa di Copenaghen (ajjp. al Signor G. A.

Hagemann).

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sala 12-13

Ritratto della Signorina flelga I\felc/ìior (app. al Sio;. Cari Melchior).

Ritratto della Signorina Tot'e Benzon.

A colazione.

(appartengono al Sig. Otto Renzon). Ritratto del Sig. Japetus Stcenstrup Ritratto del Sig. J . Gluckstadt Consigliere di Stato lapp. al Sig. Gluck.stad, Console d’ Italia a Copenaghen).

Ritratto della Contessa Raben - Levetzau. Ritratto del Conte Siegfried Raben - Levetzau (appartengono al Sig. Raben Levetzau). Ritratto del poeta Jonas Lie.

Ritratto di Bjoernsterne Bjornson (apji. al Sig. Jacob Hegel Consigliere di Stato). La colazione degli artisti (app. al Sig. Rrondnm). Fuoco di S. Giovanni sulla spiaggia di .Skagen . Vendeniinia in Tiralo.

La Signora Kroyer (studio).

Due signore sulla spiaggia di Skagen.

Ln giardino.

Testa di donna.

« Rap » .

L’ architetto F. ÌMeldahl.

L’avvocato Ottavio Hansen.

Maria (disegno a carbone).

Saletta 14

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14. — SALETTA DI BIANCO-NERO

1

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8 9

1 O

1 1 1 2 1 3 1 4 1 6 1 6

Danse Auguste - Michel Studio di nudo (punta secca). Testa »

Danse Louise

(Bfi.cio)

Im casa di fìesdeiiioua (acquafòrte). Burano ^

Torcetto

Duriau Alfred Ivi tratto del poeta Biei're forte).

(BKL(ao)

Montrienx (acqua-

Hens Franz

Jtopo il na7(fra}yio (acciu aforte). Il mulino di Kiel »

Il vecchio marinaio »

Paesaggio »

(Belgio)

Maréchai Francois

L Olivo (acquafòrte).

/ pioppi ^

J « (juais » y,

Bugolo di Ilcrmallc ».

Raccoglitrici di carbone »

Le roccie ».

Saietta 14

— 65 —

Meunier Marc Henri (Belgio)

1 7 Vecchia capanna (acquafòrte orio'inale).

18 La raffica »

1 9 La casa solitaria »

20 Settembre nelle Arctenne »

Vaes Walter (Belgio)

2 1 Impressioni di Venezia (cornice con acqueforti).

Wesmael Elisabeth (Belgio)

22 II corso de l’ Ourthe (acquafòrte).

23 Terreni di « Rosière »

15. - SALA INTERNAZIONALE

PITTURE

Nomellini Plinio (Italia)

1 Nuova piente.

2 II Cantiere.

(Juadri per la decorazione del Palazzo Coiiiiiiiale di Saitipierdarena).

SCULTURE

* Bauer ^Martha (Germania)

3 Radazza (gesso).

I nomi sejjnati con asterisco sono di artisti ammessi flalla Giuria.

.S

N. B,

Sala

15

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*Bellotto Eugenio

(Italia)

4

lì dolore affratella (gesso).

*Camaur Antonio

(Italia)

5

Armonia d’ anime (gesso).

* Cataldi Amleto

(Italia)

6

Il marniate (gesso).

* Fantoni Riccardo

(Italia,!

7

Gli amanti (gesso).

Glicenstein Enrico

(Polonia)

8

Olocausto (bronzo).

Graziosi Giuseppe

(Italia)

9

lì fonditore (gesso).

Lorenzetti Carlo

(Italia)

1 0

«La patria è sulla nave» (altorilievo in gesso;

« non è mai tardi per andar

più oltre »

G. n’ Annunzio

Marsili Emilio

(Italia)

lOa

Nella sventura (gesso).

Origo Clemente

(Italia)

1 1

/ cavalli del Sole (gesso).

*

« Calpestano i cavalli del Sole il rinato fnnnento di Koma »

li. D’ Annunzio

— 67 —

Sala 15-16-17

*Prini Giovanni I 2 Gli amanti (gesso).

* Regosa Achille 1 3 Ajfanno (gesso).

*Sciortino Antonio

(Italia)

( Italia)

(Italia)

I 4 Irredentismo (gesso).

l(>. — S.VLETTA d’ Arte Decok.vtiva

Mobili intagliati e figure scolpite di Vincenzo C.\uoRiN con pitture e decorazioni di Guido Cadokin. — Piastrelle e vasi in ceramica di Giacomo Vivante. — Stoffe e soprarizzi dello Stabilimento Luigi Bevilacqua & C.° di Ve¬ nezia.

n. -- SALA DEGLI STATI UNITJ D’ AMERICA

Or>'anizzata dalla « National Academy of Design >> di Nevv- \ ork e ordinata da uno speciale Comitato composto dei signori Hkkbkrt Adams — John W. Alexanhkr — Francis C. Jones — Harrison S. Morris — Josp:ph Pennell — Edmunh C. Tarbell — J. Alden Weir.

Sala 17

— 68 —

Il collocamento tlelle ojiere fu curato dal pittore Joseph Pennele.

PITTUKE

Beaux Cecilia

1 Madre c figlio.

Bel lo WS George

2 Sull' Hudson.

Benson Frank W.

3 Sera d’ estate sul niarc.

Blakelock Ralph A.

4 Ruscello (app. al Sig. W. T. Evans).

Brush De Forest George 6 l.eda col cigno (app. al Sig. W. T. PIvans).

Bunce Gedney W.

6 Chiaro di luna a Venezia (apjr. al Sig. W. T. Itvans).

Carlsen Emil

7 .-ìlta marea.

— 69 - Sala 17

Coffin William A.

8 Acero in fiore.

Cox Kenyon

9 Ni)ija.

Daingerfìeid Elliott

1 0 Un c^iovanc pastore (app. al D.r Frederick Whitiiig).

Davies Arthur B.

I I Dopopranzo.

Davis Charles FF.

1 2 Paesag_^io.

De Camp Joseiih 1 3 La violoncellista.

Dewing Thomas W.

1 4 Svegliandosi (app. al Sig;. W. T. Evans).

Dougherty Paul I 6 .Scogli.

Poster Ben 1 6 Sera d’ estate.

Sala

17

— 70 —

Genth Lillian M.

17 La figlia del sole.

Groll Albert L.

1 8 Temporale che passa.

Hamilton John iMc. Lure

1 9 Rilratto di Cosmo Monkliousc Esq. 20 Riir allo di Gladstonc.

Harrison Birge

2 1 Incendio.

Hassam Childe

22 Lm vecchia chiesa di Lyìne.

Hawthorne Charles W.

23 Ragazza in bianco.

Hays William j.

24 Fiera di provincia.

Henri Robert 26 Giovanetta in nero.

Rendali Sergeant

26 Allo specchio.

Loeb Louis

27 Principessa Zanoma.

— 71

Sala 17

Low W'ill. H.

28 Casa nostra.

Martin Homer ]).

29 II ruscello della prateria (apji. al Si^. \\’. 1'.

Evans).

Murphy Dudley Hermann

30 Ritratto della Sig.^ lìigelou'.

Nettleton Walter

3t Inverno nei boschi (app. all’ On. Joseph H. Choate).

Ochtman Léonard 3 2 Dicembre.

Ranger Henry \\h

33 Seminato.

Redfìeld Edward

34 II vecchio ponte.

Sargent .Singer John

36 Ritratto della Sig.^ Helen Rrice (app. alla Sig.''^ Helen Jtrice).

Schofield Elmer

36

Piattino d' inverno.

Sala 17

72 —

Suell Henry P).

37 t’orlo detta Corìioi'aolia (app. al Museo d’Arte

(li Worcester).

Talcott Alien B.

38 t’a scoto Siiti' altipiano.

Tarbell E(.linund C.

39 Ritratto di Edoardo Robinson (app. al Museo

di Ideile Arti di Boston).

Twachtman John H.

40 II Niagara d'inverno (app. al Sig. W. 'P.

Evans ).

Van Laer Ale.xander T.

4 1 i ha valle del IVcstrhester .

Weir Alden J.

42 Ritratto di ragazza.

Wiles Irving K.

43 Ritrailo.

Williams' Ballard P'rederick

44 I.a cascala.

Woodbury Charles H.

46

In mezzo all’ Oceano.

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— 73 — Sala 17

Wy ant Alexander H.

Falciatura 1 apjr. al Si^. \V. T. Evans).

SCULTUKK

Adams Herbert

Ritrailo della Sigé' //. (busto in bronzo). Aitken Robert L

Danza della Baccante (bronzo).

Danza del Fauno. »

Bartlett Paul \V.

(43 piccoli bronzi conleiuiti in due vetrine)

Vaso oliva.

Torso di donna seduta.

Rana.

Scarabeo d’ argento.

Torso di donna in piedi.

Vasetto.

Vasetto.

Schizzo d’ uomo seduto.

Gregge.

Schizzo di donna in piedi.

Scarabeo.

Merto.

Maschera itatiana.

Sala 17 — 74 —

63 Fa so.

64 Pesce.

66 Leone che rosicchia un osso.

66 Vaso.

67 Gruppo di pesci.

68 Rana e testuggine .

69 Vasetto.

70 Vaso.

7 1 Uccetto.

12. Uomo rannicchiato.

73 Vasetto.

74 Testa di icone.

76 Rana e testuggine.

7 6 Coccodritto.

7 7 Pesci rossi.

78 Uomo in piedi.

79 Maschera di donna.

80 Vaso rosso.

8 I Vaso.

82 Pesce rosso.

8 3 Leone grigio.

84 Vaso.

8 6 Leone.

86 Uccetto.

87 Vaso.

88 Donna in piedi.

89 Vecchia (Medaglia).

90 Wtiitmann »

9 1 Donna »

9 2 Ragazza n

75 —

Sala I

Eberle Leger Abastenia St.

93 Ragazza coi pattini (bronzo).

9 4 Danzatrice »

French Chester Daniel 96 Narcissa (bronzo).

Kendall Sergeant

96 « Mirt/i » (bronzo).

Konti Isidore

97 Raschio (bronzo).

Mac Neil Hermon A.

98 Un capo dei pellirosse (bronzo).

Pratt Bela L.

99 Ninfa del fiume (bronzo).

Roth G. R.

99 a Cane vagabondo (bronzo) Shrady Merwin Henry lOO Testa di cavallo ('studio).

Vonnoh Potter Bessie

101 Maternità (bronzo).

Sala i8

76 -

IS. — SALA INTERNAZIONALE

BIANCO E NERO

Bacher Otto H. (AMERICA)

1 Interno di S. Marco (acquafòrte).

Balestrieri Lionello (itaua)

2 Parsifal (acquafòrte colorata).

3 Mattutino » »

Blum Robert F. (America)

4 L’incisore all’ acquafòrte.

Cole Timothy (America)

6 Cornice contenente sei incisioni in legno :

a) La Signora Lebrun. b| Fragonard.

c) Gerard.

d) Poussin.

e) Chardin.

f) David.

NB. — 1 nonli segnati con asterisco sono di artisti ammessi da ila Giuria.

— 77 —

Sala i8

Green Shippen Elizabeth

(AMERICA)

6

Buoìidebnonte va alle sue nozze.

Guaccimanni Vittorio

(itai.ia)

7

Lo sparo del cannone (dises^no a pastello).

8

Corsa di birocci »

»

Martini Alberto

(itai.ia)

9

La bella straniera (disegno a

penna).

10

Murano »

»

1 1

Illustrazioni per le Storie straordinarie di Ed-

gardo Poe (cornice con

otto disegni a

penna).

Miti Zanetti Giu.seppe

(ITALIA)

1 2

Chiaro di lima (acquatinta).

Pennell Joseph

(AMERICA)

13

L’America al lavoro (serie di

1 sei acqueforti).

14

La nuova New York (serie di rjuattro acque-

forti).

* Stella Balsamo Guido Maria (italia)

16

La draga ( accpiaforte).

* Viganò Vico

(ITAI.IAJ

16

Le comari (acquafòrte).

Weir Alden J.

(AMERICA)

17

Acquafòrte.

18

»

19

»

Sala i8

- 78 -

Whistler Me. Nidi James (f ) (aivisrica)

20 Studio.

2 1 Notturno.

22 La « Toilette ».

23 Piccolo modello.

24 La gradinata det Luxembourg .

26 Operaio.

26 Piccola Londra.

27 La siesta.

28 Le vergogne.

29 San Giles nei campi.

(litografie originali, appartenenti al sig. Thomas K. Way).

White Charles Henry (amkrica)

30 LI ponte a bitico. (acquafòrte).

3 1 Washington rurale »

32 Tra le fatiche e gli affanni »

Wolf Henry. (AMERICA)

33 Donna alla fi?iestra (da Jan Van der Meer di

Delftl.

34 Mia madre (da Whistler).

35 La stella del mattÌ7io (incisione originale).

36 La rugiada del mattino.

37 Ritratto di ragazza (da Ambrogio de Predis).

38 Giorno di sogni (da Thomas Tonfine).

39 Paesaggio delta Nuova Inghilterra (da P. Suain

Gifford).

— 79

Sala i8

* Zoir Emil

(Svezia)

40 Ritornando da Roìnpei (ac(|iiaforte).

4 1 Solitudine »

4 2 Inverilo »

»

»

SCULTURE

Haseltine Herbert

(Inghilterra)

413 « Kildare » Cavallo di battaglia di S. iM.

Edoardo VII (gesso).

- MOSTRA INDIVIDUALE

DI CAMILLO INNOCENTI

Verso il 1885 Ludovico Seitz dipingeva in Vaticano le vòlte e le lunette della Galleria dei Candelabri al Museo Pio demen¬ tino, e per la figura del paggio nell’ alTresco delle Scuole Cal- loliche faceva posare il figlio d' un suo amico architetto. P-ra questo giovanetto innamoratissimo della pittura e, anche quando la figura del paggio fu finita, ottenne di poter restare li accanto al maestro a vederlo lavorare, ad ammirare quei cartoni per¬ fetti, quelle equilibrate composizioni e iiuel sicuro pennelleg- giare e a sottoporgli i diligenti disegni che intanto egli veniva facendo dalle statue classiche disposte in fila prot)rio lì sotto alle impalcature. Chi allora fosse andato a dire a Ludovico Seitz che quel suo discepolo romano cosi attento e obbediente sarebbe un giorno diventato un impressionista raffinatissimo c

Sala 20

So

avrebbe un giorno dicliiarato per 1’ amor di Manet «il personag¬ gio principale d’ un quadro dover essere la luce», e avrebbe faticato degli anni proprio a dimenticare tutte le antiche e savie norme di disegno e di chiaroscuro inculcategli da lui con metodo fermo e tedesco, e avrebbe con la pittura cercato sol¬ tanto di rendere l’atmosfera e la luce ambiente e d'armonizzare i riflessi e le rifrazioni intorno a un punto più luminoso o i>iii cupo, sarebbe stato accolto male e forse scacciato come un reprobo da quel luogo sacro a tutte le tradizioni, all’apoteosi di San Tommaso d’Aquino su negli affreschi della vòlta, alle copie classiche di Prassitele o di Policleto giù nel Museo...

Eppure Ludovico Seitz ha vissuto tanto da i)oter vedere il pieno trionfo della terribile eresia del suo irrequieto discepolo. Soltanto s’è per anni divertito a provargli che quella rivoluzione l’avevano prima di tutti compiuta i più puri maestri antichi e che per vedere come si renda con unità di luce un « ambiente » e come si dipinga con delicato senso dei « valori » una figura in ombra sopra un fondo in luce, era più semplice ammirare nella Cappella di Niccolò Quinto lì in Vaticano o a San Marco di Eirenze gli affreschi dell’ Angelico, che andar fino a Parigi a studiare i quadri d’ .41bert Besnard. E Ludovico Seitz aveva ragione, quando parlava...

Questa costante amicizia del vecchio ed illustre e convinto t)ittore papale per Camillo Innocenti definisce bene i con¬ trasti e le incertezze fra cui s’è svolta la sua carriera arlistica.

L’ Innocenti è nato a Roma nel 1871. Piglio d’ un architetto agiato e laborioso, dovette per volere del padre finire prima tutti i suoi studi « classici » cosi che fino a diciasette o a dieciotto anni non potè dare all’ arte che le sue vacanze. Qualche anno dopo ottenne finalmente il pensionato col voto unanime della Giunta superiore, su proposta di Uomenico Mo¬ relli. Riescirono vincitori con lui, per la scultura il Forchino, per 1’ architettura il Bazzani.

Ma i suoi anni di pensionato furono - egli stesso lo con¬ fessa - anni di schiavitù. Allora quell’ istituto era diretto dal pittore Francesco Jacovacci: un male pei pittori, un bene per gli scultori perchè il direttore di questi non si occupava. Ma

8i

Sala 20

r Innocenti lottava per escire (li schiavilii. e prima si volse al Michetti e poi al Mancini. Infine partì per la Spagna a studiare Velasquez e a trarne copie mirabili e anche a dipinjtere all'ac¬ quarello costumi variopinti e paesi assolati. Ouelli acquarelli gli alleggerirono la mano e gli schiarirono la tecnica : ma an¬ cora la personalità del pittore dormiva sotto le formule altrui.

La vera liberazione cominciò riuando egli andò in .\bruzzo. a Scanno. La trasparenza di queU'atmosfera montanina clic gli permetteva di discernere e di studiare ogni finezza d'ombra e di luce anche nelle case e negli alberi delle colline lontane, le « macchie « vivaci di (juelle alte cuffie femminili intrecciate di verde, d'azzurro, di viola sui rosei volti a contrasto con le camicette bianche e con le vesti nere gravi ed opache, gli fe¬ cero finalmente e chiaramente vedere che il buon pittore im¬ pressionista deve dimenlicare tutte le idee scolastiche ed ac<]tii- site di linea e di volume per rendere e distanze e prospettiva e volume solo con lo studio sui « valori » d’ intensità dei co¬ lori. Certo nemmeno allora 1' Innocenti potè dirsi un puro im¬ pressionista nel senso francese iierchè egli nemmeno allora volle ridursi a dipingere solo coi colori puri dello spettro so¬ lare : aveva negli ultimi anni avuto aneli' egli la sua breve crisi di divisionismo ma se n’era ritratto in tempo perchè aveva subito sentito che anche (lueH’arida regola era una nuova ac¬ cademia e una nuova servitù, il glande successo di tutta la serie dei Cosliuni di Scamto a Venezia nel 1905 e a Milano nel 1906 e a Roma gli mostrò ch’egli era finalmente sulla buona via.

E api>ena tornato a Roma nella tranquillità del suo studio bianco, egli cominciò a dipingere in una gamma più cpiieta i suoi delicatissimi «interni», scene d’ una soave intimità fem- mitiile, armonie di bianco e di grigio e di avorio e d'azzurro. A Venezia nel 1907 apparvero questi (juadri, furono venduti tutti. ItKlati tutti, e, dopo pochi mesi, imitati da molti.

In questi due anni il progresso dell’ Innocenti è stato continuo. Nei ([uadri all’aria aperta la fusione dei colori nella luce am¬ biente è arrivata ad una sapienza d' orchestrazione e a una semplicità d’ esecuziotie magistrali; in «luelli d’interno la sua tecnica appare anche più meditata e la sobrietà con cui egli

Sala 20

— 82 —

vela (li colore la prima costruzione delle forme in bruno e in¬ tona tutta la scena sopra un solo punto chiaro o scuro come un accompagnamento intorno a un canto, rammenta davvero la sobrietà di quei primitivi che il suo maestro gli proponeva ad esempio negli anni lontani.

Ma, per giungervi, Camillo Innocenti nato a Roma, di¬ scepolo di Ludovico Seitz, pensionato governativo, ha dovuto lavorare più di (juindici anni a dimenticare tutto quello che aveva imparato.... Dei giovani venuti in fama dopo il 1895 cioè dopo la prima Mostra veneziana, egli è il primo cui 1’ esposi¬ zione abbia concesso 1' onore d’ una « mostra personale ». Ca¬ millo Innocenti sa il peso e il pregio di questo onore. Egli suol dire : — Ho avuto una sola disgrazia e una sola fortuna nella mia vita : il pensionato governativo e le esposizioni di Venezia..

Ugo Ojetti

1 In Sardegna.

2 Mattino.

3 In giardino.

4 II thè.

6 Caccia alla volpe.

6 Maìnuiina.

7 Alla teletta.

8 Studio di testa.

9 La lettura.

IO L' abito rosso.

I 1 La notte.

1 2 Dopo il bagno.

1 3 ^ll rosario.

14 II cappello a « cloche » .

1 5 La tavola apparecchiata.

— 83 —

Sala 20

1 6 Bimba che dorme.

1 7 La visifa.

1 8 Donna che si pettina.

19 Atto specchio.

20 It ffiojclto.

ALTRI ARTISTI ROMANI

Battaglia Alessandro 2 1 « // sospiro dell' anima » (tempera).

Carlandi Onoralo

22 Paesaggio.

« e tu Soratte grigio, testimone in eterno ! »

Coleman Enrico

23 « Speculimi Dianae » {lago di Nemi).

24 La coppiola.

De Carolis Adolfo 26 Uomini e cavalli (frammento).

Mancini Antonio 26 <i Al mio Signore -o .

2à'l Antico costume olandese.

Sala 20

- 84 -

Noci Arturo

28 Radiosa.

Ricci Dante

29 Riflessi d' oro.

30 11 Palalino.

Sartorio G. Aristide

3 1 1 nionli Ausoni

32 Una barrozza [paludi ponline)

SCULTURE

Apolloni Adolfo

33 Sorriso di madre (gesso).

Glicenstein Enrico

34 Adolescenza (bronzo).

Nicolini Giovanni

(tempera ). »

36

Pace! (bronzo).

85 -

Sala 21

•>1. — SALA DEL PIEMONTE

PITTURE

Carena Felice

1 1 viandanti.

2 Vittoria.

Cavalieri Vittorio

3 Nel cortile d’ Issogne.

4 Ritratto d’ artista.

Delleani Lorenzo (f)

6 Taglio d’ alberi.

6 Verso la calma.

Giani Giovanni

7 L ’ armonia dei ricordi.

8 Nostalgia.

Grosso Giacomo

9 Ritratto della co. Mito Minotto Ceresa.

10 Ritratto della medesima con la figliuola.

Maggi Cesare

11 II ritorno.

1 2 Sulle Alpi in una sera d' autunno.

Pasini Alberto (f)

1 2 a Acque dolci d'Asia.

Sala 21

— 86 —

»

Tavernier Andrea 1 3 Natura gioconda.

SCULTURE

Calandra Davide 14 // pensieroso (bronzo).

* Cellini Gaetano 1 6 Riflessioni (marmo).

* Ceragioli Giorgio 1 6 La sorgente (bronzo).

22. — MOSTRA INDIVIDUALE

DI ALBERTO PASINI (f)

Nella Gazzette (tes Beaux Arts nel i8bi, il Buisson, dopo aver parlato di un altro orientalista, il Benjamin Constant, cosi dice: « que ce peintre (Constant) regarde seulement la Mosquée de M. Pasini et il se convaincra qu' il n’ y a plus rien à exprinier dans cette voi.e et dans ces ganimes ; l’extraordinaire pénétration d’ un ueil de coloriste et 1’ extraordinaire précision d’ une malli d’ acier ont épuisé les données sur lesquelles il tenteralt en vaili de s’ exercer encore avec profit».

Pasini orientalista è pochissimo conosciuto in Italia perchè quadri suoi non figurarono mai nelle nostre esposizioni e dallo studio dell’ artista o del suo negoziante, il Goupil, presero direi-

- 87 -

Sala 22

tanienle il volo per le altre nazioni. Egli dipinse 1’ Oriente per oltre trent' anni : la Persia, la Siria, la Palestina, IWsia minore, la Turchia d’ Europa. Lo dipinse sotto ogni aspetto ed in tutti i momenti più caratteristici di cpiei paesi, dove la natura, l’arte, le istituzioni, i costumi, le abitudini tutto concorre a produrre il pittoresco al più elevato grado.

Ora è una porta di Moschea coi suoi stipiti ornati di <iua- drelle in ceramica ed il suo tettuccio di tegole smaltate che projettano un' ombra decisa e trasparente e cavalli che stazio¬ nano sul limitare; ora è un bazar con l'andirivieni di folla variopinta, o un mercato a Costantinopoli, coi grandi platani, gli stormi di colombi grigi ed un carnevale di donne sotto V haik e sotto il féridié dai colori chiari e brillanti, di riven¬ ditori ambulanti, di Giudei, Turchi, Bulgari, Circassi, Geor¬ giani, Greci, Persiani, .\rmeni ecc., tutta quella gente che par si agiti e muova ; poi la stessa folla sarà in un porto o sulla riva del Bosforo, irto il fondo di antenne e di vele e fu- majuoli in attività.

Di là ad un tratto egli ci tras|)orta nel misterioso e recon¬ dito giardino di un harem, dove donne velate passeggiano nella penombra trasparente d' una juka o presso una fontana.

Altrove ci fa assistere a scene selvaggio, fantasie arabe, finte battaglie e battaglie vere, cavalieri scbierati su una linea lunghissima lanciati a gran carriera che si scontrano o si rin¬ corrono in una nuvola di fumo e di polvere ; altrove sono scaramucce di guerrieri di due tribù, o predoni che attaccano un villaggio posto sopra un'altura; ed allora cavalli che scen¬ dono a precipizio per la china o che s' arrampicano di corsa per l’erta, montati da cavalieri seminudi o vestiti di panni a colori brillanti in azioni slanciate, die scambiano fucilate; e tutto ciò sempre in mezzo al fumo ed alla polvere mentre il sole sferza o 1’ uragano imperversa. Poi ci addentriamo in una vasta e profonda gola in fondo allaiiuale in un’ ombra piena di ridessi serpeggia la lunga linea di una carovana con cavalli, cammelli, pedoni, mentre sulla vetta splende il sole ; quindi usciamo all’ aperto e le montagne appaiono nel fondo mentre la caro¬ vana sosta e bivacca ; in un altro quadro siamo trasportati

Sala 22

— 88 —

nella pianura ubertosa e vastissima ove i>ascolano i cavalli : in un altro troviamo la brughiera e caccie col falco; poi viene il deserto ed aticora la lunga carovana o il corriere sul cam¬ mello che compie il suo veloce e lungo cammino sotto il sole o nel crepuscolo od al chiaro di luna ; e rientriamo ancora nei grandi centri. Ed eccoci nel cortile d' un edificio hizantino su cui è innestata la linea araba che lo ridusse a caserma : li sa¬ ranno i preparativi di partenza di truppe: fanti, cavalli, arti¬ glieria; altrove le truppe sono schierate in attesa della rivista o facendo ala al sovrano che visita una moschea. La scena cambia nuovamente. Ecco le acque dolci d' Europa coi villeggianti orien¬ tali negli -di aéas e nella pompa dei loro smaglianti costumi, fra una vegetazione grandiosa con un cielo purissimo in un am¬ biente di gaiezza e di felicità.

Ecco la religione mussulmana coi suoi riti e coi suoi mi¬ steri quando il pittore ci schiude la porta delle moschee o ci mostra sul limitare il fanatico estatico e seminudo .

Pare una descrizione fantastica ; eppure io non i>;trlo che di una parte dell’opera di Pasini, di quel poco che io ho jiotuto vedere ed in parte anche attraverso alla fotografia.

Ma ciò che non posso descrivere è il modo con cui (juesti soggetti sono trattati; è la coscienziosa ed intelligente cura con cui tutto è dipinto senza sforzo apparente, come frutto di istantanea, in tin’eiioca in cui di istantanee ancora non si parlava; è Tequili- hrio perfetto della composizione, la varietà massima e l'assoluta unità che domina il quadro, quella esecuzione diligente con cui sono condotti tutti i particolari pur restando la massima lar¬ ghezza di esecuzione.

11 riguardante prova davanti a queste tele la soddisfazione [riena e completa che deriva da una simpatica e seducente armonia di colore e dì linea, daU’assenza di (juanto urla e non si spiega; vi colpisce l’insieme e continua il vostro godimento nell’analisi dei particolari e della seni|)licita della tecnica.

Noi vediamo qui raccolto poco più che degli studi, di quei materiale non rlestinato al eonimercio, rimasto per tutta la sua

- 89 -

Sala 22

vita addensato sulle pareti del suo studio, suppellettile artistica a servizio rlella sua memoria e della sua immasinazione.

(Jltre agli studi egli possedeva numerosi albums racchiudenti disegni di insieme e particolari di figure, animali ecc., segnati rapidamente cogliendo sull' atto le azioni ed i movimenti inu espressivi e caratteristici.

11 quadro nasce dalla fantasia dell'artista come risultato di una impressione sintetica, maturato nella considerazione com¬ prensiva e generica del vero, estrinsecata poi e tradotta con l’appoggio di documenti irrefragabili che gli ridestano la me¬ moria del motivo, della macchia, deU'amhiente e del particolare delle sue composizioni. Epperò il quadro diventa qualchecosa di- concentrato, sostanzioso, completo.

Il naturale talento fu sorretto sempre da una fede, una costanza, una energia indefettibili. Della sua carriera potrei scrivere un volume ricordando quanto egli in confidente espan¬ sione, mi sminuzzava nella più divertente forma sulle peripezie attraversate, sugli infiniti anneddoti della sua vita avventurosa.

Si portò a Parigi nel 1851 ed il colpo di stato del 2 Dicem¬ bre lo ricevette al suo giungere.

Entrò nello studio del Ciceri Eugenio figlio del famoso scenografo siciliano e là rimase per quasi due anni e<l alla ec¬ cellente istruzione arti.stica che vi trovò, si aggiunse quella che veniva dalla quotidiana convivenza con artisti di vaglia quali lsaf)ey, Teodoro Chaperion i due Rousseau. Contuttociò, chi sa, Pasini avrebbe fatto sempre il paesaggio dei dintorni <li Parigi se una fortunata combinazione non gli avesse aperta la porta deir Oriente.

L’ occasione prima di andare in Oriente fu fornita nel iSs.s flalPambasciatore Bourée che invitavalo a far parte della mis¬ sione francese che partiva per stringere alleanza con la Persia.

In causa deH’occupazione Russa di una parte dell Armenia, la missione fu obbligata a prendere la strada più lunga, cioè quella del Mar Rosso. Così il nostro pittore toccò i porti di Gedda. Aden e Mascate, approdò ad Abusceer nel golfo Per-

Sala 22

— 90

sico e di là per Chiraz ed Ispaan giunse a Tehèran. Il sog¬ giorno nella capitale della Persia fu di un anno, trascorso il ((Itale il ritorno in Francia si com|>iè a lunghe tappe per Teheriz, Krzerouin, Trebisonda e Costantinopoli.

Qualche anno dopo Pasini fece il viaggio di Atene invita¬ tovi dallo stesso Bourée che vi si trovava come Ministro di Francia e successivamente accompagnò il diplomatico nel 1867-6S per la seconda volta a Costantinopoli dove rimase un anno. Da quest'ultimo viaggio riportò a Parigi oltre sessanta studi ad olio, innumerevoli disegni ed ordinazioni di quadri (scene locali con episodi moderni) pel Sultano e pel Viceré d' Egitto.

A Costantinopoli fece ritorno ancora una terza volta nel iSfig c vi rimase alcuni mesi.

N'enezia (come la Spagna dove fece una tournée artistica col Geròme) è entrata nella carriera del Pasini solamente nel¬ l'ultima parte della sua vita ed è restata si può dire alio stato di amore. Egli aveva trovato in questo quieto lembo d’ Italia il ricordo del stio Oriente, neirarchitettura, nelPatmosfera, nel colore e persino (cosa non difficile a spiegarsi colle vicende storiche della gloriosa Reiitibblica) negli usi e nell' indole del popolo : egli trovò in Venezia come un riflesso dell' ideale ar¬ tistico che assorbì la maggiore e la migliore parte della .sua esistenza.

Per un decennio egli sì è sbocconcellata Venezia con lo stesso amore con cui s’ era sbocconcellato 1' Oriente : ma la sintesi e la elaborazione che fece per questo fondendone la natura e la vita in un’ armonia pittorica, non lo intraprese.

Così per gli studi di Venezia egli fece un’eccezione che non avevano avuto mai e che non ebbero mai quelli d’Orieute, cioè ne vendette. Fu a Parigi verso il 1SS4, in seguito a (iressioni insistenti e lusinghiere e ad offerte di prezzi fuori dell'ordinario di mecenati illustri e facoltosi che accondisce.se a separarsi da alcuni di essi.

Nel 1S70 trattenutosi in Italia a causa della dolorosa crisi che la Francia attraversava fece acquisto d'una villa sui colli

— 91

Sala 22

ili Torino in posizione amenissima. I,à si faiibricù uno slinlio, vi dispose i suoi ricordi e per una serie di anni divise il suo tempo fra Parigi e la villa di Torino : dopo P 84 fini ])er stabi¬ lirsi definitivamente in villa non facendo più a Parigi die ra¬ pide escursioni. Allora si compiacque anclie a fare il gentiluomo campagnolo ed agli amici che lo visitavano mostrava con or¬ goglio i prodotti eccezionali dei suo orto, della sua vigna, dei suoi campi, della sua stalla, con orgoglio maggiore che non [irovasse per l’arte sual Ma chi era meno entusiasta di questa sua nuova attività poteva vedere che le cure della campagna non lo avevano distratto dalla pittura e trovava nello studio una quantità di quadri d Oriente preparati o finiti che lo ac¬ compagnavano a Parigi od erano regolarmente spediti al Goupil per disperdersi quindi per il mondo.

E nella sua Villa di Cavoretto morì il 15 Dicembre 1899, Era nato a Busseto il 2 Settembre 1826 ed era stato amico del suo grande conterraneo Giuseppe Verdi.

G. Lavini

(1)

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Canal Grande Cenez'ia (studio).

Cà d' oro » »

La Saltile » »

Palazzo Morosini (Porla) » »

Canale S. Travaso » »

Rio Mariti » »

Porla d’ acqua e calle » »

Porla nella Moschea Aninral / - Briissa (Asia Minore)

(i) Il quadro « Acque dolci d' Ajia » che nella prima edi¬ zione del Catalogo figurava in questa Sala al n. t, è stato invece collocato nella Sala precedente al n. 12 a.

Sala 22

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Entrata di nn Kan - Brussa {Asia

Minore) (studio).

Corte dei Leoni - Athambra »

Porta che inette a Ycni Giaini -

Costantinopoti »

Pescembe-bazar Costantinopoli »

Strada nei sobborghi » »

Case rosse » »

Carovana con cantinelli in Persia (al)l)Ozzo) Oasi in un deserto >- j

Un bivacco in Egitto - effetto d’atba »

Interno di uno studio a Barbison - ( Fontainebleau)

Soggetto orientale »

Paesaggio orientale con figure »

Porto orientale con figure Mercato orientale »

Caini ne Ili in riposo (studio).

Porta di Bazar di Zuccaria - Cairo »

Moschea di Toubun » »

Via della Cittadella » »

Porta della Carta- Palazzo ducale Venezia, » Porto di Costantinopoli »

Fontana Yeni Gianii - Costantinopoli »

Casa di Goldoni - Venezia »

Voltone di accesso al canale » »

Mercato di legnami a Costantinopoli »

Canale di Venezia - Effetto d’ alba Porta del Palazzo Malipiero - Venezia » Canale della Guerra » »

— 93

Sala 22

37 Angolo di palazzo sul Canal Grande (stiulio).

Venezia

38 Me reato a Brussa (Asia Minor e \ »

39 Porta Alhauibra [Spagna) >>

40 Porta con custodia della Madonna -

Moncalieri [Piemonte') »

4 I Ponte a S. Maria Formosa - Venezia »

42 Altura di Pera - Costantinopoli »

43 Traghetto del « Buso » - Ve?iezia

44 Palazzo Dario » »

46 Porta del vino - Alìiambra (Spagna) »

46 Canale a San Jìarnaba — Venezia »

47 Finestra del Battistero di S. Marco » »

48 Foìidaco dei Turchi » »

49 Sala d’armi nel Maniero d’ issogne

( Val d’ Aosta) »

60 Palazzo Manzoni - Venezia »

6 1 Effetto di sera a Venezia »

62 Effetto grigio — Venezia in fondo »

63 .S". Giorgio Maggiore — Venezia »

64 Porta del Turbe verde — Brussa [^ Isia

Miìiore). »

56 Mercato presso la Moschea Amarai I.

Brussa »

66 Interno di S. Marco — Venezia »

67 Atrio di S. Marco » »

58 Porla secondaria a Santa Sofia - Costan¬ tinopoli »

6 9 Interno di Moschea — ( A thambra ) »

Sala 22

94 —

60 Moschea del Sultano Amarai I. Fontana

a Brussa (studio).

6 1 II Generali/ o (Alliambra) »

62 Finestra con smalto verde »

63 Porta rossa e fontana - Anatolia »

64 Sottoportico Santi Apostoli — Venezia «

65 Villa Oliare Ili — Cartman — Torino »

66 Prima porta della Sacra di S. Michele

Piemonte »

67 Corridoio conducente alla cucina — Ma¬

niero d’ Issogne {Valle d’ Aosta) »

68 Porta degli Ambasciatori - Alhambra »

69 Bovi bulgari — Costantinopoli »

70 Sierra Nevada — Spagna »

7 1 11 Monte Bianco visto da Courmayeur »

7 2 Castello della fame — Rumeli Rissar —

Costantinopoli »

73 Torre dello Spicos (Spagna) »

74 Fondaco dei cotoni (Costantinopoli) »

76 Palazzo Correr — Canal Grande — Venezia »

7 6 Porta del Corpo dei Rematori del Sultano

— Costantinopoli »

77 Fontana di Eyub — Costantinopoli »

78 Chiosco di S. Gregorio »

79 Porta Yeni Giami — Costantinopoli »

80 Riva del porto di Costantinopoli »

8 1 Porta della Giustizia — Alhambra »

82 Cortile della Moschea Sultano Baiazid —

Costantinopoli »

83 Barca con bandiera turca — Costantinopoli »

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Porta verde — Venezia (studio).

Le « Èciiries de la Reine » Fontaineblean » Prateria sulla riva de! Loing — dlonligny » « Au.v treinbleaux — Foresta di Fon- tainebleau »

Palude a Monti^ny »

Il fiume Loing con battelli — Monligny »

Mofitenegrino a cavallo »

Arabo a cavallo »

Cortile della Moschea Ali Chili li eh — Costantinopoli »

Stada d' Ortacueil — CostanlinopoH »

Porto di Costantmopoli con ire Jìfoschee »

Effetto di notte — Moschea — Costan¬ tinopoli »

Finestra con smalto — Brussa — {Asia iMinore ) »

Antico studio de! Pittore »

Cavallo in riposo »

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Sala 23

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MOSTRA INDIVIDUALE

DI G. PELLIZZA da VOLPEDO (f)

Commissione di scelta e ordinamento: UgoOjetti Leonardo Bistolfi, Angelo Morbelli.

Il 14 giugno 1907, all’alba, Giuseppe Pellizza s’appiccò i;on un fil di ferro, a una scala a pioli poggiata contro la pìccola Inblioteca del suo studio. Aveva trentanove anni. Nella notte s’ era coricato senza spogliarsi, poi s’ era alzato per dar da bere nella stanzetta vicina alle sue due bambine, Maria e Nerina, cliè la moglie gli era morta un mese prima e ogni desiderio di lavoro e ogni speranza di vita gli si erano spenti quando s’ erano spenti quelli occhi. Dal suo letto la madre, una vecchia paesana vigorosa e vigile, 1’ aveva veduto attraversare in punta di piedi la stanza quando suonava 1’ avemaria del giorno. Egli andò all’ armadio che conteneva le vesti della moglie morta, le svolse nella luce ancor pallida, le toccò, le baciò; poi si chiuse nel suo studio e s’ uccise.

Li a Volpedo era anche un cittadino esemplare ed attivo, dal Consiglio comunale alla presidenza della Società operaia, un piccolo agricoltore diligente e moderno che possedeva at¬ torno alla sua casella altre case e qualche campo e qualche vigna e vi si dedicava fin da quando aveva lasciata la scuola tecnica di Casteliiuovo Scrivia, tanto che molti raccontano d’ averlo in gioventù veduto anche vangare allegramente la sua terra, e taTito che ad ogni maggio egli liberava ancora il suo studio dai cavalletti e dai manichini per stendervi in terra le stuoie e i lenzuoli pei bozzoli.

Nel 1S84 era andato a Milano a studiar pittura a Brera, e poi a Bergamo a studiar col Tallone. I ritratti ad olio dei

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Sala 23

suoi genitori granrii al vero, sono 1’ opera sua più potente di questo primo periodo. Dopo aver vinto nel 1S92 col delicato senti¬ mento e la delicata pittura di .'^raminiiie una medaglia d’oro all’esposizione Colombiana di Genova, si recò dal 1893 al 1895 a Firenze per continuare a studiare, anche all’ Accademia. -Ma ogni due o tre mesi tornava a ritemprarsi nella solitudine della campagna, accanto ai suoi vecchi, a sua moglie che ado¬ rava, ai libri che raccoglieva con sete inestinguibile di sapere. Ha scritto di sè stesso quando in un articolo sul Pillore e la soliludine ha scritto che « al vero artista la vita solitaria della campagna è utile invece che nociva poiché lontano dagli ecciia- menh necessarii ai fiacchi mai si rista dal lavoro e dalle ricerche progi edendo così d' un progresso lento ma continuo.

A -Milano nel 1894, a Firenze nel 1895 a Torino nel 1896 espose questo Fienile che fu la sua prima grande vittoria.

In una pubblica lettera a Giovanni Cena egli stesso la commentò con queste parole precise e preziose : « In questo

quadro V invenzione ha parte piu di quel che non si creda, come negli altri miei. Vorrei infatti che si desse più importanza all' in- venzione e alla composizione perché credo eh ■ la decadenza det¬ rai te SI deva in gran pai te alla trascuranza di esse. ... l veristi pei eccessiva paura di dar nel falso credono necessario scegliere un vero tutto d' un pezzo, né osano modificarne gli elementi aggiungendo od eliminando, componendo diversi veri osservali a parte e riuniti armonicamente. Ma questo è il principale e più nobile compito dell' artista... >>

-Allora era g.à da qualche anno sotto 1’ incanto del gran Segantini ; e al divisionismo lo venne poi fino alla fine consi¬ gliando e confortando contro tutti, contro lo stesso Segantini, il più tenace e meticoloso dei « puntinisti >> italiani. Angelo Morbelli. Nel tormento di quella tecnica il Pellizza s’accaniva con fierezza d’apostolo. F: certo in molte parti dei suoi quadri migliori, specialmente nelle parti in ombra, egli coi colori di¬ visi riesci a trasparenze che pochi altri dei suoi correligionarii, in Italia e fuori dove già, quando egli cominciava, quella moda finiva, raggiunsero mai.

Ma se in quadri come la Processione, il Morticino, il Gi-

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Sala 23

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rotoìido. Lo specchio della vita e come questo Sole che all' e- sposizione di Milano nel 1906 fece tanta luce fra quella nuvo¬ laglia, la prima ispirazione s'è attraverso al trito pennelleggiare mantenuta intatta in tutta la sua profonda poesia, il prodigio è dovuto soltanto all’ inesauribile energia sentimentale dell’ar¬ tista che nessun lavorìo e nessun ostacolo riescivano a fiaccare. La tecnica tediosa lo gelò solo nel Quarto Stato al quale lavorò e pensò per dodici anni e del quale pure esponiamo qui un bozzetto a mostrare 1’ ardente vivacità della prima idea che ne ebbe.

Del resto la maggior parte delle opere raccolte qui non sono mai state esposte. Alcune, come la Neve, come il Tra¬ monto sulle colline di Volpedo, come il trittico L' amore nella vita, come la Statua a Villa dov’è vivissimo il ricordo

del Fontanesi che fu sempre il suo idolo nascosto, egli stesso le destinava all’ esposizione di Venezia del 1907, che anche le cornici e le casse aveva pronte. Altre, più immediate, egli forse itoli avrebbe esposte mai, perchè in un tempo in cui i più giovani e i più ignoti osano occupare nelle pubbliche mostre pareti e pareti con bozzetti e improvvisazioni, Giuseppe Pellizza aveva del pubblico un rispetto che rasentava la timidezza.

È memorabile fra queste opere minori e sincerissime, lo studio Montagne dell'alta Engadina che indica già una tecnica più libera e ch’egli dipinse nel 1906 quando si recò in pel¬ legrinaggio ai luoghi abitati ed amati dal Segantini e prima di tutto a Savognino nei Grigioni dove pose una lapide sulla casa già abitata dal suo maestro.

Nel trittico L' amore nella vita volle riassumere tutta la storia della sua vita, di quella che avrebbe potuto essere la sua vita: la storia di due amanti, prima giovani e abbracciati, in cammino verso la felicità tra siepi verdi su prati fioriti in un nimbo di luce, infine vecchi, in una sera d’autunno, Tuomo chino .sopra un magro fuoco presso una gora, mentre la donna amo¬ rosa e materna strappa per quel fuoco qualche frasca da una siepe nuda.

Ma la sua donna e un suo bambino gli morirono d’un tratto, e per troppo amor di loro egli stesso volle morire, e il dipinto restò la storia d’ un sogno vano . . . Ugo Ojetti

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Z,’ amore nella vita (trittico).

La ìieve.

Paesaggio invernale.

Quarto stato (primo bozzetto).

Prato fiorito.

Tramonto dalle colline di Volpedo,

Aprile nei prati di Polpedo.

I due pastori.

La statua a Villa Borghese.

La Monta di Bogino.

Via del mulino a Volpedo.

Montagne dell’ alta Engadina.

II carro di Pitone (bozzettoj.

Al molinetto.

« La Clemcntma ».

Paesaggio presso Volpedo.

Vecchio mulino a Volpedo.

Passeggiata amorosa.

Nubi di sera sul Curane (presso Volpedo).

Il sole (appartiene alla Galleria Nazionale eli Arte Moderna di Roma).

Fioì c reciso.

.Sul fienile (app. al co. Gajoli Boidi).

Ritratto del Notaio cav. G. facilino di Ales¬ sandria (app. all’ Avvocato C. Jachino).

Ritratto di una signora di Mombisaggio. Speranze deluse (app. all’ Ing. Ignazio Grùn di Locate).

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2-t. — MOSTRA INDIVIDUALE DI FKAN( ESCO JERACE

Le pareti di questa Sala sono ornate, a sommo, dallo studio per il fregio decorativo dell’Aula parlamentare di Giulio Aristide Sartorio. Il fregio rappresenta la .Storia ideale del popolo italiano.

Francesco Jerace* scultore di alto valore, nacque a Po- listena nel 1853 ; vive a Napoli, l'ece i primi studi sotto l’avo materno Francesco Morani, poi entiò nel R. Istituto di Belle Arti a Napoli. Già nel 1S78, all’ Esposizione univ'crsale di Pa¬ rigi, si segnalava col gruppo n Èva e Lucifeì o y>. A Torino, nel 1880, furono ammirati e premiati « Vida» e « Germanicus ». Ricordiamo ancora di volo : la statua del Vigliena, 1’ eroico prete calabrese ; la scala monumentale del Palazzo del Prin¬ cipe di Sirignano ; le decorazioni per la Villa Fiorita dei Meuricoffre ; il monumento al fdosofo F'iorentino, eretto a Ca¬ tanzaro ; il Beethoven esposto a Venezia nel 1895 e destinato al Conservatorio musicale di Napoli; il monumento a Gaetano Donizzetti a Bergamo, con la bella rappresentazione simbolica della Melodia. Opere di Francesco Jerace sono la statua di Vittorio Emanuele, una delle otto figure storiche che ornano la facciata del Palazzo Reale di Napoli ; la statua di Federico li. che ornerà il frontone del nuovo Palazzo Universitario in quella Città. Egli sta ora eseguendo uno dei grandi gruppi del Monumento a Vittorio Emanuele in Roma « L' Azione », dove sono rappresentate plasticamente tutte le energie com battive che contribuirono al risorgimento della patria.

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P'rancesco Jeracc possiede veramciilc 1' esiiheiaiiza meri¬ dionale. E un artista rapido, immaginoso, che passa con faci¬ lità da un genere all' altro. Egli congiunge due virtù che parrebbero escludersi, perchè ha il senso delle grandi linee, delle mosse agitate e drammatiche, e insieme quello della dolcezza e della morhidità. Se i suoi ritratti d’ uomo sono di una rara evidenza robusta (tutti rammentano il busto di Francesco Crispi, in cui rivive lo si)irito fiero e pensoso dell’ eminente statista), «pielli di donna hanno una grazia incantevolj di modellato e di espressione. Certe sue teste femminili schiuflono le labbra a <]uel senso gioioso e luminoso della vita, per cui il poeta chiamò « riso >> la bocca.

A. F.

1 Federico II (fraiiimeiilo, ge.sstj dfl l''roiitone

per la Nuova Università di Najiolij.

2 « Monlevcr^inc » (niarnio).

3 Malandrina „

4 Figlinoli Friedlànder „

6 Idillio (Fontana nianno e bronzo).

6 L’ Eroe del Foriino Viglicna (.In Ionio Toscano)

(gesso).

7 .S' E. il cav. Gaspare Finali (marmo).

8 L’ Angelo della carilà {Momuncnlo per onorare

la memoria di Gioacchino Principe di Stigliano Colonna (marmo).

9 Salirello (bronzo portalampade).

10 II cav. Amedeo Berner (marmo).

11 Testa (bronzo)

12 Giovanni Nicolera (terracotta).

1 3 Chrystus „

1 4 Terracotta.

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DIPINTI E DISEGNI

1 6 Sigilg/iaida (dipinto).

17 Ritratto del maestro G. Mariucci (disegno).

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Carbonella

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Visione

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Testa muliebre

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Studio di testa (disegno) (proprietà

privata)

- SALA INTER REGIONALE

Coniniissione ordinatrice; Antonio Dal Zotto Vincenzo De Stefani, Pietro Fragiacomo, Luigi Nono.

PITTURE

Bazzaro l.eonardo (Lombardia)

1 Alt" aria aperta.

2 Uu angolo di Chioggia vecchia.

Bezzi Bartolomeo (Venkto)

3 Serenità.

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Chiesa Pietro (Lombardia)

rifa infantile (trittico).

a) Verso la foresta.

b) La casa delle streghe.

c) Il ritorno.

Ciardi Beppe (Vknkto)

Nuvole bianche.

Risveglio di primavera .

Costantini Battista (V'enkto)

Poesia della sera.

Sant’ Andrea di Serravalle {littorio Veneto).

Longoni Ealdassare (Lombardia)

Crepuscolo.

Mazzetti Eino (Veneto)

Mesti rintocchi.

Tempo grigio.

Mentessi Pietro (Lombardia)

Ramingo ( tempera ).

Mi) esi Alessandro (Ve;neto)

Gli scaricatori del sale (dittico).

Rizzi Antonio (Lombardia)

Ritratto.

Ve spero.

Selvatico Luigi (Veneto)

Venezia coìi la yieve.

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SCULTTRE

Nono Urbano (Veneto)

1 7 David (gesso bronzato),

1 8 Discobolo (bronzo).

2(>. — MOSTRA INDIMDUALE

Dt GUGLIELMO CIARDI

Non è possibile pensare all’arte veneziana dell' ultimo mezzo secolo senza che il nome di iìuglìeitno Ciardi soccorra subito in menle. Ai vari atteggiamenti, a’ differenti aspetti, alle ripetute manifestazioni, alle soste, alle compiiste, alle glorie ilell’ arte delle lagune quel nome è associato indissolubilmente. K tale indissolubilità proviene da un fatto molto semplice : che mentre vi sono artisti i quali conquistano notorietà .soltanto od in modo speciale tra il popolo, come altri raccomandano la pio])ria fama alle sole classi intellettuali, il CiaiTii è ugualmente caro a tutti : agli u.nili che all’ arte non chiedono se non un godimento visivo momentaneo, ed agli spiriti eletti i quali sanno penetrar dentro 1’ opera ofl'erta a' loro .sguardi. Non vi è quadro, si può dire, di (fuglielmo Ciardi ove non sia qual¬ cosa all’ interno olt’e che al di fuori, ove il colore morbido e nutrito non assuma all’esterno della tela aspetti assai piacevoli l)er armoina di tinte e per rapporto di toid, ed in pari tempo ove uno spirito d’ osservatore sereno non pervada, non passi altiaverso il tessuto della tela sle.s.-a.

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Sala 26

Gli è die i suoi quadri offrono sempre assai più della ri¬ produzione d’ una distesa d'acque o d' una campagna tutta verde; gli è che delle cose egli sa ricercare 1' anima che le vivifica, che le fa muovere e lo fa parlare a' nostri sensi. Chi davanti ad una laguna o ad un rio ciardiano non s’ c sentito allargare i polmoni, non ha creduto di respirar più libero sti¬ molato dall' odore caratteristico formato di salso, di jicce, di alghe delle accpie veneziane ? Chi non ha avuto 1' illusione del caldo del sole e del fremito delle spighe mature guardando Messidoro, e non ha allargato le narici per fiutare il buon profumo de’ campi falciati guardando Raccolta del fieno ? Chi s’è sottratto ad un senso d'invidia percorrendo con l'occhio le asperità di // Civetta e di Alpi dolomitiche o A\ Val di Primiero pensando al¬ l'intenso godimento che il pittore faceva intravedere una volta conquistate le pure vette? E la dolce poesia dell’ora e dell in- timità in Sera (Sckilpario) allorché tenui pennacchi azzurri s'innalzano dai camini degli sparsi casolari ; e 1’ irrequietudine nervosa a citisi soggiace osservando Temporale in laguna, coma avviene in realtà nell’ imminenza di una burrasca ; e il sorriso che spiana il volto, e il senso di benessere che (tare discenda giù giù a consolare davanti a Placido fiume, a Riposo, ad Ore serene, a Mattino azzm ro, a Plenilunio, a dieci e dieci altre opere di questo meraviglioso evocatore di serenità, di poesia, di bellezza ?

Quando si parla di un artista usasi dividere la sua produ¬ zione in tanti periodi ognuno dei quali dovrebbe corrispondere ad una maniera diversa, anche se vi sia invece la più salda unità e la continuità più invariabile. Guglielmo Ciardi rappre¬ senta un’eccezione: tutta l’arte sua appartiene infatti aliasela « maniera simpatica ». È una maniera che, attraverso brevi pe¬ riodi di sosta, di apparente stanchezza susseguiti da giovanili rinnovamenti, dura ormai da oltre quarant’ anni.

Perchè Guglielmo Ciaidi, il poeta delle lagune e dei campi, resaltatore di Venezia nelle sue glorie di cielo, di luce, di co¬ lori, di potenza e di ricchezza antiche ha ormai oltrepassati i tredici lustri essendo nato nella città fascinatrice nel settembre 1S42. Come s’ iniziò all’ arte ? In modo semplicissimo. Assolti

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gli studi classici entrò nell’ Accademia veneziana per queirin- clinazione abbastanza naturale ne’ giovani di far quadri anziché sudar dietro al piccioletto impiego. Ebbe a maestro di pittura un dimenticato, il prof. Bresolin, buon uomo ma vecchio d'anni e d’idee. 11 Ciardi apprese tutto ciò die il maestro sapeva; ma pur possedendo qualche abilità tecnica non sentivasi ancora artista. La sua niente s’ aperse più tardi, a Firenze, nel cena¬ colo del « Cafié Michelangelo» dove pontificava il Signorini, e in seguito a Roma, a Napoli vivendo in comunione di parole e di spirito con Giovanni Costa, col Morelli, col Palizzi, con altri ed altri, studiando i paesisti d’ogni età, sorprendendo i segreti di tavolozze gloriose, abituandosi a vedere, a pensare, ad ascoltar il misterioso linguaggio delle cose. Viaggiò anche all’ estero, in Francia, in Germania, ma per tornare indietro più innamo¬ rato di prima della sirena lagunare. I suoi primi quadri degni di tal nome il Ciardi li espose a Firenze; e furono essi che fecero dire al Costa essere il giovane veneziano un innovatore. Certo, se innovazione significa semplicità, sincerità, bellezza : una genialità di sintesi, molta forza coloristica, una grande in¬ tensità di espressione. E tutte queste virtù sapientemente equi¬ librate Guglielmo Ciardi possiede ancora, a 67 anni. L’equili¬ brio che è nell’ arte sua è nella sua vita. Sano, forte, sereno, egli lavora anche adesso con l’ardore del giovane, ogni giorno, senza tregue, senza bisogno di riposi perchè la sua esistenza non conosce nè scoramenti nè tempeste. Così il Maestro di- pin.se quadri per tutti. Quanti ? Non lo sa neppur lui. Ve ne sono in quasi ogni galleria pubblica e privata, da Glasgow a Roma, da Francoforte a Trieste, da Londra a Palermo, da Barcellona a Berlino, e nelle reggie, e nelle ville de’ buongu¬ stai. Parecchi hanno per soggetto 1’ alta montagna, o le mor¬ bide rive del Sile, ma nella maggioranza riproducono qualche aspetto di Venezia o delle campagne più prossime alla città; un momento curioso di luce, un effetto fugace di nubi, un’ora di serenità lagunare, un canale pittoresco, una fondamenta so¬ leggiata, un gruppo dì barche pescherecce. È un inno in mille strofe che Guglielmo Ciardi canta cotidianamcnte alla sua città. Il suo nome è poiiolarc dovunque perchè le sue tele figurarono

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Sala 26

in tutte le esposizioni nostrane e straniere; ma è specialmente in queste Internazionali eh’ egli comparve sempre con opere poderose.

Per questa sua mostra collettiva il grande paesista lagunare chiese invano a prestito a governi ed a privati talune di quelle tele che più lontano condussero il suo nome. In compenso egli può mostrarsi quale fu e quale è nei momenti di comunione spirituale con la natura, come a dire un Ciardi intimo, in veste da camera. Ecco infatti una notevole raccolta di sfu:li diretti, taluni dei quali destinati a diventar più tardi dei quadri. Egli li ama assai : pagine secrete e care della sua vita d'artista. Ad essi non stima superiori se non due altre opere nate e cre¬ sciute via via nel suo ampio studio; i suoi figliuoli Beppe ed Emma, nobilissimi artisti destinati a prolungar nel futuro le glorie dell'arte paterna.

.\ttii.io Ckntf.i.li

1 Mattiìio d’ estate {Catnpagìia trevigiana).

2 Lago di Nemi (app. a G. B. Costantini).

3 Barche da pesca a Chioggia.

4 Case a Capri.

6 Pastorale.

6 Le pallidi di Licola (Napoli).

7 II Tevere ad Acquacetosa.

8 Studio per « Fieiiatura ».

9 v. A Chioggia ».

I O Vallata del Piave.

II ha Chiesa del Redentore.

12 Bozzetto per un’ Aratura y>.

13 In vai di Scalve.

1 4 Canal Grande.

1 6 La strada allagata.

Sala 26 — loS —

1 6 Casolare.

17 11 ììiiilhio.

18 Messidoro (app. alla Galleria di Roma).

19 I inolili del Coinelico.

20 Case di pescatori alla Ciiidecca.

2 1 Sera dopo la pioggia.

22 A Norimberga .

23 FHccolo stagno.

24 11 Piave nell' alto Cornei ico.

25 II ruscello.

26 11 Cisinon.

27 In laguna.

28 Villaggio nella Cariti zi a.

29 Verso Venezia.

30 Mattino grigio.

3 1 Pomeriggio estivo.

32 Le reti al sole.

33 Nubi d' argento.

34 La vela bianca.

36 Mattino in Corinzia.

• 36 Acquitrini .

37 II Cor devote.

38 La Città del sogno.

39 La porta sul canale.

40 Le pale di S.. Martino.

41 Le brume della sera.

42 II lago di Weissenfels.

43 .S. Giorgio.

44 Studio per « Mattino alpestre ».

46 Pianura trevigiana.

10$ —

Sala 26

4 6 In porto.

47 Le vele al vento.

48 Mattino di settembre.

49 II torrente.

50 La calma.

6 1 II canale verde.

52 Studio per « Ottobre d' oro ».

63 Sole d' autunno.

54 Tetto d' a>-gento.

65 Paludi del Sile.

66 Boschetto.

57 Canale della Giudecca.

Cortine e cuscini in cuoio della Ditta M. Norsa di N'enezia

Ti. — SALA DEL VENETO

Commissione ordinatrice : Antonio Dal Zotto, Vincenzo De Stefani, Pietro P'ragiacomo, Luigi Nono.

PITTURE

Bezzi Bartolomeo

1 Poesia invernale.

Chitarin Trajano

2 Aulunno.

3 II giorno declina.

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Ciardi Emma

4 11 giardino dell’ amore.

5 Rondini e farfalle.

De Blaas Eugenio

Rilratto della signora Lebreton Antonini. Ritrailo del Senatore co. Nicola Papadopoli Aldobrandini.

De Stefani Vincenzo

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Ritratto della Signora K. Disegnatrice.

Fragiacomo Pietro 1 0 Giornata burrascosa.

1 ì Accanto alla via maestra - [Paese).

Laurenti Cesare

12 Dominio (tempera).

Nono Luigi

13 Prima pioggia (tempera).

1 4 Nozze d’ oro. »

Scattola Ferruccio 1 6 Sagra di S. Giovanni.

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Selvatico Lino

Ritratto della contessa Annitia Morosmi. Ritratto del sig. Gtiido Malagola.

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Selvatico Luigi I 8 Venezia al sole.

Zanetti Zilla Vettore

1 9 Velieri.

20 Santa Fosca.

SCULTURK

Marsili Emilio

21 Giro di rondini (busto in bronzo).

22 Bocciato (bronzo).

28. — MOSTRA INDIVIDUALE

DI MAKTUS Plf TUR

(Mario de Maria)

Nel 1886, un piccolo gruppo di artisti romani o che a Roma vivevano, pensarono di unire le loro opere in una mostra pri¬ vata, quasi a protestare contro l’arte mercantile e spagnoleg- giante che trionfava nelle esposizioni ufficiali della Promotrice. Quelli artisti erano solitarii studiosi, diversissimi di tendenze e di ricerche, ma tutti egualmente sinceri ed egualmente de¬ cisi a percorrere una via diversa da quella che i loro contem¬ poranei percorrevano coìi fortuna e coti applauso. Chi scrive ricorda ancora i sani entusiasmi di quelli artisti quando riti-

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iiendosi la sera in una saletta appartata del Caffè Greco di Roma, si narravano le impressioni dei giorno e i paesi che avevano visitato e i varii toni che avevano intravveduto nei luoghi più reconditi della campagna romana. Perchè per quelli artisti il paese era sopra tutto una visione di valori e di toni e mentre gli acquarellisti e i pittori detti continari alteravano tutte le tinte nelle gamme dilettevoli delle lacche e dei cromi, essi cercavano di ricondurre la pittura ad una più esatta espres¬ sione della verità e facevano - con ideali diversi e con ricerche più moderne - quello che venti anni prima in un medesimo impeto di ribellione avevano fatto i macchiaioli fiorentini.

h'ra i più entusiasti e i più tenaci al lavoro era - nel pic¬ colo gruppo - Mario De Maria, bolognese. Della sua arte pochi conoscevano qualcosa ; nella mostra internazionale del- r 83 aveva esposto una scena notturna di barcaioli che non si era fatta notare per nessuna qualità eccezionale. Si sapeva che era amico del suo concittadino Luigi Serra - il quale anzi lo aveva presentato ad alcuni del gruppo - e che viveva in grande intimità con Vicenzo Cabianca il glorioso artista vicentino il <iuale aveva lo studio accanto a lui in quel palazzone di Via Margutta che ha raccolto e continua a raccogliere tutte le ge¬ nerazioni di pittori romani - si sapeva anche che lavorava te¬ nacemente senza che nessuno potesse dire quale fosse questo suo lavoro. Nelle conversazioni d'arte - Mario de Maria è stato sempre il più ammirevole dei conversatori - esaltava i francesi del '30 che aveva studiato a Parigi dove era vissuto lungamente e agli idoli elfimeri dei suoi giorni contrapponeva il Delacroi.x e il Decamps, venerando quasi nume stipi emo della pittura il Rembrandt che egli considerava come il più grande di tutti.

Il giorno in cui si aprì a! pubblico la piccola mostra oella quale ho parlato in principio, Mario de Maria era dunque uno sconosciuto; uno sconosciuto al pubblico e alla maggior parte dei compagni d’ arte. La sera di quel giorno era un grandis¬ simo artista e intorno al suo nome si combattevano polemiche violente, mentre i suoi quadri di una tecnica così nuova e così profonda, suscitavano una rivoluzione fra gli artisti romani, abituati oramai da lunghi anni alle graziette leziose delle can-

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liniere civettanti con i moschettieri e ai merletti fiorili sulle porpore dei cardinali settecenteschi.

Bisogna aggiungere che i quadri del De Maria uscivano da tutte le regole seguite fino allora dai timidi pittori di Roma : erano scene notturne di una lras])arenza madreperlacea; erano visioni lunari che sembravano uscite dalla fantasia di un Edgardo Poe più squisitamente raffinato: erano crepuscoli d’oro che davano la nostalgia d'altri tempi e d’altri cieli. Ma sopra tutto, quello che colpiva in quelle tele prodotte da una fantasia esuberante, era la sensazione della verità, una sensa¬ zione indefinibile che dava una apparenza reale alle più vaghe immagini della mente. Fin da quella pi ima mostra, Mario de Maria apparve quello che veramente è : un poeta del colore.

Del resto egli era giunto a questa raffinatezza del senso estetico a traverso una lunga serie di generazioni d’arlisli. Nato a Bologna nel 1853, da una famiglia di scultori e di musicisti, egli aveva trovato nei suoi un secolo di tradiziotii d'arte. Di qui la squisitezza acutissima di tutte le sue facoltà estetiche e la facilità di penetrare e di far sue le più variate manifestazioni in lutti i campi dell'arte. Questa aristocrazia del pensiero e questa raffinatezza dei gusti ha giovato a tener lontano il De Maria da tutte le volgarità e da tutte le ciarlatanerie, con un temperamento come il suo, egli c stalo sempre un po’ sdegnoso e ha « creato con gioia » per il piacere di produrre un'opera d’arte e senza preoccupazioni di gloriola artificiale o di facile guadagno. Dopo il trionfo del 1SS6, un artista che avesse avuto minore entusiasmo e minore carattere del De Maria si sarebbe accontentalo della fama conquistata e avrebbe pensato a crearsi quella che si chiama una « situa¬ zione ufficiale » Egli invece rimase in disparte e continuò a lavorare secondo un suo ideale, cercando di perfezionare con¬ tinuamente quella sua tecnica robusta e cosi sdegnoso del facile applauso che ili quelli anni di sentimentalismo romantico non esitò a intitolare i suoi quadri con titoli tecnici che eccitarono il facile umorismo dei gazzettieri d’allora. La piccola mostra di Via S. Nicola da Tolentino essendosi trasformata in una società battagliera col titolo significativo d’ In arte libcitas,

Sala 28

114 -

Mario de Maria espose il secondo anno otto quadri intitolati cosi : Due grigi in una scola di gialli : un giallo sporco in una scola di azzurri ; grigi e verdi illuminali di notte ; toni caldi e toni freddi ecc. ecc. Ancora una volta egli aveva voluto dimostrare che la pittura è sopra tutto la soluzione di un problema di colore e che tutte le fantasmagorie filosofiche e ra¬ gionatrici, non sono che sovrapposizioni intellettuali, estranee all’essenza stessa di un’opera d’Arte.

Questa seconda esposizione fu un secondo trionfo ; ma non curante di questo come del primo egli abbandonò 1’ In ai te libertas nella quale cominciava a sentirsi troppo a disagio e ricominciò a viaggiare. Fu a Terracina, dove trasse dalla poesia selvaggia di quelle terre desolate, robustissime ispira¬ zioni d’ arte ; visitò minutamente la Germania, ritornò a Parigi e a Londra. Poi un giorno gli amici seppero che Mario de Maria aveva deciso di stabilirsi a Venezia : si era nel 1892 ; da allora non è più ritornato a Roma.

Ma a V’enezia egli ha continuato ad essere 1' artista vigo¬ roso, e sprezzante d’ ogni inutile popolarità, che gli amici avevano imparato a conoscere fin dal suo sorgere. Quasi a voler manifestare il continuo bisogno di rinnovarsi nel 1S94 — alla Triennale di Milano — espose con quello pseudonimo di Marius Pictor che non ha più abbandonato.

La perfezione tecnica che egli ha oramai raggiunto e che nessuno dei suoi molti imitatori è riuscito ad avvicinare, si è venuta completando in questi ultimi anni con una più ro¬ busta visione pittorica. Egli non è soltanto il pittore lunare che tutti conoscevano egli è il pittore della luce sia questa il pallido riflesso di un cielo notturno, o l’incendio veemente di un crepuscolo veneziano ; sia il riverbero di un mezzo¬ giorno estivo, o il luccichio livido di un’ alba invernale. Sotto il suo pennello i toni acqui.stano una straordinaria violenza ; si direbbe che egli riesca a infondere nelle sue tele una luce propria si che esse vivano per loro propria virtù e questa vita è così intensa che giustifica la definizione di un critico il quale ebbe a dire un giorno che il De Maria drammatizzava la natura.

— II5 —

Sala 28

Questo aspetto della sua arte deriva sopra tutto da quel- r inesauribile entusiasmo, nel quale egli trova la forza di un continuo rinnovamento. Ultimo discendente di una razza di ar¬ tisti, si direbbe che egli sia lo spirito rappresentativo della nostra epoca irrequieta e profonda, fantastica e musicale. Vi è in lui qualcosa di Edgardo Poe e di Riccardo Wagner, che fondendosi in un temperamento pittorico hanno prodotto una natura squisitamente sensitiva e audacemente ribelle. In una parola Mario de Maria è oggi il pittore più completo che pos¬ segga r Italia e la raccolta delle sue opere in una mostra come questa di X’enezia, onora in egual modo l'arte e l’artista.

Diego Angeli

1 “ Niidentur mintae ,, {Fa7i tasta orientale nel

Fondaco dei turchi a Venezia).

2 II pomeriggio d’ un panno (sinfonia).

3 II tneriggio d’ uti fanno »

4 La luna sulle tavole d’ una osteria ai Prati di

Castello (Roma).

6 Un porcile a Terra ci na.

6 Consolatrice degli afflitti.

7 L’ ospedale degli infetti.

8 La piazza di Borea (Cadore).

8 a » » (schizzo).

9 Una strada di Snbiaco.

10 La sentinella della morte.

1 1 Idillio al chiaro di luna.

1 2 Sottoportico della Guerra.

1 3 Effetto lunare.

1 4 L‘ arco di pescheria.

1 6 II uomo che scrive (app. alla famiglia Vorgt).

Sala 28

— 1 1 6 —

1 6 Uìi ' ombra di lima.

1 7 In campo Santa Maria Mater Domini.

1 8 Ruine del tempio di Apollo a Terracina.

Questi tre ultimi quadri appartengono alla Nob. signora Marsaglia Roverizio.

1 9 Casa incantata (app. alla signora Rosa Pisani

di Firenze).

20 La fabbrica degli scheletri (app. al .Sig Marco Luigi Pisani di Firenze).

2 1 Chiaro di luna a Roma.

22 “Angelus domini,, (ventaglio appartenente al

Prof. Giuseppe Adamo di Roma).

23 Sera tranquilla - La peste a Roma (app. al

D.r von Dietel di Dresda).

24 11 pollaio (app. al Sig. Anton von Woworsky

di Berlino).

25 Chiaro di luna a Venezia (app. al Principe

Oettingen von Wallerstein di Monaco).

26 La danza delle ore (app. al .Sig. Jacob Beyer

di Wesel).

27 JMura cancrenate ^app. al Sig. Della Torre di

Milano).

28 «Pai'va domus magna qnies'» (app. al Sig. De¬

mitro Komiakoff).

29 Un chiaro di luna a Brema.

30 Una esercitazione dal vero.

32 Paesaggio napoletano.

33 La villa di Nerone a Subiaco.

34 Un androne a Terracina.

1 17

Sala 28

ALTRI ARTISTI

Donati Carlo

36 Ritratto cletl' amico X. X.

36 Tritogia det Xatate.

Majani Augusto

37 Vegtia estiva.

Miti-Zanetti Giuseppe

38 L' autumio i» vatte detta pace.

39 La sorgeìite.

Previati Gaetano

40 Paoto e Francesca.

Sezanne Augusto 4 1 La buona parata.

SCULTURE

Romagnoli Giuseppe

42 Testa di bimbo (marmo).

43 Maria Rosa »

Sala 29

118 —

29. - «ANGOLI RECONDITI d’ITALIA»

DI GIROLAMO CAIRATI

Le sovrapporle di questa Sala sono state dipinte ad aftre- sco dalla signora Ida Amman-Cairati, moglie del- r espositore. Esse rappresentano la Lupa di Roma e il Leone di Venezia e intendono di significare che l'arti¬ sta, benché viva lontano dalla patria, ne conserva sempre nell’ animo la religione, riassunta nelle due immagini di Roma, capo della stirpe nostra, e di Ve¬ nezia la città ospitale che accoglie 1’ arte di tutto il mondo.

Girolamo Caìrati è uno spirito colto e meditativo, che ricerca sempre 1’ anima secreta delle cose.

Nacque a Trieste il 23 Marzo 1860, ma visse fino al 1S94 a Milano, città tiatale di suo padre. A Milano si laureò ar¬ chitetto in quel Politecnico e si diede subito dopo alla pittura, sotto la guida geniale di Luigi Conconi. Dal 1894 dimora a Monaco di Baviera e vi rappresenta e tutela degnamente l'Arte nazionale.

Prima coltivò la figura, poi esclusivamente il paese, inspi¬ randosi alla terra italiana, eh’ egli percorre ogni anno amoro- .samente, studiando e dipingendo. Il Cairati predilige i piccoli centri, lontani dalle grandi vie di comunicazione, le città del silenzio e della poesia assopita, le scene calme ed austere di natura che contraddistinguono tante regioni del nostro Paese. E in armonia con queste disposizioni d’ animo, la sua tavo¬ lozza cerca le ore e le stagioni più dolci, il mattino argenteo e il declinare del giorno, le bionde tinte autunnali e i freschi accordi della primavera....

II9 —

Sala 29

opere sue sono nella Galleria Nazionale di Roma (Filali (li platani a Favennal, nella Galleria inlernazionale di Vene¬ zia (Piatte siti Garda;, nella Nuova Pinacoteca di Monaco (Mattino in Fai Cnviaì, nella Galleria della Città di Mann- heini (Il Ca-, oliere P’eroJ. Altre appartengono a cospicue Gal¬ lerie private di Londra, di Parigi, di New York, di Franco¬ forte. di Dresda, di Vienna, di Eresiali, di Monaco; e dovunque esse evocano il paesaggio italiano e la storia italiana.

La collezione che Gerolamo Cairati espone in (|uesta Sala varrà a riassumere limpidamente i propositi dell' artista, le sue ricerche. I« fonti della sua inspirazione. .-Mtri glorifica le bellezze famose della Patria ; egli ne coglie e rende le bellezze riposte e discrete, con un sentimenio che sa quasi di religio¬ sità civile.

La sua tecnica prediletta è il pastello. Dopo lunghi studi e jirove pazienti, il Cairati riuscì a portarlo a tal grado di solidità, di resistenza, di adesione, da poter gareggiare con ogni altra tecnica pittorica, jjur conservando le doti simpatiche di tenuità vaporo-ia che sono proprie del pastello.

A. F.

1

Xovcììibrc in Val di so^no (

pastello fissato).

2

Rovine sul Lago di Nemi

»

»

3

Autunno nella cani pugna lom¬

barda

»

»

4

In Val d’ lima

»

>;

6

Lo stagno dei cipressi nella

Villa Falconieri

»

»

6

Verso sera nella Vil’a Falco¬

nieri

»

»

7

/ Volse i da Ninfa

»

8

I^e rive del Ninfeo

»

»

9

Il cipresso solitario

»

»

10

Sulla strada gardcnsc

»

Sala

29

120

1 1 Sera nella campagna roma¬ gnola (pastello fissato).

1 2 lìfattino Sili Lago di Carda »

1 3 La Marecchia a Rimini » »

1 4 Pomeriggio a Conegliano n

1 6 iVarzo > ^

16 S". Vigilio » »

17 II Lago d' Albano » »

18 II Foglia a Pesaro e i IMuraglioni degli Orli

Giuli (pastello fissato'.

19 II canale di Classe nella Pi¬

neta di Ravenna » «

20 Ninfa

21 Tramonto umbro (Assisi) » »

22 II Castello di Cortona » »

23 Tramonto a Vittorio >,

2ik Cortile a Vittorio >' »

26 .S’. Gemignano (pittura ad olio).

26 Montefalco » »

27 Sera sul Lago d' Albano » »

28 A S. Domenico di Fiesole » ./

29 Mattino rugiadoso a Marino (pastello fissato)

30 Autunno sul Garda •/

I2I

Sala 30

80. - « ARMONIE FIORENTINE »

DI FKAiNCESI () OlOLI

Fra ncesco Gioii dipinge da quarant'aniii. Il suo Carlo li- manuele di Savoia che scaccia V ambascialo) e di Spagna, con¬ dotto sotto la severa e arida scuola del Pollastrini, è del 1868. All’Accademia di Firenze tra il 1S65 e il 1866 erano stati suoi condiscepoli il Ferroni, il Cannicci, il Vinca, il Sorbi, il Gai- lori, il Boldini che, allora, aspettando le parigine e le ame¬ ricane, dipingeva una Resurì ezione di Gesù Cìisto... Ma dal¬ l'Accademia sciamarono via prestissimo tutti, in cerca di libertà la libertà era di moda, e non solo in arte. Chi conosce a Fi¬ renze i piccoli Boldini delle collezioni Banti e Carnielo, sa che queir indiavolato ferrarese fu tra i primi a raggiungerla : il suo ritrattino di Beppe .“Abbati è d’ima sincerità taiuo vigorosa che oggi, al confronto, anche il suo ritratto di Whistler e del- r Infanta Fulalia sembrano giuochi di un virtuoso.

F'rancesco Gioii fu più lento a ritrovar sé stesso. I teloni storici li abbandonò subito per esercitare la sua piacevole ar¬ guzia di narratore prettamente toscano in qu.idretti aneddotici come II Goldoni che 1 iceve l’ Alfieri a Ve) soilles o II Goldoni che va a t) ovaì e il Rousseau.

.Ma già a ventitré anni egli mostrava d’essersi messo sulla buona via quando esponeva a Parma alla grande esposizione « italiana » del 1870 Y Angelus e una giuria difficile e moder¬ nissima in cui erano il Signorini e il Banti e il Cecioni glielo premiava. La sera del 20 settembre egli cogli altri espositori li a Parma partecipava a un banebetto presieduto dal DalI'tJn- garo quando giunse il telegramma della presa di Roma.

Fra l’ultimo dei grandi avvenimenti nazionali, e ancora ogni fede diventata presto fanatismo. Nel 1S71 Francesco Gioii

Sala 30

122

interamente convertito al verismo, esponeva a Milano un quadro chiaro e vivace Alla Messa, dove in chiesa tre ragazze ingi¬ nocchiate intorno alla stessa sedia parlano sommesse, e d'una vecchia appoggiata a un’altra sedia non si vede che una mano, e una figura in piedi è tagliata sotto la testa : audacie non nuove che parvero novissime e audacissime. La nascila del¬ l'agnello nel 1872, Un incontro in Maremma nel 1874, IL Manie di Pietà, esposto a Napoli nel 1877, Passa il Viatico, del 1879, lo Spaccapietre, mandato a Roma nel 1S83 furono le opere più tipiche di quel periodo. Un iìicontro iti Marenmia, Passa il Via¬ tico ormai dopo trent’anni, fuori d'ogni moda, ci appaiono pel sentimento profondo per l’unità della luce, perla diretta sem¬ plicità della tecnica, veramente degni di storia e capaci di de¬ finire un’epoca, una regione ed un artista: appunto perciò non sono nelle Gallerie dello Stato...

Per queste opere egli fu posto col fratello Luigi, col Ferroni, col Cannicci, col Torchi, con Adolfo Tommasi a capo di quella limpida e schietta e mite scuola toscana che or son trent’anni fu per la pittura quel che le Myricae del Pascoli furono quin¬ dici anni fa per la poesia italiana: un ritorno alla salute e alla sincerità. Questi sereni pittori georgici che non escivano mai dalla loro terra, anzi dalla valletta o dalla collina, dove erano nati, se non alla vita, all’arte, succedevano con una maggiore scienza di composizione e una più deliberata volontà di com¬ muovere, a quelli intransigenti « macchiaioli » che intorno al Si¬ gnorini, al Cabianca, aU'Abbati, al Lega, al Borrani avevan da Firenze, con opere nervose e squisite, sgominati tutt’i nemici e con la penna del Cecioni e del Martelli dettati comandamenti precisi come dogmi, dogmi d’ una piccola accademia contro l’.àccademia grande. Tra le due si posero questi giovani e spesso rie.scirono a piacere agli uni e agli altri.

Ma Francesco Gioii è stato più vario del Cannicci e del Ferroni, e più innamorato del sole. A Volterra, a Siena, a Castiglioncello, a Marina di Pisa ogni anno, per mesi, ad olio e a pastello, egli s’ è provato a conciliare la ricerca dei profili tipici d’ un paesaggio con quella della luce, spesso studiando

-- 123 — Sala 30

la scena a varie ore del giorno fino a coglierne l’aspetto più intimo e originale.

(Juesla ricerca ’lia guidato quando ha composto gli ac¬ cordi sottili e patetici di queste Armonie fiotenline. Le comin¬ ciò l'acino scorso, per amor di Firenze, quando si minacciò di coprir r.Arno con altri due ponti, le ha continnate per amor dell’arte e, chi sa, dei ricordi.

Calmo, toscanamente equilibrato, spesso profondo, sempre sottile e signorile, Francesco Gioii è un sentimentale che in tutta la vita ha amato l’arte come il più sicuro conforto contro ogni pena. Lavorare e dipingere : (jiiesta è la sua gioia, oggi come quando Giovanni Boldini lo prendeva sotto braccio e lo traeva fuori dell’ Accademia neH’aperta campagna « a vedere finalmente qualcosa di bello ».

Mostrandomi questi pastelli diceva ; — Se sapesse con che piacere li ho dipinti ! Sera per sera tornavo laggiù lungo il fiume, col passo lesto e il cuore palpitante, come se avessi avuto vent’anni e fossi andato a un appuntamento con qual- cosaltro che una nuvola viola e una statua di pietra....

E Francesco Gioii dipinge da (|uarant'anni.

Ugo Ojetti

1 Dal Ponte Santa Trinità.

2 Via degli Archibnsieri.

3 Da Fontallerfa.

4 In Boboli.

6 II cancello del Giardino dei Semplici-Notturno.

6 Villa Corsini a Castello - Notturno.

7 Dalle Cascine.

8 Dal Palazzo Corsini.

9 Ponte Santa Trinità.

I O La Pescaia della Vagaloggia.

1 1 Ponte vecchio.

Sala

;o

124 —

1 2 Ponte Santa Trinità.

13 II Ratto delle Sabine.

I 4 Dal Ponte Santa Trinità.

31. — \^ERAKDA

SCUI.Tl'KK

Bugatti Renibrandt

1 Dicci mintiti di riposo (bronzo fusione, a cera

perduta).

2 Gruppo di Zebù »

3 Rinonceronte »

4 Girajffa '>

6 Due galli •>

6 Elefante »

7 Cavalli delle, Ardenne »

8 A arac »

9 Cammelli »

1 O La danza dell’ orso »

I 1 Atlela iti riposo »

ì25

Sala 31

Brezzi Renato

1 3 St’i targhe in metallo :

a) Gazzelle in Juga.

b) Somaro.

c) Tacchino. cl) Pecore.

e) I\fonlo7ie e pecore. f ) Cervi.

I ^ Tre taighe in metallo :

a) Il ritorno.

b) In ascollo.

c) Pare he Iti.

*Caclorin Ettore I 5 Due placche in avorio :

a) Tragedia.

b) Ritrailo.

*Castiglioni Giannino 16 Tre targhe in metallo :

a) Vespcro.

b) Ritrailo di Sij^nora.

c) Xozzc.

* Pellini Eu genio I 7 Cassandra (marmo).

ARTE DECORATIVA

Beltrami G. & C."

18 Cigno (pannello - vetro colorato).

Sala 32

126 —

33. - MOSTRA INDIVIDUALE DI CESARE TALLONE

Commissario : Giovanni Beltrami.

Cesare Tallone ha cinquaiitacinque ama ed è ligure dì nascita, propriameiile di Savona. Quanto del carattere di sua gente sia rimasto in lui, è arduo a cercare, più arduo a definire nel giro di pochi periodi. Pittore di vocazione, anzi di grande e immediata vocazione, ebbe una fanciullezza analoga a quella del maggiore artista ligure del secolo XIX, Nicolò Barabino. .Allogato adolescente presso un pittore alessandrino di qualche virtù, migliore assai del nome che ebbe, il Sassi, peregrinando per lavori dì decorazione daU’una villa all’altra della Riviera, manifestò con tratti si limpidi la sua vocazione istintiva, che suggerì ai parenti di inviarlo a studi normali in Milano, a Brera. I quali il giovinetto regolarmente, con la tenacia silen¬ ziosa e gioconda che è del suo innesto ligure-lombardo, compì alla scuola del Bertini, sullo scorcio estremo della direzione di Francesco Hayez.

Alla figura venne iniziato dal maestro dal quale indubbia¬ mente trasse il rigor fermo dei principi tradizionali e quella concisa nobiltà espressiva che pongono talun ritratto del Bertini in alto luogo nella storia della pittura moderna. Se non che la natura ardente e libera del Tallone lui preservò dall' irrigidimento precettistico del Bertini e lo soccorse mira¬ bilmente lungo vie nuove. Verista per visione positiva del vero ; impressionista per tendenza emotiva e simpatia cremo- niana d’ elezione, corse il mondo a tentare, a integrare, a cercare compiutamente se stesso. Da Londra tornò con l’anima

I 27 —

Sala 32

abbacinata dal Velasquez — e la traccia di questa luce è in¬ delebile nella pittura della maturità talloniana — a Venezia, a Parigi, in Roma visse nell' intimità di Tiziano e del Tinto- retto. La gran triade spiega meglio di molte parole le origini e la direzione dell’ arte del nostro. E quando si aggiunga che ebbe a fratelli della prima battaglia Antonio Mancini e Guido Reggiani di cui in Roma divise i tormenti, le angustie del vasto sognare e del ri^tretto vivere, e le speranze gloriose della presta aurora, avremo nel quadro dei nomi lineato per armo¬ nizzazione d' ambiente e per distacco di figura, Cesare Tallone.

Le sue opere ? 11 visitatore della Mostra lagunare ne trora coordinato il fiore -• non tutto il fiore ed è gran jattura del- I’ artista e degli studiosi ; — il fiore cosi come successivamente sbocciò in tre mirabili orimavere. La prima, da quando il pittore ebro della forma, uscito tutto rorido di frenesia ammi¬ rativa per le grandi masse (ed è di questo periodo un gran quadro storico, tratto dal Gregorovius ora di proprietà Borghese La vittoria del Cristianesimo, possente nella rivelazione della solida padronanza del segno e nel pieno irrompere del colore) andò a mano a mano costringendosi ed equilibrando si ila fondere — è la parola — il vero del ritratto e dello studio in talune delle più larghe e gagliarde opere della pittura moderna. Alcuni abbozzi, come il ritratto del tenente Buffa e quell’ af¬ fascinante ritratto del Davoglio — ora di proprietà Engel — debbono tenersi per esemplari.

La seconda va dal Beone, alla Massaia, alla Maternità. Nessun pittore italiano diede al vero più di volume, di sangue e di piena comunicazione inspirata. 11 Tallone qui fu un com¬ pendio di conquiste tecniche, alfiere dell’ avvenire e custode capace della massima tradizione della Rinascita. Né 1’ iperbole assertiva può nuocere a tanto artista. Egli sovrasta, nella fi¬ gura, per un’ altitudine che s’ indora di quanta luce la gene¬ razione successiva a Tranquillo Cremona e a Mosè Bianchi, accolse in Lombardia e diffuse in Italia: giusto che gli si at¬ tribuisca titolo e lauro di Maestro.

Terza primavera, la presente : questa del ritratto della marchesa Clerici, del nudo femminile, ultimissima bellezza del

Sala 32

128 —

pennello talloniano. Il verista positivo e rimpressionista squil¬ lante (Iella giovinezza, si lascia ora blanciire dal fastoso sfoggio, dalla facilità faconda, dall' ostentazione di una sapienza che attinge la virtuosità e, talora, meno incide, con i corpi, le anime ; ma tal' altra il segreto di questa tecnica, per cui il pittore cerca del vero il linguaggio che traduca la sintesi in¬ teriore, l’anima arcana e ne fermi a tutto fuoco la parte onde s’ innnclea e vuol farsi evidente la sintesi stessa — tocca fa¬ stigi di forza, di finezza, di compiutezza eccellenti.

Il pittore, insegna arte, ora, all’Accademia di Brera, nella scuola del suo maestro Bertini. E venne a questa dalla scuola di Bergamo. I suoi allievi sono una legione e suonano di nomi già sorrisi dalla fama.

Giovanni Borki.li

1

la

2

3

4

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6

7

8 9

1 O 1 1 1 2 1 3

1 4

Ritratto della Marchesa eterici.

Ritratto delta Signora Paolina Nulli.

» del signor cav. Castagna.

>•> del signor Brassor.

» del signor Giocosa.

» del dottor R. Gritti.

» deir avvocato Alessi.

» di Signora.

» del signor Bernasconi.

» del signor cav. Dell' Acqua.

» del Capitano Fondacaro.

» di Signora.

Massaia .[-Bprq). al Museo Sforzesco di Milano).

Pastorello (app. ai Signori fratelli Ventura Gregorini di Lovero).

Nudo.

- 129 —

Sala 32

ALTRI ARTISTI LOMI’-AROI

Belloni Giorjfio.

1 6 Uliivii tepori.

1 6 Plenilunio.

Borsa Emilio

1 7 Verso la notte.

Carcano Filippo ^ ® Estate in alta montagna.

19 /« pieno inverno.

Carozzi Giuseppe

20 II commiato del sole {Savognino).

2 1 La sosta prima del ritoìmo »

Cavaleri Lodovico

22 Serenità.

23 Clorito di burrasca.

Gola Emilio

24 Mezza figura muliebre (studio).

26 Paesaggio (impressione).

Grubicy De Dragon Vittore 26 “ // roccolo

2 7 Mattino.

28 L’ inverno finisce.

s

Sala 32

— 130 —

Longoni Emilio.

2 9 Ore vespcrHae.

30 Rododendri.

Mariani Pompeo

3 1 A JÌ/onterar/o - II giuoco .... delle tinte.

32 A Jlfontecarlo - «.diarque et passe. . . »

SCULTURE

Del Bò Romolo

33 Silente (bronzo).

Bugatti Rembrandt

34 Dite cicogne (bronzo, fusione a cera perduta).

36 Gazzetta. »

36 Pellicani. »

37 Tigre che sbadiglia. «

3 8 Jaguarro. »

Bazzaro Ernesto

39 Ritratto (marmo).

131

Sala

33

33. - MOSTRE INDIVIDUALI

DI T. SIONURINI (t) E (L FA TTOKT(t)

Commissario: Domenico Tkentacoste.

Signorini Telemaco

L’intera esistenza di questo valente pittore toscano, il quale, nato a Firenze il iS agosto 1835 e mortovi il io febbraio 1900, aveva anche nella vecchiaia saputo serbare tutta la batta¬ gliera baldanza degli anni giovanili, può ben dirsi che non sia stata che un’ assidua aspirazione verso i nuovi orizzonti di¬ schiusi alla pittura dall’ età moderna ed una lotta fierissima contro ogni sorta di reazionari dell’ arte, per avere ragione dei quali la [lenna disinvolta ed arguta e la lingua fiorentinamente mordace gli servivano spesso non meno del pennello sapiente ed audace.

Dopo avere visto scartare inesorabilmente i primi lavori da lui presentati alle mostre della Promotrice fiorentina, come ec¬ cessivi nel chiaroscuro e deficienti nel disegno, egli esegui al¬ cune tele di soggetto militare, le quali, benché fossero abba¬ stanza mediocri, ottennero pel ferv'ore patriottico che in quei tempi accendeva gli animi italiani, il più vivo successo e furono tutte comprate. Ma il Signorini, in cui era molto sviluppato un sottile senso autocritico, non si lasciò persuadere nè datali lusinghieri successi di pubblico nè dalle lodi tributategli dai suoi confratelli d’arte e cambiò strada, rinunciando di colpo ai soggetti militari ed ai sicuri profitti che gliene derivavano, per ritornare coraggiosamente ai tentativi già tanto male ac-

Sala 33

132 —

colti. Fu cosi che, nel 1862, egli mandò ad un’esposizione di Torino una scena del Ghetto di Venezia, che per le sue vio¬ lenze cromatiche e pel disegno eccessivamente schematico su¬ scitò un vero scandalo e lo fece battezzare con quell’appellativo di macchiaiuolo, che doveva in seguito servire ad indicare tutto un piccolo gruppo di pittori e con cui continuò a sentirsi qua¬ lificare anche quando, lasciate da banda le antiche esagerazioni di pennello, cambiò del tutto la sua tecnica.

La macchia ed i macchiaitioli rappresentano nella storia della pittura italiana della seconda metà del secolo scorso un ca¬ pitolo dei più interessanti, ma che è troppo lungo per trovare posto nelle pagine di un catalogo. Basterà che io dica che il ca¬ rattere dell’innovazione del Signorini, del Tivoli, del Cabianca, del Banti, del Lega e degli altri macchiaiuoli derivava dalle accese violenze di colore del francese Deschamps e consisteva in Principal modo in un uso eccessivo del chiaroscuro in odio alla vecchia scuola, sacrificante invece ad una gelida correttezza del disegno delle figure la vera solidità ed il rilievo dei dipinti.

Il piccolo gruppo di questi rivoluzionari della tavolozza dovevasi ben presto disgregare ed il Signorini, rimasto solo a Firenze, senti poco per volta calmarsi il suo entusiasmo per la macchia e sotto il suo pennello andò sviluppandosi una nuova maniera, fondata sulla ricerca della più semplice e più umile realtà e che rispondeva, meglio di ogni altra, alla vera sua indole artistica.

Fin’ allora egli era stato un rinnovatore più per ragiona¬ mento che per intimo sentimento, più per uno stimolo del cer¬ vello assetato di nuovo che per un effettivo bisogno del parti¬ colare suo senso pittorico, più per un' indomabile febbre di ribellione ad ogni costringimento accademico che per l’ incen¬ tivo di una visione affatto individuale del suo occhio. D’ allora in poi invece egli doveva percorrere con passo sicuro la via indicatagli dall’ indole sua profondamente e schiettamente v'e- risla, di quel realismo un po’ troppo rigido e talvolta anche un po’ arido, che in letteratura trovava il suo riscontro nei ro¬ manzi e nei racconti di Champfleury o di Duranty.

Se a torto dunque si è continuato dopo il 1865 a dare il

133 —

Sala 33

nome di macchiaiuolo al Signorini, bisogna pur dire che egli serbò sempre le tracce degli arditi tentativi cromatici fatti in compagnia col Cabianca e col Bauli e che rimangono un non isdegnabile suo titolo di gloria. Sonovi, infatti, anche negli ultimi quadri della sua carriera artistica, certi vibrali trapassi dal sole all' ombra, certi contrasti efficaci di luci e di scuri, vi sono certe ardite sintesi di disegno di contorni umani ad espri¬ mere il movimento istantaneo delle persone nello spazio, v’ è uno studio amoroso degli effetti di luce, benché non trattati con le novissime formule luministe, che svelano l'antico e pu¬ gnace macchiaiuolo.

Presa completa coscienza delle tendenze e dei bisogni della peculiare sua indole artistica, Telemaco Signorini afifermò, sia nella scelta dei soggetti sia nella fattura, la sua ma¬ niera rudemente realistica, con vari quadri di figura di un'ef¬ ficacia evocativa davvero impressionante anche se talvolta al¬ quanto brutale, che suscitare dovevano, al primo loro apparire, polemiche vivacissime.

Par quanto interessanti possano, però, riuscire queste tele, nelle quali aH’ardimento della concezione non sempre corri¬ sponde appieno la sicura robustezza della tecnica, io preferisco di gran lunga i paesaggi e le scene di città, in cui a me sembra che il Signorini abbia sopra tutto dato prova evidente della spiccala sua originalità di visiotie e della sua non comune bra¬ vura di pittore e d’ incisore.

Vittorio Pica

1 « Toilette » del uiattÌ7to.

2 Bagno penale di Porto/erraio.

3 Riti' atto di giovinetta.

4 Pareggi {paese).

6 Piazza di Settignano.

6 Terrazza di Riomaggiore.

7 Sole matlnthw i Riomaggiore).

8 Arcala {Val di Magra),

9

Riomaggiorc \

IO

Le Uh. j

I i

Seliigiiano. f

Appartengono

12

Arcala. ^

al Comune di Firenze.

13

Pietramala. 1

14

•« Cor inveli Roru ». /

16

Una via di Ravenna. \

Appartengono

16

Pioggia d’ estate.

alla Galleria Nazionale

17

// ghetto a Firenze. ]

di Roma.

17a

Pioggia Slitta terrazza.

Fattori Giovanni

Giovanili Fattori morto a Firenze il 30 d’Agosto deU'anno scorso era nato nel 1S25 a Livorno. Fino a pochi mesi prima di morire lavorava; c lavorava a un'arte che cliiede occhio e mano giovanili, cioè all’ incisione ad acquafòrte. L’ acquafòrte era stata l’ultima pa.s.sione di quest’artista tumultuoso, vario, libero sempre e sempre sincero.

In Accademia a Firenze dove per la prima volta era ve¬ nuto nel 1846 fu, come narra Telemaco Signorini nel suo de¬ lizioso libro di storia aneddottica. Caricaturisi i e cnricalurali al Caff'é. Michelangelo, un discepolo terribile che il profes'-or Bezzuoli chiamò matto addirittura. Non aveva uno studio, spesso non aveva una camera dove dormire, tanto meno aveva da pa¬ garsi i modelli. Un giorno si mise in tasca un albumetto e co¬ minciò a disegnare quello che incontrava per via. Quella fu la sua vera « accademia ». Subito - son parole sue - gli ani¬ mali gli piaciiuero più degli uomini. Quando anche sugli uomini etibe (iiialchc esperienza, non mutò opinione. E gli animali che gli piacquero di iiiù furono i cavalli. Ne disegnava dovunque, in tutte le altitudini. I cento albumetti che ancori giacciono abbandonati ma non dimenticali negli scaffali del suo studio vuoto, ne son pieni. Allora la fotografia istantanea non esisteva. .\nchc (|nando è esistita, il Fattori 1’ ha disprezzata sempre.

135 —

Sala 33

Dopo più di dieci anni di titubanze e di curiosità più che

ttaghe non ha mai maneggiato altre armi), incontrò alle Casone . soldati francesi del quinto corpo d’ esercito che sotto Girolamo Napoleone erano venuti giù, dicevano, a tene" in

Da Ilio à ‘i abbracciava e li applaudiva.

■segno tanti soldati quanti cavalli. E avendo il Go verno provvisorio di Toscana bandito un concorso ,!„ qlu™ quadri di .soggetto patriottico, parti pel Campo di Magenta a

ora e alla Galleria di Firenze. Prima di partire si snosò F G g.ta a Magenta fu il suo viaggio di nozze.. " ^

.^uirSo n- " “esatto militare. Ne se-

.uirono molti altri : questo Aifacco alla Madonna della Sco-

piato Z7u' Generale Lamarmora (t868) che fu com-

pato dai livornesi con una pubblica sotto.scrizione. Il prindoe

»2„, a„-c„aM

Intanto dopo il ,S;o, vivendo come da anni viveva con

"Scai;::": nenai::::':;.::

=: d, r;:‘: - -',r» ”i

■■ella sua vmlua /J he mese d’estate e d'autunno

« macchiajolo ' ‘ . Livorno. Del Fattori

appunto dilla ” esempio questo piccolo A>,poso tolto

al Gr m collezione di quadri dal Martelli lasciata

. h allo ste.sso Comune appartengono

Sala 33

— 136 —

molte altre opere di questa raccolta, primo il Ritratto di mia figlia (i88g) che rammetita i ritratti francesi dipinti trenta e quaranta anni fa dai migliori seguaci del Manet.

Il Fattori nella villetta di Castiglioncello ritrovò ogni anno in una gara di lavoro i suoi colleghi di rivolta ideale, il Signorini, il Lega, il Banti, il Borrani, e cominciò ad adorarvi la Maremma dalle mandre dei buoi e dai puledri quasi selvaggi ai fieri butteri silenziosi saldi in arcioni come centauri. Quella fu, dopo i soldati, la sua seconda passione. Centinaia d’ altri studi e d’ altri disegni si accumularono nei suoi scaffali e nella sua memoria che era più solida dei suoi vecchi scaffali. Da essi negli ultimi anni, chiuso a studio dalla vecchiaja, ha tratto tutta la serie delle sue acqueforti. Allora ne trasse Pasture (1872) Il mercato di cavalli in piazza Montanara (1872) perduto in un naufragio tornando dall’ Esposizione di Filadelfia del 1876, Bagno di cavalli (1872), Cavalli al pascolo (1880), Buoi al pa¬ scolo (1886), Il salto delle pecore (1887), La marca dei puledri in Maremma (1889), Butteri (1893), Maremma toscana (1894), e ciualche sobrio paese. Negli ultimi anni un pessimismo istintivo balzò fuori da quell’ animo candido in opere piccole e raccolte col vigore di un epigramma macabro : nel 1901 infatti apparve a N'enezia il suo soldato morto e Dimenticato presso una pozza d’ acqua fangosa fra una mandria dì porci ; ades.so lo segue Lo staffato.

In un fascio di carte manoscritte cbe mi consegnava pochi mesi prima di morire, trovo scritto : « A me il commercio iti arte è sembrato sempre una ladroneria civilizzata. E la cortigia¬ neria e r intrigo a danno dei colleghi, li ho sempre disprezzati e sjiero di finire la mia vita cosi. »

Cosi r ha fitiila, puro, semplice e laborioso, preferendo deliberatamente agli onori e agli agi la sua immacolata e sde¬ gnosa povertà, e all’ opera che agli altri sembrasse più leg¬ giadra e piacevole 1’ opera che a lui sembrava più forte e più intensa. Non ha avuto in ottantaquattro anni di vita, nemici se non quelli ai quali la sua stessa libertà e la sua stessa fierezza loscanamene arguta parv ero, per contrasto, un’ offesa dura anche se involontaria... Ugo Ojetti

i37 —

Sala 33

I 8

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3 l

Attacco alta Madotma della Scoperta (app.

Comune di Livorno).

Campagna maremìnana.

Don Chisciotte.

Cavallo biatico i

Ritratto. ( Appartengono

al

al Comune di Firenze.

Libecciata Riposo Lo staffato.

Lo scoppio del cassone.

Linea di battaglia ì app. alla Galleria Na-

( ;;rdf

Campagna (app. all’Avv. Grati). jìLarina (app. al Sig. Nannucci).

Cavalleggeri (app. al Prof. Francesco Gioii).

ALTRI ARTISTI TOSCANI

Gioii Luigi

32 Alla fiera.

33 Ritratto.

Tofanari Salvino

34 Ritratto di Sirio Tofanari.

Tommasi Lodovico 36 •« Quercus uber».

36 II fuoco.

Sala

33

— 13S

SCULTURE

Frangès Mihanovic R.

37 La fuga in Egitto (bronzo).

Roger-Bloche P.

38 La febbre (bronzo).

Vasi delle fornaci dell’ «Arte Ceramica e Arte Ve¬ traria» (Borgo S. Lorenzo Mugello, Direttore artistico Galileo Chini - Direttore tecnico Chino Chini).

u.

« BELLEZZE DELLA SICILIA »

DI ETTORE DE MARIA BERGLER

La decorazione di questa Sala e i mobili che l’ador- nano furono eseguiti da Vittorio Ducrot di Palermo su disegni di E. Basile.

Ettore De Maria Bergler, garbata figura d'artista e di gentiluomo, nacque a Palermo nel 1851 ; nel '75 cominciò a studiare il paese con Francesco Lojacono ; nel '78 si recò a Napoli. Ivi frequentò gli studi del Morelli e del Palizzi, trascorrendo circa due anni fra la schiera di giovani che formavano la scuota fiorente la quale s’ intitolò appunto dai due insigni artisti napoletani. Col Morelli si esercitò partico¬ larmente nello studio della pittura. Nel 1S80 lasciò Napoli per Firenze e Roma, legandosi d’ amicizia con gli artisti più eletti ; dal iS8.t si stabili definitivamente nella sua Palermo, salvo fre- ipienti viaggi di studio in Italia e all’ Estero.

È un pittore agile, fresco, che .sembra ringiovanire con gli anni, tanto è I' entusiasmo onde coltiva l’arte sua e 1’ interesse

139 —

Sala 34

intellettuale onde segue il movimento modeino. Innamorato della nativa Sicilia, egli ne ritrae con felice evidenza d’arte e con amore di figlio, scene, monumenti, tipi, costumi.

Opere di lui sono nella Galleria Nazionale di Roma {La Sera : May ina) e nella Galleria internazionale di Venezia (Coma d'oro, vigoroso paesaggio, e Cur.osa figura). 11 De Maria è pur dotato di un sicuro seirso decorativo. Collaborò coir altri artisti conterranei alla decorazione del soffitto del Teatro Massimo di Palermo (r893) e a quella della grande Sala di \'illa Igea (rgoo). Ornò talvolta di fini pitture i mobili di Vittorio Ducrot.

La bella collezione esposta in questa Saletta richiama il nostro pensiero e il nostro cuore all’ isola divina e sfortunata, che supera ogni altra terra italiana per lo splendore della sua natura e per la terribilità de’ suoi flagelli.

11 pittore r ha qui ritratta nei fulgidi giorni di letizia.

A. F.

1 Popolana di Piana dei Greci.

2 Taormina - Una fontana.

3 Terrazza siciliana.

4 Mattino di Marzo.

6 Impressioni e ricordi (N. 9 tavolette).

a) Trapani.

b) Marsala.

c) Sciacca marina.

d) Montepellegrino [Palermo). ej Zavorriere.

f) Mare Africayio [Mazzara).

g) Palermo (Kalsa).

h) Tramonto (Marsala). i ) Scirocco.

6 Sull’ Ionio.

8 L’ Etìia da 'Taormina.

Sala 34 — 140 —

9 Agave.

IO Rlare morto (Palermo).

1 1 Taormina. Un cortile.

1 3 Campagna di Siracusa.

1 4 Verso il faro.

16 La Zisa.

1 6 Vecchio Porto {Palermo').

1 7 Paesaggio agrigentuio.

1 8 Pmi.

1 9 Impressione nella Conca d’ oro.

20 Pastorelle (bozzetto).

2 1 Marina

23 Tipo siciliano.

24 Prime foglie.

25 Vecchio monastero (schizzo).

26 Interno di cappella »

SCULTURE

Ugo Antonio

27 Renaiuolo (bronzo) (cavalletto disegnato da Er¬

nesto Basile).

Ximenes Ettore

2 8 Ritratto del pittore A . Dall’ Oca Bianca (marmo) .

ARTE DECORATIVA

Vasi delle fornaci dell’ « Arte Ceramica e Arte Ve¬ traria » (Borgo S. Lorenzo Mugello), Direttore artistico Galileo Chini - Direttore tecnico Chino Chini.

141 —

Sala 35

35. — NAPOLI E ALTRE REOIONT

PITTURE

Balestrieri Lionello 1 Graziella.

« . Nous avions rencontré la note qui vibre à 1' unisson

dans r àme de tous les hommes, de tous les àges et de toutes les conditions, la note sensible, la note universelle, celle qui renferme dans un seul son 1' eternelle verité de l'art : la nature, 1’ amour et Dieu ».

A. DE Lamartine

Campriani Alceste

2 Prima ìieve.

3 Luce invernale.

Casciaro Giuseppe

4 Napoli (pastello).

6 Capri »

De Sanctis Giuseppe 6 L ’ ombrellino giapponese. Discovolo Antonio

7 Fuggitivi.

8 Mattino.

Sala 35

— 142 —

Lionne Enrico

9 Sei'a/a d’ estate.

1 0 Fioraia roìuana.

Lojacono Francesco 1 1 Tramontana [Palermo^.

1 2 Crepuscolo »

Michetti Francesco Paolo

13 Testa d’ uomo (studio - pastello).

1 4 Testa di donna » »

Migliare Vincenzo

1 5 Primavera.

Morelli Domenico (f)

16 La Regina Giovanna II fa sorprendere Giulio

Cesare da Capua in intimo colloquio con lei, da Re Giacomo suo marito. (Episodio tratto dall’ « Historia del Reame di Na¬ poli » di Angelo di Costanzo).

1 7 Trasporto della salma di S. Frattcesco d’ Assisi (bozzetto di un grande quadro che P ar¬ tista doveva dipingere per la chiesa di S. P'rancesco a Gaeta).

Pratella Attilio

1 8 Vento.

0

Quattrociocchi Domenico

19

Brezza mattutina.

Tafuri Raffaele

Sala 35

M3 —

20 II frutteto.

2 I Baci di sole.

SCULTURE

elusa Francesco

22 11 nomade (gesso).

23 La filatrice »

D’ Orsi Achille

24 Nel Concilio di Trento (terracotta).

Sortirti Saverio 26 La schiava (bronzo).

26 Alla fontaìta »

Ximenes Ettore

27 Ritratto del prof. Piirè (marmo).

28 Ritratto di Adolfo Venturi (bronzo).

BIANCO E NRRO

Gemito Vincenzo

30 Sagittario (disegno a pastello).

3 1 Gruppo di due donne (iMoglie e figlia dell’ au¬

tore) (disegno a matita).

32 Acquaiuolo (disegno).

33 Acquaiuolo (disegno colorato).

34 Sagittario (disegno a matita).

35 Pescatore seduto » »

Sala 35 — 144 —

36 Sagittario, visto di fianco (pastello a bianco

e nero).

37 Sagittario, visto nel dorso (pastello a bianco

e nero),

38 Piccolo pescatore (disegno a penna).

36-37 — SALE INTERNAZIONALI

SCULTURE

Collezione di Paolo Troubetzkoy

1 Ritratto della signora Hunter (gesso).

2 Ritratto del signor Neliodow, Ambasciatore

russo a Parigi (gesso).

3 Do7ina (gesso).

4 Ritratto d'uoììio (bronzo).

6 Madre co7i bambino (bronzo).

6 Signora seduta (gesso).

7 Cane siberiano sdraiato (bronzo).

8 Cane levriere sdraiato »

9 Ragazzina coìi cane (gesso).

10 Angelina seduta col cane (bronzo).

145 —

Sala 36-37

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I2a

I2b

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BIANCO E NERO

Aid George (America)

La casa di Desdeinona (acquafòrte).

Caiial Grande. »

Balestrieri Lionello (Italia)

Raccoglimento .

Cyrano.

Béjot Eugenio (Francia)

A Monaco (acquafòrte)

Besnard Paul Albert (Francia)

La morta (acquafòrte).

Donna in piedi. »

Lutto. »

Bohle F ritz (Germania)

Sul battello (acquafòrte colorata).

Bone Muirhead (Inghilterra)

Il bosco di S. Giovanni (acquafòrte).

Bryden Robert (Scozia)

La Morte e il Doti. Hornbock (acquafòrte), Vecchio ponte. »

Burridge Fred.

21 « Harlech » (acquafòrte).

(Inghilterra)

Sala 36-37

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30 a

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Cameron David (Scozia)

Strada di Venezia (acquafòrte)

Rosslyn. »

Chabanian (Francia)

Palazzo Ducale (acquafòrte colorata).

Charlet Franz (Francia)

La culla (acquafòrte colorata).

Raggio di sole. » »

Dauchez André (Francia)

« Si. les Fins » (pianura) .

De Groux Henry (Belgio;

L’ enlusiastno della carneficina (acquafòrte), Il fantasma. »

East Alfred (Inghilterra)

Si. Ives (acquafòrte).

Fisher A. Hugh (Inghilterra)

Cappellino alla fraìicese.

Pittori Hedley (Inghilterra)

Mercato nuovo - Firenze (acquafòrte). La casa di Giulietta - Verona »

Ritratto di Walls «

Gallen Axel 34 L ’ arciere.

(Filandia)

— 147

Sala 36-37

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4 I

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49 49 a

Goff R.

Adamo e Èva Barche del Nilo

(Inghilterra) (Venezia) (acquafòrte)

»

Graziosi Giuseppe (Italia)

Scena di mare (acquafòrte)

Cantiere »

Lavandaie »

»■ »

Guirand (de) N. L. (Francia)

« (Margelles » (acquafòrte).

Haden Leymour Francis (Inghilterra) Acquafòrte.

»

»

Haig Axel Herman Stoccolma (acquatinta)

(Svezia)

Helleu

Susanna (acquafòrte colorata). Freddolosa » »

(Francia)

Herkomer Herbert (von) (Inghilterra) Cley sul mare

Holroyd Charles (Inghilterra)

La notte

Canal Grande - Venezia.

Sala 36-37

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Houdard Ch. (Francia)

Dopo la pioggia (acquafòrte colorata). Torna il sereno » »

Israels Josef (Olanda)

Testa di bimbo (acquafòrte).

Klinger Max (Germania)

La Peste (acquafòrte).

Artista »

Kollwitz Kathe (Germania)

La rivolta dei tessitori (acquafòrte).

» » »

» » »

» » »

» » »

» » »

Sciopero di contadini »

» » »

» » » Schiacciato »

Bimbo morto »

Tuninlto »

LI colpito ;>

Krueger Albert (Germania)

Dal quadro di Domenico Signorelli (incisione

in legno)

dourdain Henri (Francia)

Sera d’estate (acquafòrte colorata).

— 149 —

Sala 36-37

Labrouche Pierre (Francia)

7 I Ponte Marcello (acquafòrte colorata).

Latenay de G.

72 / bimbi di marmo (acquafòrte colorata).

73 Grandi salici » »

Laughian D. .S. Mac. (America)

74 « Qiiai des Grands Angus tins » - Parigi (ac¬

quafòrte).

75 Ponte Ticino (acquafòrte).

76 S. Luca dalle colline »

Le Goul Gerardt T. (Francia)

77 Sul « guai » (acquafòrte colorata)

78 Riflessi di sera »

Legrand Louis (Francia)

79 Al « bar » (acquafòrte)

Lepère Auguste (Francia)

80 La via dei poveri (acquafòrte)

8 1 Via Gallando - Parigi »

%

Liebermann Max (Germania)

82 Bagnanti (acquafòrte)

83 Strada di villaggio »

Luigini T. J.

84 Inverno a Malines (acquafòrte colorata)

86 Porla di Louvain »

Sala 36-37

150 —

Lunois Alexandre

(Francia)

86

Le ballerine riposaìio (litografia').

87

Juana Lcrnattdez

»

88

Una corrida in campagna

»

89

La lettera

Meunier Henry

(Belgio)

90

Ritorno di pescatori.

Miti Zanetti Giuseppe

(Italia)

91

Primo quarto (acquatinta).

Orlik Emil

(Austria)

92

Sui monti (incisione in legno).

93

Ritratto di Max Klinger (acquafòrte).

RafFaelli Jean Francois

(Francia)

94

Boulevard des (acquafòrte colorata).

95

Vecchia quercia

»

Robbe Manuel

(Francia)

96

Mercato di pesce (acquafòrte).

r

Rodin Auguste

(Francia)

97

Il circolo (acquafòrte).

98

Victor Litigo »

Rops Félicien (f)

(Belgio)

99

La tnadre dei satiretti (acquafòrte).

100

Ipocrisia »

Sala 36-37

— i5t —

101 // « Rydeack y* (acquafòrte).

102 II vizio siiprcìno »

103 « La duìne aii carccl » »

1 04 Incautesimo »

Schmutzer Ferdinand (Austria)

106 Gente di mare (acquafòrte'.

106 Joachiìi e Kendell »

Shannon Cliarles (Inohilti.rka)

107 Brezza di mare (litografia).

1 08 Al bagno »

1 08 a In mare »

Short Frank (Inghilterra;

109 Dordrecht (acquafòrte).

Steinlen Teofhile (.^'rancia)

110 Argomenti persuasivi (litografìa).

Struck Hermann (Germania;

111 Cterardo Ilauptmann (acquafòrte).

112 A l'enezia. »

Synge E. iM.

113 Assisi. ( l.NGHIl. terr a)

Thaulow F ritz (j) (Norvegia)

114 Lo sgelo (acquafòrte colorata).

115 Cigni »

116 « Muettcs » {gabbiani) »

117 Inverno »

Sala 36-37

— 152

Thoma Hans (Germania)

118 La Crocefissionc (oleografia).

White Charles Henry (America)

119 A Pittsburgh (acquafòrte).

WolfF Heinrich (Germania)

120 Ritratto di tin musicista.

121 » del professore B. (oleografia).

Zeiting Walter (Germania)

122 In Ambìirgo (acquafòrte).

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155 —

PADIGLIONE DEL BELGIO

Prof. F'ierens-Gevaekt, Commissario generale de¬ legato dal Governo Belga, Edmond de Bruyn, Segretario.

yuesto Padiglione è stato costruito e decorato inlernaniente su disegni dell' arcliitetlo Leon Sneyers. Il pannello che adorna il sommo della facciata esteriore fL’insph-azioneJ venne eseguito su cartone del pittore Emile Fabry. Le due statue che sorgono in alto sulla facciata sono opera dello scultore Georges Minne.

1. — Ve.stibolo

Sneyers Léon

La fontana dei quattro etementi (marmo e metalli).

SCULTURE

Dubois Paul

1 Donna seduta (bronzo).

2 Ragazza con piccione »

Minne Georges

3 Bagnante (marmo).

Rousseau Victor

4 Dinanzi alla vita (bronzo).

Sala IL — Impressioni di Venezia

Blieck Maurice 6 Chi oggi a.

6 a Vela rossa.

Gilsoul Victor

6 Mattino a Venezia (app. al Sig. Maurice Kuf-

ferath).

Heintz Ricliard

7 Le Zattere a Venezia.

8 Mattino d’ inverno - Canal Grande.

9 Palazzo Ducale.

Houben Charles 1 O Impressione di Venezia.

I I » »

Opsomer Isidoro 1 2 Canale.

I 3 S. Marco.

— i57 — Vaes Walter

14 L’Abbazia

I 5 lìiterfio di S. Marco (La latupada).

I 6

1 7

»

Venezia

» colonne).

- Prima dell’ uragano (pastello).

1 8

»

La sera d’ Esmeralda

»

1 9

Crepuscolo

»

20

»

Pozzo

»

2 ì

»

Sole pallido (app. a M.)

»

22

»

Nota argentea

»

23

»

Mezze tinte

>;

24

»

Riflessi

»

25

»

Botteguccia

26

»

Rigattiere

»

27

»

Azzurro e Oro

»

28

»

Porcello

»

Sala III.

PITTURE

Ensor James

29 II giardino d’ amore (app. al Sig. Maurice des Ombiaux),

Gilsoul Victor

30 Piazza nel Brabante.

— i5« —

Gilsoul-Hoppe Ketty 3 1 La soglia (acquerello). Lambert Camille

32 / « Longchaoips » in fiore.

Leempoels Jef

33 Gli afflitti.

34 II sofistico.

M orren Georges

35 La piccola modista.

Niekerk Maurice

36 Il tappeto da tavola.

Opsomer Isidore

37 II Calvario sotto la neve.

Stevens Gustave Max

38 Dinanzi al mare.

39 La gonnella color arancio.

40 L’Abbazia sotto la neve.

- 159 —

Sai A IV.

PITTURE

Baseleer Richard 4 I Porto di pescatori.

KhnopfF F" ernand

42 Uii angelo (acquerello).

Leempoels Jef

43 L‘ amicizia.

44 // desthw e /’ umanità.

M elchers Franz 4 5 Ritratto d’ Araldo.

Montald Constant

46 La barca dell' Ideale

47 La fonte del! Inspirazione

Morren Georges

48 L’ ombrellino verde.

OlefFe Auguste

49 Gente di mare.

Smeers Franz 60 L’estate.

(grandi pannelli decorativi).

— i6o —

Van den Eeckhoudt Jean 5 I Nudo (pastello).

Van Holder Franz 62 La casa della Felicilà.

Verstraeten Edmond

53 Villaggio fiammmgo sotto la neve.

Vloors Emile

54 La signora dal medaglione verde.

SCULTURE

De Vreese Godefroid 66 Busto di pescatore (legno).

Dubois Paul 56a Serenità (marino).

Min ne Georges

57 Fontana (gesso).

68 L’ uomo dell'otre (marmo).

Rombeaux Egide

69 Baccante (bronzo).

60 Sorriso (marmo).

Rousseau Victor

61 Busto della Signora /. v. d. E.

i6i

62 L’ offerta.

63 Testa dell’ «. Autunno >•>.

64 Busto della Signora V. Ronsseati.

Samuel Charles

65 Charles Hagens (bronzo).

66 L’omaggio (Clotilde Kleebergì (gesso).

(il marmo app. al Museo di Bruxelles),

67 Busto di giovinetta (marmo).

Van Biesbroeck Jules

68 Donna e Amore (bronzo).

69 Operaio estenuato »

Sala — Pittori della « Lvs »

La Lys è il fiume fiammingo per eccellenza. Il poeta belga Vkrhaeren r ha mirabilmente cantata :

Lys tranquille, Lys douce et lente,

Dont le vent berce, aux bords, les herbes et les plantes, \'ous entourez nos champs et nos liameaux, là-bas. De mille et mille méandres Pour mieux tenir serrée entre vos bras La Fiandre.

Buysse Georges

70 Alba (app. al Sig. L. ).

71 Bacino a Gand (app. al .Sig. R.).

72 Mattino di Marzo.

6

i62 -

Claus Emile

73 // vecchio abete (app. al Si.sf. Jean Laroche).

74 Mattino di Settembre .

75 Gli olmi del canale.

76 MandriaJio.

77 Contadina fiamminga.

78 Il prato in Maggio.

79 Giuoco d’ ombre.

80 / campi dopo il raccolto.

De Saegher Rodolphe

8 1 Tramonto di Novembre (pastello).

82 Inverno in Fiandra »

83 Fine del giorno {Marzo) »

De Smet Gustave

84 Impressione di città.

De Smet Léon 86 II fiume Lys in inverno.

86 Interno.

De Weert Anna

87 Mattino nebbioso.

Huys Modest

88 La festa del villaggio.

Montigny Jenny

89 Interno (a).-

90 Interno (b).

9 1 Mattino di Settembre.

Viérin Emmanuel 92 In Fiandra.

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BIANCO E NERO

Contessa di Fiandra iS. A. R. la)

Mercato a Mont-Dore (acciuaforte). In Norvegia »

Nelle Ardenne »

Roccie a Alarbchan »

non

vemlibii

Baseleer Richard

Il mare e il fiutne (serie d’ acqueforti ). « Nieiiport » in Fiandra » »

« Katwyk » in Olanda. » »

Danse Auguste Michel Il Mulino (acquafòrte).

Danse Louise

I cavalli di S. Marco (ac(]uaforte).

-V. Francesco del Deserto »

De Bruyeker Jules

Vecchio increato in Fiandra (accjuaforte). Strada in Fiandra »

Giorno di mercato a Gand »

A teatro [loggione) »

Delaunois Alfred

II fanatico (acquafòrte).

Il domenicano »

La monaca »

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Gailliard Franz

tlO Parco sotto la neve (acquafòrte).

111 « Hondendief » (ladro di cani). »

Gilsoul Victor

112 11 canale (acquafòrte).

1 1 3 II vecchio ponte »

1 1 4 Le foìidanienta del nudino »

Khnopff F ernando

115 Una maschera (punta secca).

116 Una vela »

117 Una eortina »

118 Sonagli »

OlefFe Auguste

119 Gente di mare (acquafòrte).

I 20 Sera

121 Nieuport »

Vaes Walter

1 22 lììLpressioni di Venezia (serie di otto accpie- forti).

SCULTURE ESPOSTE NEL GIARDINO

Braecke Pierre 1 23 Gioventù folle (gesso),

Van Biesbroeck Jules 124 Ai nostri morti (gesso).

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IWIJIGLIONE DELL’ UNGHERLA

Il Padiglione si inspira alle antiche tradizioni della storia c dell' arte magiara. Ideatore e costruttore ne fu 1’ architetto- scultore Prof. Géza Maroti.

I mosaici della facciata principale rappresentanti ; « /’ Assc- dio di Aquileia » e la leggenda della « Spada di Attila » furo¬ no eseguiti da .Miksa Roth su disegni di A. Ròròsfòi. Il por¬ tone a mezz’arco che ha per motivo le biade (disegno del Maroti) venne eseguito nella fabbrica ceramiche Zsolnay colla tecnica di Gubbio.

I mosaici delle pareti laterali rappresentanti: il Duce Kupa (simbolo dell’ Ungheria pagana), il Principe S. Emerico (sim¬ bolo dell’Ungberia cristiana), lo scultore inedioevale Kolozsvàry simbolo dell’arte ungherese), Valentino Potassa (simbolo della poesia ungherese) e i mosaici della facciata jjosteriore sono pure del Roth, eseguiti su cartoni del Koròsfòi. I rilievi collocati sopra le porte sono opera dello scultore Telcs. I mobili che adornano la Sala della musica, collocata a pian terreno del Padiglione, costruita in legno di quercia con intarsii in metallo presi dall’ arte antica dei pastori ungheresi, vennero disegnati dal Prof. Maroti ed eseguiti da Jozsef Kiss di Buda-Pest.

La costruziotie del Padiglione fu affidata alla Ditta Peter Melocco di Budapest.

PITTURE

Benczùr Gyula

1 Narciso (proprietà della signora Benczùr).

Bihari Sàndor

2 Chiacchiere.

Boemm Ritta

3 Giarditio di rose.

Borùth Andor

4 Nascita di Cristo (proprietà dello Stato Un¬

gherese).

Bosznay Istvàn

5 Serata d’ inverno .

Bruck Miksa

6 Interno di Anvergne .

Csók Istvàn

7 Natura morta: bambola.

8 U«////>/;7 (proprietà del Sig. Dott. Jànossy Béla).

9 Natura morta : fiori ( proprietà del signor Nenies

Marcello).

Déry Béla

10 L’ ora del riposo.

Endrei Sàndor

1 1 Ritratto d' uomo (proprietà jrrivata). Ferenezy Kàroly

1 2 Deposizione di Cristo dalla croce (tempera), (proprietà del Dott. Jànossy Béla).

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1 3 Ozio.

1 4 RUrafto i proprietà privata i.

Fényes Adolf

1 5 Sf>iagf;ia a Saint -C/oud 1 6 Jfadre e figlio ^proprietà privata).

Glatter Gyula

17 Ritratto d'uomo (proprietà ]>rivata).

1 8 Ritratto di Signora » »

Hatvany Ferenc

1 9 Ritratto di fancintla (proprietà (irivata).

Hegediis Làszló 20 Vicino alta lampada.

Ivànyi Béla

2 1 Mattinata primaverile (proprietà del Dott. Jà-

nossy Béla).

Kacziàny Odori

22 Rovine della chiesa del convenlo (proprietà